Mercoledì, 22 Novembre 2017


Testata giornalistica n. 4 iscritta al tribunale di Pistoia il 20/04/2012
Lunedì, 13 Novembre 2017 09:51

Lo spunto tattico di Viterbese-Pistoiese: arancioni camaleontici

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La Pistoiese, ancora una volta, cambia pelle per provare a neutralizzare i punti di forza degli avversari. La svolta arriva con il 3-4-1-2

Juan Surraco (foto Parigini/PtSport) Juan Surraco (foto Parigini/PtSport)

In occasione di Viterbese-Pistoiese mister Indiani, almeno inizialmente, sceglie di affidarsi al 3-4-2-1, dando copertura a tutti i reparti. La disposizione in campo degli arancioni ha, come primo effetto, quello di bloccare gli esterni avversari, troppo preoccupati dei possibili inserimenti di Zappa e Surraco per poter spingere costantemente e contemporaneamente. Così facendo la lotta a centrocampo diventa spesso quattro contro quattro, situazione che permette agli arancioni di non andare in sofferenza e di rimanere in equilibrio, senza finire schiacciati come nel match casalingo con il Siena. I problemi maggiori, seppur sporadici, si registrano dietro, dove l’intesa per l’inedito trio difensivo è evidentemente ancora da collaudare, soprattutto quando viene attaccata in velocità.

Se nel primo tempo, avido di emozioni, le squadre viaggiano a ritmo lento, chi proprio non riesce nemmeno ad accendersi è il terzetto d’attacco arancione. Qui, oltre alla buona guardia della difesa Viterbese, ci sono da aggiungere le colpe del resto degli orange che non offrono palloni giocabili al trio Zappa-Surraco-Ferrari. Per il “Loco” i rifornimenti in area sono una chimera e quindi, dovendoseli venire a prendere più in basso, è impossibile poi per lui arrivare lucido (ammesso di arrivarci) in zona tiro. Per i due trequartisti invece il problema è stato quello di trovarsi uno spazio in cui agire dato che troppo spesso finivano per incastrarsi nei corridoi centrali, chiusi nella morsa della difesa e del centrocampo dei laziali.

Le cose però sono cambiate nel secondo tempo, quando si è passati al 3-4-1-2. La doppia punta e Surraco libero di svariare ovunque alle loro spalle ha permesso alla Pistoiese di alzare il baricentro, andando a insinuarsi spesso alle spalle del centrocampo gialloblù e trovando finalmente il fondo del campo. Lì gli orange hanno fatto male alla Viterbese, arrivando ad attaccare con continuità, creando cosìdiversi problemi all’ex Iannarilli. Meritato quanto cercato anche il gol di Ferrari, arrivato con un pallone piovuto in area e lanciato, guarda caso, da un cross di Regoli dalla trequarti destra. Alla fine poi la Pistoiese ha rischiato di pagare l’assetto iper offensivo, con le tre prime punte in campo, necessario per arrivare al pareggio.

Nel finale la squadra, complice la stanchezza, ha perso equilibrio e si è allungata troppo, perdendo filtro a centrocampo. Così sono arrivate le palle gol della Viterbese nel finale, che ha potuto attaccare una difesa più scoperta e vulnerabile. All’ultimo minuto gli orange se la sono davvero vista brutta. Immaginatevi la beffa, dopo due partite vinte all’overtime, di perdere proprio allo stesso modo. Ma evidentemente questa squadra, tra le altre cose, ha nel dna la capacità di soffrire e non morire mai. Ancora una volta infatti è arrivata la zampata all’ultimo secondo. Stavolta non per segnare ma per respingere un rete già fatta sulla riga di porta, che poi a pensarci bene è davvero come aver fatto gol ancora una volta al 94’.

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Squadra
PF
1 Livorno 36
2 Pisa 28
3 Robur Siena 27
4 Viterbese Castrense 24
5 Lucchese 23
6 Olbia 23
7 Monza 21
8 Arzachena 20
9 Carrarese 20
10 Arezzo 19
11 Pistoiese 19
12 Piacenza 18
13 Giana Erminio 17
14 Pontedera 16
15 Cuneo 13
16 Alessandria 12
17 Pro Piacenza 11
18 Gavorrano 10
19 Prato 8
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(Da Wikipedia)