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Basket / Serie A

Pistoia Basket, il bilancio di Ramagli sul Lovari: «Mentalmente ci siamo»

Coach Alessandro Ramagli (Bonelli/PtSport)

Il coach del Pistoia Basket Alessandro Ramagli parla al termine del Lovari, chiuso dalla OriOra al terzo posto: «Buona la reazione di Kerron Johnson. Stiamo mettendo i primi pezzi»

«In questo momento la vittoria e la sconfitta non contano niente». È questo il concetto che coach Alessandro Ramagli vuole sia chiaro e lo scandisce a chiare lettere nello spogliatoio del PalaTagliate di Lucca.

Il Pistoia Basket ha chiuso al terzo posto il Trofeo Lovari 2018, superando Torino al fotofinish con la preziosa segnatura di Kerron Johnson, uno dei più attesi ma anche dei più indietro dal punto di vista fisico. Dopo una prova in chiaroscuro contro Venezia, con Torino ha fatto vedere qualcosa in più: «Stiamo cercando di costruire una squadra – spiega il coach della OriOra – con ancora tanti punti di riferimento che mancano. Era importante che dopo una serata complicata (contro Venezia, ndr) e una condizione fisica non ottimale Kerron Johnson finisse la partita. Ci mancano dei pezzi, è vero, ma quelli che abbiamo dobbiamo iniziare a metterli».

L’allenatore biancorosso traccia poi un bilancio complessivo sulla due-giorni di basket, un assaggio di Serie A ma con le squadre non al completo tra condizione fisica e impegni delle Nazionali. Per questo, si può parlare solo di prime impressioni: «Contro Venezia si è visto qualcosa, nella seconda partita abbiamo fatto una gran fatica. Sia noi che Torino. In questo momento nessuna squadra con meno di 12 giocatori può permettersi due partite in due giorni. In più questo è un parquet molto duro, che sollecita articolazioni e apparati tendinei e il secondo giorno è molto complicato avere una performance di un certo tipo. Quindi, se vogliamo, la vittoria è stata meno significativa del ko con la Reyer, ma ci ha dato alcuni spunti che la rendono altrettanto utile».

«Ciò che mi è piaciuto di più – prosegue Ramagli – è che mentalmente siamo stati presenti. Abbiamo avuto solamente due cali: uno nel secondo quarto della semifinale e uno nel terzo del match contro Torino. Volutamente non ho chiamato time-out affinché i giocatori cercassero una propria reazione senza aiuti dall’esterno».

Dal punto di vista tecnico, è normale che a quattro settimane dall’inizio della Legabasket ci sia ancora da fare: «In quanto ad abitudini cestistiche – ammette – abbiamo molto da lavorare. La squadra è nuova e abbiamo assenze pesanti, questo fa sì che il processo di costruzione tecnica sia all’inizio».

«Non so se Krubally recupererà per la gara contro Udine (15 settembre, ndr) e al momento non ho nemmeno una risposta sulle condizioni di Kerron Johnson. Vediamo come reagirà dopo queste due amichevoli in cui il piede è stato sottoposto a uno sforzo significativo. In settimana faremo le nostre valutazioni».

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Di giorno studia Lingue e Letterature Straniere e Moderne all'Università di Bologna, di notte scrive per il suo quotidiano online preferito, Pisoiasport.com. Giornalista pubblicista, se la cava come addetto stampa.

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