Giovedì, 17 Agosto 2017


Testata giornalistica n. 4 iscritta al tribunale di Pistoia il 20/04/2012

Venerdì, 28 Luglio 2017 11:41

Ferrucci Libertas, un volteggio nella storia

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Vittorie, passioni, sofferenze, viaggi, tensioni e amicizie delle migliaia di atleti e soci che dal 1873 hanno fatto parte della Ferrucci Libertas, la società sportiva più antica di Pistoia

Ferrucci Libertas, un volteggio nella storia

Entrare nella sede della Ferrucci Libertas equivale a fare un tuffo nella storia. O forse sarebbe più opportuno parlare di volteggio, visto che ci troviamo al cospetto di una delle più antiche società di ginnastica del paese. Qui tutto profuma di antico: le coppe, le medaglie e i trofei nelle bacheche; le bandiere, le foto e i diplomi alle pareti; le centinaia di carte e documenti raccolti nell’archivio. Tutto concorre a raccontare con orgoglio e solennità i 140 anni di vita della prima realtà sportiva della città di Pistoia. In questo piccolo santuario sono custoditi innumerevoli ricordi e testimonianze: vittorie, passioni, sofferenze, viaggi, tensioni, dissidi e amicizie delle migliaia di atleti e soci che dal 1873 hanno fatto parte della Ferrucci Libertas. Tutto conservato in due minuscole stanze al secondo piano della palazzina di via Pertini che ospita la palestra comunale, da qualche tempo quartier generale del sodalizio oggi presieduto da Franco Picchiarini. Le due stanze in questione fungono anche da presidenza, segreteria, sala riunioni e magazzino cancelleria. Non ci vuole molto per comprendere il livello di frustrazione degli attuali dirigenti della società, costretti ad insegnare ginnastica all’interno di un impianto chiaramente inadeguato alla preparazione degli atleti per competizioni di un certo livello. Il problema degli impianti dove svolgere l’attività accompagna la ginnastica pistoiese da sempre e in più di una occasione ne ha messo a rischio la continuazione. Ma il fascino della Ferrucci forse risiede anche in questa forzata convivenza con una realtà che relega la gloriosa ginnastica tra gli sport cosiddetti minori (o “di nicchia”), costrizione dalla quale - come vedremo - è sempre riuscita a divincolarsi con il solo ausilio della forza di volontà. La stessa che non manca mai di lasciare tutti a bocca aperta quando la tv, una volta ogni quattro anni, trasmette quasi per caso straordinarie esibizioni agli anelli, alla sbarra o al cavallo con maniglie. Un minuto o poco più di puro spettacolo, frutto non certo del caso ma di tanti anni di duro lavoro quotidiano in palestra.

“FERRUCCI” E “LIBERTAS” Tutto ha origine dall’iniziativa del maestro Egisto Gori, nativo di Canapale e attivo nell’insegnamento della scherma e della ginnastica nei primissimi anni dell’unità d’Italia. Nel 1873, Gori dà corpo alla sua attività di insegnante fondando la Società Ginnastica Pistoiese. Un evento che può essere considerato epocale perché mai prima di allora la città di Pistoia aveva assistito alla nascita di una società sportiva. Fin dalla sua nascita, la società insegna prevalentemente ginnastica ma offre spazio e risorse anche a tutte le altre discipline conosciute e praticate al tempo (in particolare la scherma). Ventinove sono i firmatari della “nota per l’associazione ginnastica pistoiese”, di loro quattordici sono presenti alla prima riunione. Primo presidente è Giuseppe Tesi, Eugenio Ciantelli viene nominato segretario e Aiace Trinci cassiere. Gori assume la guida tecnica e disciplinare della società, nonché la sorveglianza generale sul buon andamento del sodalizio. Dal maggio 1874 la Società Ginnastica Pistoiese trova casa nei locali dell’ex convento di San Bartolomeo, già sede della caserma dei pompieri. La