Mercoledì, 13 Dicembre 2017


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Lunedì, 04 Dicembre 2017 11:54

Lo spunto tattico di Pistoia-Torino: mettere paura nel pitturato e punire da tre

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La The Flexx ha vinto giocando di squadra contro una Fiat che si è cristallizzata su giocate individuali, pagando il quintetto piccolo scelto a tratti da Banchi

Jaylen Bond ha risposto presente (PtSport) Jaylen Bond ha risposto presente (PtSport)

La sfida tra Pistoia e Torino ha contrapposto due filosofie diverse nell’affrontare e nel risolvere i momenti difficili. Pistoia ha disputato una gara in cui le giocate dei singoli sono state funzionali alla squadra, incanalate nel sistema e mirate a risolvere le difficoltà con la giocata del singolo propiziata però dal sistema squadra. Dall’altra parte Torino, superiore a Pistoia a livello di talento dei singoli, si è cristallizzata nelle giocate individuali, anche quando queste non portavano la partita nella direzione dei piemontesi. La The Flexx però ha anche vinto, paradosso di questa bizzarra gara, tenendo in difesa negli uno contro uno.

La partita è stata particolare già dalle scelte iniziali, con gli accoppiamenti classici di Pistoia (pivot su pivot e ala grande su ala grande) a cui Torino ha risposto piazzando Mazzola sulle tracce di Ivanov e Mbakwe su Bond. Torino inizialmente ha scelto una difesa aggressiva, per impedire una veloce circolazione di palla da parte di Pistoia, mentre in attacco i piemontesi hanno cercato di puntare subito il canestro, provando ad avere vantaggio nello sfidare il diretto marcatore sul primo passo. Pistoia dal canto suo può sorridere per il tipo di difesa che i singoli hanno fatto sui diretti avversari, riuscendo quasi sempre a non farsi battere sul primo passo. La The Flexx poi ha finalmente ritrovato certezze dall’asse play-pivot, impreziosito dai movimenti di Ivanov nell’attaccare il ferro dopo il blocco. Il bulgaro ha dimostrato tutta un’altra qualità in questo fondamentale rispetto a Kennedy e infatti la squadra biancorossa ne ha subito fatto un uso importante. Torino, per contrastare l’iniziale dominio nel pitturato di Pistoia ha optato a lungo per il quintetto piccolo con Washington da quattro tattico.

Pistoia nel secondo periodo è riuscita a correre in contropiede mentre Torino ha stentato soprattutto quando a dettare i ritmi è stato Poeta. Il playmaker dei piemontesi ha proposto una pallacanestro meno fluida rispetto a Garrett. Nella confusione della seconda frazione Pistoia ha trovato l’energia per recuperare alcuni palloni preziosi, stringendo anche le maglie difensive. In attacco poi ha continuato a cercare con insistenza Ivanov, trovando risposte positive dalla sua energia e dai suoi movimenti nel pitturato.

Nel terzo periodo la The Flexx ha piazzato il break decisivo, facendo cose lodevoli su entrambi i lati del campo. In attacco prima ha cercato di arrivare al ferro, spesso con isolamenti ben sfruttati sia dai piccoli che dai lunghi. Una volta costretta la Fiat a stringere sul pitturato ha poi iniziato a bombardare da tre, sfruttando la paura degli avversari di essere battuti in penetrazione o di non avere il tempo per portare gli aiuti. In attacco Pistoia ha continuato a muovere il pallone con i tempi giusti e anche con linee di passaggio spesso pulite. Il grande lavoro poi lo ha fatto in difesa dove, nonostante il quintetto piccolo di Torino, ha tenuto benissimo, recuperando tanti palloni e non concedendo mai canestri facili o immediati agli avversari.

Il quintetto small size dei piemontesi ha poi permesso a Bond di diventare dominante sotto le plance, sfruttando a pieno il mismatch concesso dagli avversari. Proprio la fisicità dei biancorossi è stato un elemento importante su cui la squadra di Esposito ha costruito il vantaggio, tenendo con i muscoli la maggior esplosività degli avversari.

Nell'ultimo periodo Pistoia ha pagato, inevitabilmente, il grande sforzo dei primi tre periodi. Gambe pesanti e meno lucidità hanno inceppato l’attacco biancorosso, che ha inevitabilmente perso fluidità. Per fortuna Torino non è stata troppo brava ad approfittarne. Infine le due triple allo scadere dei 24”, quelle messe a segno da Ivanov e Mian, hanno messo fine alla partita nel modo migliore possibile, ovvero con due canestri presi in fiducia, quella sensazione costruita e alimentata durate tutta la partita.

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(Da Wikipedia)