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Basket / Serie A

La Baraonda Biancorossa alza la voce

Silenzio e diversi striscioni polemici hanno accompagnato i primi 5 minuti della sfida tra Pistoia Basket e Varese: la Baraonda Biancorossa ha toccato tanti temi, dalla squadra al palazzetto

Lo sciopero del tifo era stato annunciato ma a parlare nei primi 5′ di Pistoia- Varese (piuttosto surreali visto il silenzio cinematografico di un PalaCarrara in cui hanno marcato visita come in ogni trasferta da ottobre a questa parte i tifosi organizzati varesini, gli Arditi, con cui non sono mai volati complimenti) sono stati gli striscioni esposti dalla Baraonda.

Striscioni rivolti alla squadra, puntando il dito contro la mancanza di carattere che spinge verso scenari preoccupanti (la retrocessione), ma anche interrogativi al pepe alla società. E proprio qui nelle domande poste con lo spray rosso sopra i teli bianchi alla dirigenza, va registrata la prima vera crepa tra i tifosi organizzati e il club. Che, specie sulla questione palazzetto, da mesi ha visto “remare” al proprio fianco in primis la Curva e poi il resto dei tifosi, qualsiasi fosse la condizione del mare.

Un’unità d’intenti anche nei giorni più duri di una questione che negli ultimi anni ha spaccato la città, rotta nel cartello in cui la rima baciata “palazzetto- progetto” evidenzia invece il contrasto tra le dichiarazioni faraoniche degli ultimi mesi sul nuovo impianto e le difficoltà a scorgere un progetto sportivo e soprattutto societario che le regga. “Non solo palazzetto…manca il progetto” ha scritto la Baraonda, che ha preso in esame il rimpasto societario. “Nuovo Cda ma si va a CdO” che sta per Capo d’Orlando, retrocessa l’anno scorso in Legadue.

Uno spettro, quello della retrocessione, aleggiato con forza anche nell’immancabile saluto ai cugini termali (che c’è sempre in ogni occasione che conta). “Cuore, grinta e p…o si va a giocare al di là del Serravalle”, puntando il dito su quel carattere e sull’aspetto emotivo su cui la squadra è spesso scivolata.

“ A Pistoia non vincono i campioni ma la gente con i c….” tanto per ribadire il concetto ma nel mirino c’è anche chi intorno alla squadra sta e deve lavorare per farla rendere al meglio. La prima cerchia concentrica, come direbbe Ramagli. “Una squadra che non va, di chi è la responsabilità” il cartello più diretto rivolto al club.

In 5′ la Baraonda ha posto tutti gli interrogativi sul presente e sul futuro, che da tempo aleggiano nell’ambiente. Farseli in verità non vuol dire cercare i colpevoli, o peggio lo scontro per rompere l’effetto “grande famiglia” che in una piazza come Pistoia è chiaramente importante. E’ cementarlo con quella chiarezza e quella trasparenza essenziale per costruirlo il futuro.

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Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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