prima uscita pubblica è del 14 maggio, nel dicembre dello stesso anno si tiene, “a benefizio della Società ginnastica pistoiese, un’accademia di ginnastica e scherma”. Il motto è “Mens sana in corpore sano”, il nome cambia da “Società Ginnastica Pistoiese” in “Società Ginnastica Pistoiese Francesco Ferruccio. Istituita nell’anno 1873”. La scelta di intitolare la società al celebre condottiero caduto nella battaglia di Gavinana, uno dei miti del Risorgimento soprattutto in città, è da ascrivere allo spirito battagliero e patriottico del tempo del tempo e dal retroterra culturale dei fondatori della società, appartenenti in prevalenza ad ambienti massonici e garibaldini. Arrivano anche i primi successi: nel 1875 Gori conquista la medaglia di bronzo al congresso di Siena, ma le soddisfazioni arrivano soprattutto in ambito educativo: la “Ferrucci” infatti viene incaricata di insegnare la ginnastica agli alunni del Liceo per volere del preside Tommaso Danesi, anch’egli iscritto alla loggia massonica di Pistoia, non a caso intitolata a Ferrucci. La “creatura” del maestro Gori fa scoccare la classica scintilla e negli anni a seguire tra i giovani si diffonde un entusiasmo tale da contagiare anche le piccole frazioni: le società sportive - spesso frequentate da cittadini attivi anche nelle numerose associazioni di volontariato presenti in città - iniziano a moltiplicarsi arrivando a coprire tutto il territorio. Gli archivi ci raccontano di nomi dal sapore romantico come “Voluntas”, “Pro Italia”, “Vigor”, “Pro Patria”, “Libertas”. Quest’ultima in particolare rivestirà un ruolo da protagonista nella storia che stiamo raccontando. Siamo nel 1896 e Terzilio Bizzarri, allievo di Egisto Gori, lascia la “Ferrucci” fondare un nuovo sodalizio. La “Libertas” si ritaglia da subito uno spazio di rilievo nel movimento sportivo cittadino. Nel 1897 la società si merita il plauso della Federazione Ginnastica Nazionale, che sul prorpio bollettino scrive: «Abbiamo fatta una visita alla palestra della Società Ginnastica Libertas ove abbiamo conosciuto l’egregio presidente signor Trinci, il cassiere Signor Becherucci, il valente maestro Bizzarri e molti soci i quali ebbero ad usarci, specie quest’ultimo, cortesie infinite, fornendoci tante belle notizie sulla brava Società. Abbiamo potuto constatare, nel brevissimo soggiorno che vi abbiamo fatto, che la Libertas occupa un posto tra i più importanti della città. Tutti la conoscono e tutti ne parlano con grande simpatia. Lo stesso on. prof. Casciani, deputato politico di quel Collegio, vi prende davvero un interesse speciale e la aiuta facendole ottenere appoggi e sussidi, agevolanco nel miglior modo la costituzione della scuola popolare gratuita di ginnastica». La neonata società arriva così in poco tempo a competere alla pari della “Ferrucci”, tanto che entrambe le squadre sono invitate a rappresentare la città ai vari concorsi ginnici nazionali e internazionali. Il primo riconoscimento importante per la “Ferrucci” è la convocazione di Manlio Pastorini con la rappresentativa italiana impegnata ai “Giuochi di Norimberga” del 1903. La “Libertas” risponde nel 1905 con la conquista del titolo italiano di Pentatlon ginnico da parte di Balilla Ciappei, allievo di Bizzarri. Risultati che danno ulteriore prestigio alle due squadre, ormai conosciute in tutta Italia. Prima della Grande guerra saranno altre le occasioni per mettersi in evidenza: la più importante è rappresentata dai campionati mondiali di ginnastica organizzati a Bordeaux nel 1905. L’Italia non vi partecipa ufficialmente, ma le società possono decidere di aderire privatamente alla rassegna e così “Ferrucci” e “Libertas” raggiungono la capitale dell’Aquitania facendosi conoscere anche all’estero.

