Martedì, 27 Giugno 2017


Testata giornalistica n. 4 iscritta al tribunale di Pistoia il 20/04/2012
Giovedì, 30 Giugno 2016 07:49

Caos Coppe Europee - Possibile rivoluzione nella prossima A1

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Rapporti sempre più tesi tra Federazione e società di A1 dopo l'ultimatum a Reggio Emilia, Trento, Sassari e Cantù. E fa discutere anche il possibile aumento della capienza dei palasport.

La presentazione della Fiba Cup a Roma nella sede del Coni a cui partecipò anche il Pistoia Basket La presentazione della Fiba Cup a Roma nella sede del Coni a cui partecipò anche il Pistoia Basket

Dopo gli aspri toni dei mesi scorsi, sembrava che la guerra politica tra Fiba ed Eurolega andasse attenuandosi con i playoff dei vari campionati del Vecchio Continente scivolati via senza gli strascichi di uno scontro molto duro. Invece proprio nei giorni in cui l’Italia del basket si prepara al delicato e fondamentale Pre- Olimpico di Torino, carta che la Nazionale di Messina giocherà per riportare Azzurra alle Olimpiadi dopo 12 anni, ecco l’ultimatum della Fip verso le quattro società ammesse all’Eurocup. Se entro il 13 luglio, scadenza della domanda di iscrizione al campionato, Reggio Emilia, Trento, Sassari e Cantù (ammessa all’Eurocup per wild card) non presenteranno rinuncia ufficiale, saranno fuori dalla prossima A1.

 

Una rivoluzione fatta a tavolino e figlia del muro contro muro che finora è stato il rapporto tra Legabasket e Federazione, che come se non bastasse, ha annunciato dall’alto dei suoi uffici novità per il prossimo campionato che hanno fatto infuriare le società.

 

Tutte le società, perché questa non è solo la battaglia di quattro squadre (tra cui i vice campioni d’Italia e la formazione tricolore 2015) che certo rischiano maggiormente, ma di tutta la Legabasket. E’ per questo che nessuna delle 16 società ammesse alla prossima serie A, The Flexx Pistoia compresa, hanno presentato la documentazione richiesta dalla Fip che attesti di voler partecipare solo a competizioni Fiba. I club hanno così preso tempo in vista dell’assemblea di Lega del prossimo 5 luglio, quando si cercherà una posizione il più possibile unitaria (anche qui sfida titanica) per far valere le proprie opinioni di fronte alla Federazione.

 

Pistoia ha rinunciato ufficialmente all’invito alla Fiba Cup ma segue con attenzione la situazione che, se rimanesse in questi termini, potrebbe portare ad una rivoluzione nel prossimo campionato. Se davvero le quattro squadre che vogliono partecipare all’Eurocup (e che rinunciando a quella, sarebbero fuori da ogni coppa europea non avendo fatto nei mesi scorsi l’iscrizione alla Fiba Cup), potrebbe aprirsi la porta a ripescaggi in blocco. Ad aspettare alla finestra ci sono la retrocessa Virtus Bologna, la Fortitudo che ha perso la finale promozione della Legadue e Treviso.

Ma si potrebbe anche andare oltre: se la Legabasket decidesse di sostenere il diritto delle 4 società di scegliere a quale coppa partecipare e la Fip facesse guerra all’intera serie A, si potrebbe addirittura manifestare l’ipotesi di una serrata stile lock out Nba.

 

Anche perché le società potrebbero giocare la carta di aspettare il parere dell’Unione Europea sulla libertà di scelta e i tempi in quel caso si allungherebbero di molto.

 

A gettare benzina sul fuoco di uno scontro diplomatico e politico che non accenna a placarsi da mesi (e sicuramente non fa bene al basket) ci sono ulteriori novità che la Federazione ha annunciato per il prossimo campionato, da ratificare nel prossimo consiglio federale del 16 luglio. Tra quelle che fa agitare di più le acque c’è la volontà di innalzare, nel giro di un’estate, la capienza dei palazzetti delle squadre che disputeranno i playoff. Se finora la capienza minima dei palazzetti della massima serie è stata 3500 posti, nei prossimo playoff potrebbe aumentare a 5000. Tutto questo in virtù di maggiore spettacolo e di dotazione di impianti migliori. Belle parole che, ad oggi, però costringerebbero ad emigrare nelle gare di post season 9 società su 16, Pistoia compresa che dovrebbe giocare i playoff a Firenze o Livorno.  Solo Avellino, Caserta, Pesaro, Varese, Milano e Sassari hanno infatti un palazzetto superiore ai 5000 posti. Tante sono le piazze che da anni aspettano dai rispettivi enti locali miglioramenti per i loro impianti ma, questo tipo di cambiamenti strutturali, non lo si fa certo in un paio di mesi. Questo la Federazione lo sa, come sa che nessun comune e nessuna società brilla a livello economico. Per ristrutturare un palazzetto insomma più che obblighi piovuti dall’alto, servirebbero agevolazioni, percorsi condivisi da più parti e perché no una federazione in grado di portare le attenzioni del governo sulla necessità di fondi per lo sport.

 

 

 

 

 

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(Da Wikipedia)