Sabato, 20 Ottobre 2018

Lunedì, 12 Febbraio 2018 14:48

Quando crescerai, Pistoiese?

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A Cuneo gli arancioni fanno harakiri, lasciando amarezza e rabbia. Un vero peccato perché, fino alla sciocchezza di Ferrari, la squadra aveva dominato

Quando crescerai, Pistoiese?

“Portiamo via un punto ma la sensazione è quella di aver perso cinque a zero, non siamo una squadra di alta classifica”.  Come non avallare le dichiarazioni post partita di un incavolato Paolo Indiani al termine del rocambolesco 3 -3 di Cuneo, una partita che verrà ricordata a lungo nella storia della Pistoiese per l'amarezza, mista a rabbia che ne hanno contraddistinto il risultato. Certo se una squadra in vantaggio di tre reti dopo neppure mezz'ora, al cospetto di avversari tramortiti, suonati e dal tasso tecnico decisamente modesto, si lascia andare al più classico degli episodi di autolesionismo esistenti, come l'inopinata espulsione di Ferrari, beh che dire? Mal voluto...... Così, per l'ennesima volta, viene gettata al vento l'opportunità di tornare alla vittoria in trasferta, mancante dal settembre scorso ad Arezzo, altro fatto emblematico di come la squadra non sia effettivamente attrezzata, almeno sotto il profilo della maturità, per rimanere nelle zone importanti della graduatoria.

Fa male questo pareggio in terra piemontese per più motivi; per 25 minuti avevamo assistito alla più bella Pistoiese formato export della stagione. Cinica, padrona assoluta del rettangolo di gioco, con tre reti realizzate non per casualità, ma al termine di trame ben congegnate. Sulla bocca di tutti c'era espressa la più grande soddisfazione, mista alla convinzione di dare continuità nel gioco alla superba prestazione della settimana precedente con il Livorno. Mai dire mai! Ecco che allora ci pensa lui, Franco “el loco” Ferrari, a farsi pizzicare, con il gioco sviluppato in tutt'altra zona del campo, in una gomitata (o spallata?) inferta ad un avversario. Apriti cielo! Richiamato dal suo primo collaboratore, l'ineffabile signor Bitonti di Bologna estrae il cartellino rosso davanti al numero 10 arancione, lasciando la squadra  in inferiorità numerica. Gesto certamente da censurare quello del bomber arancione, specie con il risultato ampiamente messo in cassaforte. Non voglio stare a parlare di gomitata o spallata ma, così come affermato da Indiani in sala stampa, “...se il mio giocatore non va al contatto, all’assistente non viene voglia di mandarlo via”.

Ferrari non deve dimenticare che la società a gennaio ha rifiutato un bel gruzzolo di euro sonanti per mantenerlo nel roster, non lasciandosi ammaliare dalle sirene di altre squadre più potenti, di fatto considerandolo come un bene prezioso per arrivare, a fine campionato, a disputare i play-off. Adesso, oltre la beffa, arriverà anche il danno nella misura di (almeno) 2 giornate di squalifica. Tutto questo alla vigilia di due gare interne consecutive contro Olbia e Giana Erminio molto delicate e che potevano  (e dovevano) essere affrontate con maggiore serenità. E meno male che per Vrioni, uscito malconcio, non dovrebbe essere nulla di grave.

Già....la serenità! Elemento che sembra essere carente all'interno della squadra proprio in un momento importante della stagione.  Infatti, anche in inferiorità numerica, una squadra tecnicamente superiore e con tre reti all'attivo, non deve farsi coinvolgere nel caos voluto e procurato dai giocatori del Cuneo, ma deve amministrare al meglio il risultato portandolo in porto. Starà ad Indiani cercare di infondere la serenità e razionalità ai suoi ragazzi,  ma dovranno essere soprattutto loro, gli  interpreti che scendono settimanalmente in campo,  a ritrovarla, a ricompattarsi, per far si che episodi come quello di Cuneo, non debbano più accadere.

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(Da Wikipedia)