LE OLIMPIADI Nel 1906 la “Francesco Ferrucci” scrive una delle pagine più gloriose della sua lunga storia: Atene ospita la prima (e ultima) edizione delle “Olimpiadi Intermedie”, organizzate per celebrare i dieci anni dal ripristino dei giochi olimpici. La Grecia in realtà aspira a diventare sede fissa dei giochi olimpici, ma il Comitato internazionale rifiuta e concede alla capitale ellenica la possibilità di organizzare edizioni intermedie chiamate “Giochi olimpici internazionali di Atene”. La crisi pre-bellica e, successivamente, la prima guerra mondiale, interrompono per sempre questa iniziativa ma è dalla rassegna ateniese del 1906 che il movimento sportivo mondiale prende la linfa necessaria per crescere e consolidarsi fino a decretare il successo delle “vere” Olimpiadi a partire dai giochi di Londra del 1908. La federazione di ginnastica allestisce una giornata di qualificazioni aperta alle migliori società italiane per selezionare atleti individuali e squadre da inviare alle Olimpiadi. La “Ferrucci” si qualifica e si reca al gran completo in terra ellenica a rappresentare il Regno d’Italia a questi giochi fuori ordinanza che rimarranno nella storia per la loro particolarità ma non troveranno posto nelle classifiche olimpiche ufficiali. È un peccato perché una delle tre medaglie riportate dalla spedizione italiana di ginnastica è da attribuire proprio alla formazione pistoiese, terza nell’esibizione a squadre. Gli atleti che hanno preso parte alla spedizione, guidata dal Professor Manlio Pastorini, sono Vitaliano Masotti, Filiberto Innocenti, Azelio Innocenti, Quintilio Mazzoncini, Rodrigo Bertinotti, Spartaco Nerozzi, Manrico Masetti, Cino Civinini e Raffaello Giannoni. Al loro rientro viene dato alle stampe un numero unico celebrativo dal titolo “La Francesco Ferrucci alle Olimpiadi d’Atene”. «Abbiamo creduto di fare cosa gradita ai nostri concittadini compilando questo numero unico - si legge in apertura di pubblicazione - nel quale abbiamo cercato di raccogliere tutte le dimostrazioni di affetto e di plauso inviate alla squadra della F.Ferruccio al suo ritorno dalla Gara Mondiale di Atene. Sono manifestazioni che vivamente hanno colpito i nostri cuori di Italiani e, orgogliosi, abbiamo voluto che rimangano a ricordo di questo grande avvenimento, nel quale la F.Ferruccio e nelle eliminatorie di Roma, dove venne scelta a rappresentare l’Italia, e nella classica terra di Grecia riportò quella mondiale vittoria, che doveva ripercuotersi da un estremo all’altro del mondo. Alieni dalle lotte meschine che avviliscono gli animi e rendono cattivi, plaudiamo oggi ai valorosi ginnasti della F.Ferruccio, come domani plaudiremo a chiunque altro che nel nome della nostra cara Città conquisti nuove fulgide vittorie col fine nobilissimo della grandezza d’Italia». Parole cariche di enfasi e di una retorica quasi stucchevole, ma dalle quali traspare una sincera riconoscenza per un gruppo di ragazzi pistoiesi di origini umili (tutti operai o artigiani) ma capaci di tenere alto il nome del giovane Regno d’Italia che secondo lo spirito del tempo ambisce ad affermarsi sotto tutti i punti di vista. Stelle indiscusse della spedizione italiana in Grecia, il ciclista Francesco Verri e i canottieri di “Italia1” (Enrico Bruna, Emilio Fontanella e Giorgio Cesana) con tre ori ciascuno. Nella ginnastica individuale, ottima la prestazione del modenese Alberto Braglia con due medaglie d’argento. Nello stesso anno Pistoia ospita il Congresso federale straordinario di ginnastica, e le gesta dei ragazzi di Manlio Pastorini non rimangono episodio isolato: tre anni più tardi, Angelo Mazzoncini della “Libertas” viene chiamato a rappresentare l’Italia per la specialità anelli ai campionati Mondiali di Lussemburgo mentre le due squadre continuano l’attività partecipando ai concorsi più importanti (Torino e Lione su tutti). La prima guerra mondiale getta una coltre di dolore e morte sul paese e lo sport ne fa ovviamente le spese. Alla ripresa delle attività, Manlio Pastorini aggiunge un tassello significativo alla propria carriera di allenatore guidando la nazionale italiana alla vittoria olimpica di Anversa. Al concorso a squadre maschile prendono parte anche Gran Bretagna, Francia, Cecoslovacchi e Belgio. Cinque le prove in programma: esercizi con attrezzi, sbarra, parallele, cavallo con maniglie e infine esercizi agli ostacoli. La squadra guidata da Pastorini conquista l’oro con 359,855 punti davanti al Belgio (argento) e alla Francia (bronzo). La Nazionale italiana si impone anche nella prova individuale con il milanese Giorgio Zampori, protagonista di una carriera importante con quattro ori complessivi in tre diverse edizioni dei giochi. Sempre nel 1906 la Ferrucci (che intanto ha raggiunto i 200 soci) organizza un concorso ginnastico in occasione dei festeggiamenti per San Jacopo: vi parteciperanno tutte le più importanti società di ginnastica della regione.

