L’argentino della Fabo ai nostri microfoni: dalla nascita della figlia al momento di appannamento della squadra…con gli occhi su Brianza
Da pochi giorni la Fabo ha un nuovo papà. Si tratta dell’argentino Adrian Chiera, play ormai da oltre una stagione alla corte di coach Barsotti. Adrian e la sua compagna Sara sono infatti diventati genitori di Carolina Celeste, nata proprio a ridosso del successo su Desio. Un momento positivo per il giocatore rossoblù, che cerca di sorridere in un inizio di 2024 non molto soddisfacente, per lui e per la squadra.
Tra infortunio e un momento un po’ opaco hai ripreso su buone medie: come ti senti adesso con la nascita della figlia?
«Ho avuto un momento di difficoltà dopo la sosta natalizia perché avevo male alla spalla ed era normale reinserirmi nel gruppo che aveva altri equilibri. Con la nascita di mia figlia sono più tranquillo, anche se le trattative con l’ospedale son state serrate per fare l’induzione la sera. Altri non sarebbero stati alla partita, ma in questo momento era necessario dare una mano alla squadra».
La Fabo, infatti, sta attraversando un momento di alti e bassi con due ko di fila in casa: a cosa credi sia dovuto questo appannamento?
«Credo sia dovuto anche all’inserimento di Radunic e ai cambiamenti che abbiamo dovuto fare. Lo ritengo un momento di costruzione ed è normale un andamento altalenante. Abbiamo cambiato alcune cose sia in attacco che in difesa, dobbiamo provarle e capire cosa sarà realmente efficace per arrivare nell’ultima parte ad esser pronti e fare le cose per bene».
Tiri meno da tre o è solo un’impressione?
«Tutto vero. In qualche partita sono riuscito a tirare di più – come ad Omegna – ma fa parte del cambio di gioco che abbiamo avuto. Piano piano sto tornando a tirare un po’ di più, ma la cosa più importante è che la squadra vinca. Si è notato di più perché abbiamo perso qualche gara: in caso di successo questo sarebbe passato sottotraccia».
Domenica al Palaterme arriva Brianza: cosa temi di loro e quali errori non dovete fare?
«Loro sono una squadra molto giovane che gioca libera a livello mentale. Non hanno una comprensione del gioco come può averla un giocatore più esperto e si esprimono in maniera molto disinvolta a livello personale. Una delle cose più importanti sarà fermare la loro corsa in contropiede e i tiri aperti da tre punti: in quello sono delle macchine».
Infine, quale avversario del girone credi sia il più temibile e che vorresti evitare totalmente negli eventuali play off?
«Le due livornesi a parer mio rimangono gli avversari più difficili: cercheremo di evitarli a tutti i costi».




