Lunedì, 25 Giugno 2018

Lunedì, 27 Novembre 2017 11:29

Pistoiese, la signora dei pareggi

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Gli arancioni tornano a casa con tante recriminazioni anche dalla trasferta sarda di Serie C girone A: tre le cause secondo il nostro Antonio Zinanni

Juan Surraco (foto Parigini/PtSport) Juan Surraco (foto Parigini/PtSport)

Con quello contro l'Arzachena fanno 8 in 15 partite; otto pareggi conquistati dalla Pistoiese, anche quest'ultimo figlio di tante recriminazioni; in primis la grande disattenzione difensiva che ha permesso ai sardi di pervenire alla spartizione della posta in palio quando alla meta per la conquista di tre punti pesantissimi, mancavano pochi minuti.

Una palla filtrante verticalizzata da Varricchio sulla quale hanno schiacciato un pisolino i centrali della Pistoiese che hanno permesso all'aitante Vano, nonostante il tentativo estremo di Regoli, di calciare a rete sull'uscita disperata di Zaccagno.
A scanso di equivoci voglio affermare che il pareggio è un risultato equo anche se resta il grande rammarico di non aver chiuso la gara, dopo la splendida rete di Minardi, quando l'Arzachena era in palese difficoltà.

A concorrere alla non conquista di una vittoria che, senza alcun dubbio, avrebbe ulteriormente galvanizzato tutto l'ambiente, hanno concorso vari fattori:

1) La giornata di scarsa vena di Ferrari che, dopo aver sbagliato nel breve volgere di due minuti della prima frazione, altrettante limpide occasioni che avrebbero indirizzato la gara in un modo decisamente diverso, si è innervosito al punto di essere ammonito e sostituito da Indiani nell'intervallo. Un Ferrari controfigura di quello ammirato appena una settimana prima con il Piacenza.

2) Le incertezze difensive che sono riaffiorate nella parte finale del match, una sorta di “braccino corto”, che ha consentito ai sardi di cominciare un pressing disperato quanto disordinato, e che ha permesso loro di pervenire al pareggio, sfiorando, con il palo di Curcio nel finale (decisiva a tal proposito la leggera deviazione data alla sfera da Zaccagno n.d.r.), una vittoria che avrebbe avuto l'amaro sapore della beffa per gli orange.

3) L'atteggiamento forse un po' troppo difensivista al quale è ricorso Indiani, specie considerando l'uscita a poco più di dieci minuti dal termine di un Surraco che aveva fatto girare la testa ai giocatori di Giorico. Mancando colui che, specie tra le linee, stava facendo la differenza ( una prova lampante viene dall'azione dalla quale è scaturita la splendida rete di Minardi n.d,r.), sommata ad un'Arzachena che metteva in campo le restanti armi a disposizione per pervenire al pareggio, alzando il baricentro della manovra e facendo rinculare nella propria trequarti gli arancioni, la squadra ha perso quell'autorità e pericolosità che l'aveva contraddistinta sino ad allora.

Comunque la Pistoiese continua a “galleggiare” nella zona play -off di Serie C girone A, dimostrando ulteriormente di potersela giocare contro chiunque. Il lato positivo è rappresentato, oltre che dai risultati fin qui ottenuti, dagli importanti recuperi dei giocatori che lentamente stanno tornando a disposizione di Indiani. Mi riferisco a De Cenco, gettato nella battaglia nella ripresa ma che necessita ancora di tanto minutaggio per (ri) ottenere una forma accettabile, Papini, entrato nei minuti di recupero di Olbia, una pedina questa fondamentale (se il giocatore tornerà in salute n.d.r.), per dare ulteriore esperienza al centrocampo e permettere di fare respirare coloro che sino ad oggi hanno tirato il carro, senza dimenticare Surraco che lentamente, ma in maniera perentoria, sta mostrando il suo vero valore, un'ulteriore freccia nell'arco a disposizione dell'allenatore.

Adesso, per la serie: Gli esami non finiscono mai” alle viste, batte un importante e delicato derby, quello contro la Carrarese, squadra scorbutica collocata al quinto posto della graduatoria e reduce dalla roboante vittoria contro il Pontedera. Una settimana di tempo per prepararsi al meglio, affilare le armi e farsi trovare pronti per un'altra pagina da “cuori arancioni”.

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(Da Wikipedia)