LA FUSIONE La mancanza di spazi adeguati nei quali praticare l’attività affligge la ginnastica pistoiese da sempre: il problema è particolarmente sentito in questi anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, quando la “Libertas” è relegata allo sferisterio di Porta al Borgo utilizzato per il gioco del pallone e la “Ferrucci”si allena nel parterre in locali ristretti. Fin dal 1908 si parla di di costruire una nuova palestra, ma il progetto rimarrà tale fino a dopo la prima guerra mondiale. Nel 1921 tutte le società sportive formano una società cooperativa, l’Unione Sportiva Pistoiese. L’impulso è la nascita della squadra di calcio, ma nella cooperativa sono presenti molte altre discipline tra le quali la ginnastica, per la direzione tecnica di Terzilio Bizzarri. Qui si apre il capitolo spinoso della palestra di Monteoliveto: come accennato, fin dai primi del Novecento i ginnasti pistoiesi avevano inoltrato numerose richieste al comune per costruire una palestra. Nel 1922 Ciro Papini, presidente dell’Unione Sportiva Pistoiese, acquista gli orti confinanti con via Bindi per costruire lo stadio di calcio. Nel novembre del 1924 (siamo a ridosso dei momenti cruciali per l’instaurazione della dittatura fascista) il comune delibera per l’acquisto dell’impianto ma il passaggio non si concretizza subito. Nel frattempo viene dato il via per la posa della prima pietra della palestra: è l’ottobre del 1925, atleti e soci della Ferrucci-Libertas partecipano in prima persona ai lavori ma nel dicembre dello stesso anno si assiste alla svolta nella trattativa per il passaggio dello stadio (e della palestra) al comune che qualche mese più avanti darà corpo al proprio progetto. L’Ente Nazionale Educazione Fisica offre un contributo risolutivo a patto di ottenere la gestione dell’impianto e metterlo a disposizione delle scolaresche pistoiesi. Intanto i rapporti all’interno dell’Unione sono andati deteriorandosi, tanto che il Bizzarri decide di uscirne per ricostituire la società di ginnastica insieme ad Angiolo Mazzoncini: è così che nasce la “Ferrucci-Libertas”, che prosegue subito l’attività partecipando a vari concorsdi internazionale (Liegi 1926, Rotterdam 1930). Sono anni piuttosto difficili: in questo periodo sono molti i ginnasti che (spontaneamente o meno) passano all’Opera Nazionale Dopolavoro, che insieme all’Opera Nazionale Balilla si inserisce nel tessuto sociale per volere del regime, mantenendo il controllo su tutti gli aspetti del tempo libero degli italiani (sport compreso). Tersillio Bizzarri (a cui la palestra è oggi dedicata) diventa direttore ginnico-sportivo dell’ONB, mentre la guida tecnica della società passa a Enzo Braccini. Tra loro i rapporti sono burrascosi, tanto che la società rischia più volte lo scioglimento.

