Giovedì, 17 Agosto 2017


Testata giornalistica n. 4 iscritta al tribunale di Pistoia il 20/04/2012

Venerdì, 28 Luglio 2017 14:35

L'ebrezza del sogno e il brusco risveglio: la Pistoiese in Serie A

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Dopo 52 anni, gli arancioni tornavano nella massima serie. Grande attesa ed entusiasmo cullando addirittura il sogno europeo, prima della brusca caduta negli inferi: allora Pistoia capì quanto fosse dura la Serie A

L'ebrezza del sogno e il brusco risveglio: la Pistoiese in Serie A

Ed arrivò così la grande promozione in serie A, un ritorno dopo ben 52 anni dall’ultima avventura nella Divisione Nazionale, corrispondente all’attuale serie A. Per raccontare ciò che viveva l’ambiente arancione in quel periodo, non basterebbero 100 pagine. C’era molta frenesia, elettricità mista ad un irrefrenabile orgoglio che contagiava chiunque parlasse della serie A.

In Piazza Mazzini, “covo” dei tifosi più caldi, sotto i mitici “alberoni”, non si parlava altro di come fosse improntata la squadra. Era bello toccare con mano questo entusiasmo; il fatto di incontrare squadre come Fiorentina, Roma, Inter. Milan, Napoli, Torino e Juventus, tra le altre, faceva gonfiare il petto dal più giovane tifoso a quello più anziano. Pistoia aspettava l’inizio di quel campionato, il redigere il calendario per segnare con la matita rossa le gare interne contro le big.

Nel frattempo in società si cercava di allestire una formazione che non sfigurasse, con al timone l’ex portiere Lido Vieri. Considerando altresì che era stata effettuata la riapertura del mercato degli stranieri, reperire un nome che potesse stuzzicare la fantasia degli sportivi. E forse, in questa fase, le idee non furono proprio nitide! Infatti, pescato da Giuseppe Malavasi allenatore in seconda, arrivò dal Brasile, Luis Silvio Danuello. Purtroppo, ed è storia fin troppo conosciuta, questo giocatore si rivelerà come uno dei più grandi flop nella storia del calcio pistoiese e nazionale. La squadra arancione annoverava giocatori di spessore diametralmente all’opposto del carioca, come Marcello Lippi, Mario Frustalupi, Giorgio Rognoni, il portiere Poerio Mascella ed alcuni giovani molto interessanti come Paolo Benedetti. Fu proprio il biondo riccioluto centrocampista a realizzare la prima rete nella massima serie nel pareggio per 1 a 1 contro l’Udinese. Nonostante il grado di neofita del campionato, gli arancioni furono protagonisti di un buon girone di andata, anche se con un inizio non proprio fra i più positivi. Fu allora che Marcello Melani decise di dare un forte segnale a tutto l’ambiente e nel mercato invernale acquisì le prestazioni di Vito Chimenti in attacco e Mauro Bellugi in difesa. Fu inoltre sollevato dall’incarico anche Vieri con l’arrivo dell’ex ct della nazionale Edmondo Fabbri, che comunque volle con se accanto ancora l’ex portiere di Inter e Torino. La squadra ebbe la giusta scossa e cominciò ad inanellare risultati i più prestigiosi dei quali furono a Catanzaro ( 1-3) e Firenze, nell’indimenticabile 2 a1 con le reti di Badiani e Rognoni che ubriacarono di gioia tutto l’ambiente.

EUROSOGNO L’Olandesina volava, era in zona Coppa Uefa (l’attuare Europa League), si sognava, eccome se si sognava! Regnava un ottimismo sfrenato…… poi, ad un tratto, la luce si spense. La sconfitta interna per 0- 4 contro la Roma (mai risultato fu più bugiardo), di fatto provocò un black-out che si protrasse per l’intero girone di ritorno contraddistinto da soli tre punti raccolti frutto di altrettanti pareggi con Torino, Brescia e Ascoli ed una striscia negativa di nove sconfitte consecutive che portarono all’ultimo posto in classifica ed alla retrocessione assieme al Brescia ed al Perugia partita con la penalizzazione derivante dallo scandalo del calcioscommesse. Tutto questo dopo aver chiuso il girone di andata in undicesima posizione con 13 punti (valeva ancora la regola dei due per vittoria n.d.r.). Finiva così l’avventura dll’Olandesina in serie A e con essa l’inizio di un lungo periodo fatto di alti e bassi che tutti noi appassionati ben conosciamo.

Rimarrà però per sempre impressa negli occhi di chi ha avuto la fortuna di essere presente a certi eventi, l’immagine degli spalti “pieni come un uovo” dello stadio comunale, lo sbandierio di centinaia di bandiere arancioni, le coreografie organizzate da tutti i clubs da fare invidia a quelli più blasonati. L’avere valorizzato e fatto conoscere giocatori del valore di Benedetti e Agostinelli, che in futuro tornerà a Pistoia nelle vesti di allenatore. Resterà anche la gioia di aver assistito alle giocate di Frustalupi e Rognoni,pronti a fronteggiarsi con altri “piedi nobili” come quelli di Brady, Antognoni, Bertoni, Beccalossi ecc.

Ricordi, ricordi… e niente più!

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FF Utansili
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Circolino Chiazzano
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(Da Wikipedia)