Sabato, 20 Ottobre 2018

Martedì, 13 Febbraio 2018 09:42

Pistoia Basket: se Avellino ti vola sulla testa non puoi mai vincere

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Lo spunto tattico dopo la partita di Serie A Basket 2017/18 fra Sidigas Avellino e The Flexx Pistoia

Uno sconsolato Esposito ad Avellino (foto Sportavellino.it) Uno sconsolato Esposito ad Avellino (foto Sportavellino.it)

Avellino ha letteralmente volato sopra la testa di Pistoia. Nella partita del PalaDelMauro si è assistito ad un curioso spettacolo, quello delle quattordici schiacciate realizzate dagli irpini nel canestro dei biancorossi. Una situazione abbastanza inusuale e che in parte spiega anche i 32 assist vincenti collezionati dai ragazzi di coach Pino Sacripanti. Per Pistoia è stata una gara difficile, sotto molteplici punti di vista. Già il cammino di avvicinamento alla gara non era stato semplice, complici i molti guai fisici che hanno animato la settimana di allenamento dei biancorossi, in più la qualità degli avversari ha fatto il resto. Tralasciando l'aspetto mentale e di atteggiamento, su cui comunque abbiamo già speso parole in un altro articolo e su cui anche coach Esposito ha puntato il dito, c sono almeno altri tre aspetti su cui vale la pena spendere una riflessione.

Il primo, forse il più cruciale, è relativo all'esecuzione del pick&roll di Avellino. In avvio di gara coach Sacripanti ha schierato l'asse play-pivot formato da Filloy e Fesenko, due giocatori non al top della condizione e in cerca di minuti e sicurezza da questa partita. Nel primo periodo di gioco la coppia, specie in attacco, ha funzionato. In particolare il lungo biancoverde ha fatto la voce grossa nel pitturato di Pistoia, segnando con facilità e catturando rimbalzi (alla fine saranno sei le carambole strappate e tutte offensive).

In difesa però il gigante ucraino ha sofferto il pick&roll di Pistoia, pagando il peso della sua mole e la sua lentezza quando i piccoli di coach Esposito si buttavano dentro, attaccando il ferro. La stessa giocata però non ha più funzionato quando Avellino ha schierato l'altro pacchetto di play e pivot, ovvero la coppia Fitipaldo-Ndiaye. Qui la velocità e l'esplosività maggiore del lungo senegalese hanno scoraggiato il gioco interno di Pistoia, molto probabilmente intimorita dallo sfidare in velocità il miglior stoppatore del campionato. Nel togliere a Pistoia la possibilità di attaccare il ferro in attacco ha pesato anche la presenza in campo di Zerini, lungo più interno rispetto a Leunen, che con Ndiaye ha di fatto blindato il pitturato dei biancoverdi.  Poi il duo Fitipaldo-Ndiaye ha fatto faville anche in attacco, confezionando una serie impressionante di alley-oop, molto spesso però agevolati dall'uscita troppo lenta e poco aggressiva del lungo biancorosso. Guai a far ricadere però tutta la colpa solo su Ivanov e Magro, principali colpevoli si, ma non gli unici a doversi meritare rimbrotti per una giocata così particolare che Avellino è di fatto riuscita a realizzare a ripetizione. 

Un altro aspetto da sottolineare è come a Pistoia manchi un giocatore di striscia, in grado di accendersi e con una serie ravvicinata di canestri per dare uno strappo importante alla partita. Il paragone va preso con le molle, considerando il valore dei due roster e il budget a disposizione. Però è innegabile che sull'economia della gara l'ingresso in campo di Scrubb ha pesato enormemente e che le sue triple di fatto hanno condizionato un incontro che già iniziava ad indirizzarsi per inerzia verso Avellino. Per una squadra umorale come Pistoia, soggetta a frequenti pause, avere qualcuno che per solidità e concretezza riesca a risolvere i momenti difficili sarebbe fondamentale. Probabilmente sulla carta questo ruolo toccherebbe a McGee in prima battuta e poi a Moore e Ivanov, ma ad Avellino e in tante altre partite nessuno dei tre ha saputo garantire quelle fiammate con cui sopperire a momenti di oggettiva difficoltà.  

Infine il terzo aspetto tattico da sottolineare riguarda il lavoro difensivo fatto da Avellino per togliere a Pistoia un'arma abbastanza collaudata, ovvero il ribaltamento per lo scarico in angolo sul lato debole. Con questa soluzione ad esempio la The Flexx aveva trovato molti punti nella sfida contro Cremona, gli irpini però hanno lavorato davvero molto bene su questa soluzione tattica dei biancorossi. Inevitabile dunque per Pistoia perdere un altro punto di forza in una serata in cui le cose hanno girato nel verso giusto per appena tredici minuti, troppo pochi anche per una squadra in difficoltà sul parquet di una big del campionato. 

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(Da Wikipedia)