CADUTE E RINASCITE Nel dopoguerra la “Ferrucci-Libertas” cerca di tornare lentamente alla normalità: Pistoia ospita il Campionato Maschile del centro-nord (1946), la gara Nazionale femminile (1947) e i Campionati Assoluti Maschili (1948) ma la società non riesce a decollare e solo l’impegnativa firmata da cinque soci (Giuseppe Becherini, Fredianello Fredianelli, Raffaello Giannoni, Oreste Inglesi e Angelo Mazzoncini) su sollecitazione della Federazione Ginnastica Italiana, la salva dalla chiusura definitiva. Mazzoncini e Inglesi si occupano della guida tecnica della “Ferrucci-Libertas” fino al 1962, quando Inglesi prende in mano la situazione portando avanti la società fino al 1976. L’attività prosegue con buoni risultati, alla società viene affidata in più occcasioni l’organizzazione di gare e congressi di respiro nazionale. Nel 1967 il Coni le conferisce la Stella d’Oro al Merito Sportivo, sette anni più tardi viene festeggiato il centenario dalla fondazione con l’organizzazione del Campionato Nazionale Maschile. In questo periodo ad incontrare le maggiori difficoltà è il settore femminile: molte atlete abbandonano o passano ad altre società, come la ginnasta Mabel Guiducci che arriva a conquistare il titolo italiano Allieve come portacolori dell’Etruria di Prato. Il 1977-1978 è un biennio di grandi cambiamenti per il sodalizio pistoiese: dopo avervi militato da atleta e successivamente aver allenato per molti anni il Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco, rientra in società Athos Frosini con l’incarico di Direttore Tecnico. Sempre in questo periodo la Federazione affida alla Ferrucci-Libertas l’organizzazione degli allenamenti collegiali estivi, appuntamenti che si ripeteranno per molti anni e che coinvolgeranno, oltre a Pistoia, San Marcello, Abetone e Cutigliano. Sono anche gli anni dell’evoluzione tecnica e acrobatica della ginnastica, mutamenti radicali che impongono adeguamenti soprattutto sotto l’aspetto delle infrastrutture. La palestra di Monteoliveto inizia a stare stretta, servono spazi più ampi e attrezzature al passo con i tempi. Si rende quindi necessario un intervento tempestivo: viene indetta un’assemblea straordinaria dalla quale scaturiscono tre vie d’uscita: il ridimensionamento dell’attività viene scartato perché considerato anticamera della chiusura; la proposta di chiedere al comune la costruzione di un impianto ad hoc non convince perché impossibile da concretizzare in tempi brevi; si opta quindi per avanzare la proposta più realistica: proporre all’amministrazione comunale di individuare uno stabile in disuso, da ristrutturare e dedicare in toto alla ginnastica. Viene scelto il capannone d’ingresso alla ex San Giorgio, conosciuto come palazzina Coppedè per la facciata in stile liberty progettata dall’architetto Luigi Coppedè in occasione della costruzione della fabbrica nel 1906. Il comune fornisce i materiali, la Ferrucci-Libertas la monodopera: servono migliaia di ore di lavoro e numerosi sacrifici da parte di tutti i soci, che per rendere agibili i locali dedicano praticamente tutto il tempo libero a disposizione. Al termine dei lavori, effettuati sotto il controllo dell’ufficio tecnico del comune e diretti dall’architetto Renato Giusti, l’ingegner Biagini del Coni e il sindaco Renzo Bardelli hanno parole di elogio per questo esempio di piena collaborazione tra ente pubblico e società sportiva volontaristica. Operazione che ha, tra gli altri, il merito di arricchire il complesso degli impianti sportivi della città. L’attività può dunque proseguire con rinnovato slancio, sempre sotto la guida attenta di Athos Frosini: nei primi anni ottanta la Ferrucci-Libertas torna a far parlare di sé anche a livello nazionale: grazie a Monica Giovannelli, giovane promessa della ginnastica che grazie alle sue vittorie riesce ad entrare nel giro azzurro. Nel 1983 Monica si piazza seconda al campionato nazionale Seniores e l’anno dopo si aggiudica il Titolo Italiano Studentesco. Nel frattempo anche il settore maschile conosce notevoli progressi. Inizia a brillare la stella di Andrea Cianferoni, capace di ottenere successi dapprima nella categoria Allievi, poi negli Juniores e infine con i Seniores, collezionando sette titoli regionali dal 1983 al 1994 e piazzamenti di tutto rispetto a livello interregionale e nazionale. La squadra di Serie C partecipa regolarmente a tutte le prove regionali, quella di B (insieme a Cianferoni gareggiano Franco Picchiarini, Luca Benassai, Lorenzo Bondi e Giacomo Niccolai) si distingue in ambito regionale conquistando svariati accessi alle fasi nazionali. In due di queste occasioni (1994 e 1996) la Ferrucci Libertas è approdata addirittura alle finali valide per la promozione in Serie A. Momenti emozionanti e per niente casuali: sono il frutto della programmazionae e della passione di uomini di sport votati al sacrificio e poco abituati a stare sotto i riflettori. La parola d’ordine è concretezza, a rischio di apparire scorbutici. Malgrado le difficoltà, sono questi gli anni della consacrazione a Scuola di Ginnastica riconosciuta dalla Federazione. I meriti sono sotto gli occhi di tutti: la storia centenaria, i risultati sportivi e l’alto numero di tesserati frutto della grande capacità di attrattiva che spinge tanti giovani a praticare ginnastica con la Ferrucci-Libertas. Nei vent’anni successivi alla “rinascita” legata alla nuova palestra, sono oltre duemila gli atleti allenati dagli istruttori della società. NUOVO SECOLO, PROBLEMI VECCHI Nei primi anni del decennio si contraddistingue Lorenzo Petrini che, allenato da Frosini, si laurea campione toscano Allievi 2° grado. Lorenzo fa parte anche della squadra che partecipa al campionato di serie C insieme a Stefano Palandri, Federico Meacci, Matteo Amici, Alessandro Frosolini e Francesco Chironi. Anche la squadra femminile partecipa al campionato di serie C. È allenata da Cristina Moncini, da più di 30 anni istruttrice societaria ed è composta da Ludovica Degl’Innocenti, Francesca Maestrini, Angela Matteini e Giulia Venturi. Nel 2004 la società riceve il Collare d’Oro, massima onorificenza sportiva assegnata dal CONI. Nonostante gli sforzi societari, negli anni a seguire la sezione femminile si assesta sul livello “ginnastica per tutti” rinunciando al livello GAF. È uno degli effetti collaterali della lunga battaglia che la società ingaggia con il Comune e che porterà allo spostamento delle attività alla sede attuale, l’angusta palestra di via Pertini. È forse questo il periodo più tormentato per la Ferrucci Libertas: in questi anni scoppia il problema della palazzina Coppedè, querelle iniziata a cavallo tra gli anni ottanta a novanta ma che solo ora entra nel vivo. Il Comune, al termine di una disputa a suon di carte bollate, aveva deciso di rescindere la convenzione con la società sfrattandola dalla palestra di via Pacinotti con la promessa di una celere sistemazione ad altro locale. Un braccio di ferro concluso nel 2003 quando la Ferrucci, in mancanza di alternative) aveva accettato il trasferimento, a condizione di rimanere fino a quando la nuova palestra non fosse pronta per le attività. Ci vorranno sette anni, ma - come vedremo - il cambio di sede sarà un colpo non facile da attutire. La sezione maschile intanto continua a raccogliere risultati: nel 2012 Andrea Spinicci si laurea Campione toscano allievi, Stefano Gargano è terzo nel campionato regionale allievi, nel 2013 Francesco Castellitto vince il titolo toscano nel corpo libero, nella stessa categoria Stefano Franciosa è bronzo. La squadra allievi arriva alla serie C nazionale nel 2011 e 2012. Il picco minimo di iscrizioni si registra nel 2011 quando le attività non ripartono fino a novembre, causa ritardi nella firma della convenzione per l’uso della Pertini. Il contenzioso riguarda la richiesta di Olimpia, altra società di ginnastica, di usare lo stesso spazio e attrezzatura della FL. Di nuovo soci, dirigenti e direzione tecnica si trovano ad un bivio: chiudere (ed è una tentazione davvero forte a questo punto); ridimensionare le attività rinunciando ai livelli tecnici che in federazione sono denominati di Terzo Livello. Questa volta non sembra esistere una terza via... che prodigiosamente inventa Frosini continuando ad allenare allievi che fanno risultati apprezzabili in uno spazio inadeguato e soprattutto in tempi insufficienti. Si spostano le attività dei corsi base nella Palestra del Liceo Classico. Solo la sua perizia, la perseveranza di Moncini e la tenacia e l’impegno dei giovani atleti permettono alla società di affrontare e reggere in una fase criticissima. Il rinnovo della convenzione biennale (che segna la perdita di un secondo giorno di allenamenti ceduto ad altra società) permette comunque alla F.L. due anni di attività condizionate dai limiti strutturali ma relativamente tranquille: ossigeno per recuperare forze e trovare l’entusiasmo per ripartire. NUOVA LINFA Nel 2013 la società inizia la risalita: allenatori e dirigenti, guidati dal Presidente Franco Picchiarini, si impegnano in attività promozionali che permettono di superare i cento iscritti. Le celebrazioni dell’anniversario colgono la società a testa alta. La sezione soci Coop di Pistoia consente di allestire una mostra fotografica e partecipa all’acquisto del materiale necessario al progetto con il carcere di Pistoia, a cui la società offre un allenatore gratuitamente per svolgere un allenamento sportivo settimanale. Frosini decide di passare definitivamente la mano ed essendo il suo vice Castellitto ancora giovane viene affiancato da Matteo Massetani istruttore federale responsabile della formazione in Toscana nonché collaboratore all’Etruria di Prato del responsabile regionale della ginnastica artistica maschile Tiziano Adolfetti. Sempre dall’Etruria di Prato si sposta alla F.L. Yulia Snytkina, istruttrice federale, per dirigere la sezione femminile. La società delinea il gruppo dei tecnici per il prossimo futuro, in grado di garantire un lavoro tecnico di prim’ordine: Massetani e Castellitto per la Maschile, Yulia Snytkina affiancata da Caterina Frivoli, Francesca Maestrini, Giulia Venturi (tutte ex ginnaste) e da Cristina Moncini. Si consolidano nuove attività come la Giocosa per i bambini da 3 a 5 anni o l’acrobatica per giovani, riapre la ginnastica per adulti. La società cresce per numero, qualità del lavoro e attività con un occhio attento a chi ha meno o vive fasi difficili conoscendo il valore educativo e riabilitativo della ginnastica. Gli atleti si prestano anche ad animare qualche pomeriggio alla RSA Villon Puccini. Nel 2014 la Società inizia anche a rinnovare l’attrezzatura che ha retto all’usura e al tempo solo grazie alla continua manutenzione di Frosini. Dopo 15 anni la società partecipa al campionato di serie B maschile con una squadra composta da Spinicci Andrea, Castellitto Francesco, Maestrini Gionata, Luti Giovani (proveniente da Montevarchi) e Matteo Alterini (proveniente da Firenze) Anna Daneri, atleta GAF, parteciperà in prestito alla ASD Ginnastica Cascina al Campionato di serie B femminile. Crescono a Pistoia i bambini che si avvicinano alla disciplina, sudano, si flettono, salgono su travi e sbarre, parallele e trampolone, potenziano mente e corpo, pensando già al prossimo elemento da imparare. La ainnastica artistica è una di quelle discipline che sviluppano l’attitudine all’impegno, al divertimento non superficiale, ma rappresentato da vincere una sfida con se stessi e migliorarsi.. Al termine dell’anno sportivo scadrà la convenzione: la FL non intende rinunciare alla propria vocazione di insegnamento della ginnastica non solo educativa e promozionale ma anche e soprattutto a livelli tecnici impegnativi. Spera quindi di non trovarsi di nuovo di fronte al bivio che troppe volte ha caratterizzato la vita della società: chiudere o ridimensionarsi.

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(Da Wikipedia)