Pistoia Basket, adesso cosa succede?

Dopo l’ormai certa separazione con coach Brienza, la nuova proprietà del Pistoia Basket è chiamata a programmare. Probabili altri addii

Chiuso il capitolo dell’annata trionfale del ritorno in Serie A e dato di fatto l’addio a coach Brienza, per il Pistoia Basket del presidente Ronald Rowan è tempo di tracciare le linee guida operative che scandiranno l’avvicinamento alla prossima stagione. Più o meno venti giorni in cui prendere finalmente e operativamente in mano il club da parte della nuova proprietà americana che fino a questo momento si è limitata a studiare e osservare da molto vicino l’ambiente, centellinando al minimo le interazioni, anche con molte delle figure interne al club.

PISTOIA, ADDII E NUOVO CORSO

Lo stallo di programmazione di questi giorni però è giocoforza destinato a finire, incalzato dalle priorità programmatiche che sono già diventate impellenti. In primis, lo stanziamento del budget, gli obiettivi e la formula sportiva (6+6 o 5+5) con cui andare a strutturare la squadra. A cascata, la definizione dell’organigramma del club, da ridisegnare anche qui dopo i primi addii, su tutti quello del vice presidente Francesco Cioffi all’interno del CdA. Non l’unico, sembrerebbe: nei prossimi giorni altre figure interne alla società potrebbero ufficialmente chiudere il rapporto.

Un primo segnale chiaro e definitivo sta per essere dato, con l’ufficialità dell’addio a Brienza. Sempre sul lato sportivo il diesse Marco Sambugaro, anche lui come Brienza osannato dalla piazza e vincolato al club da un altro anno di contratto, risulta ad oggi l’unico punto di riferimento per definire insieme alla nuova società la parte tecnica del nuovo corso, quindi nuovo coach e di conseguenza il roster che affronterà il campionato di Serie A 2024/25.

Per il dopo Brienza il primo nome fatto da Spicchi d’Arancia per la successione sulla panchina biancorossa è quello di Marco Ramondino, tecnico campano reduce dall’esonero a Tortona e potenzialmente in lizza anche per un posto nel coaching staff di Milano. Più probabile però che si opti per un profilo straniero, seguendo quella è diventata una moda nel campionato italiano, legittimata in questo caso da una proprietà, quella di Pistoia, che già batte bandiera a stelle e strisce.

UNA SQUADRA DA RIFARE, UNA COPPA DA GIOCARE?

Sul mercato, con tanti e tali punti fermi ancora mancanti per Pistoia, si opererà necessariamente in ritardo rispetto a chi già si sta piazzando i primi colpi. Probabile che lo staff tecnico sia oggetto di un restyling sostanzioso, come tutto da rifare o quasi sarà anche a livello di roster, dove la stagione positiva degli americani rende complicata una loro permanenza al PalaCarrara, mentre sul pacchetto italiani c’è già da registrare l’addio di Wheatle, su cui è piombata con forza Venezia che può mettere sul piatto cifre e prospettive che rappresentano un’opportunità irrinunciabile per il capitano della nazionale del Regno Unito. Le verosimili certezze, in quanto sotto contratto, dovrebbero essere rappresentate dal trio Della Rosa, Saccaggi e Del Chiaro.

Resta poi viva, almeno sulla carta, la possibilità che Pistoia giochi le coppe europee nella prossima stagione. Anche questo è un nodo che Rowan dovrà scogliere a breve e che certamente avrà un impatto significativo nelle strategie del club a 360°. Verosimilmente i biancorossi potrebbero avere accesso ad una delle due coppe organizzate dalla Fiba. Da capire però, eventualmente, quale e se con l’accesso dalle qualificazioni o direttamente dai gironi. Insomma, ad oggi le certezze operative del nuovo corso americano del Pistoia Basket paiono poche, con la necessità di partire e soprattutto, a due mesi esatti dallo sbarco, di ascoltare finalmente le parole e progetti di Ron Rowan che alla comunità pistoiese, eccezion fatta per i comunicati di rito alla firma, non ha ancora proferito parola diretta.

Il tempo per capire ambizioni e i progetti concreti per l’immediato futuro di Pistoia da parte del “Marine” è ormai maturo. Budget, progetti, intenzioni, forza economica, ambizione e motivazioni dietro lo sbarco a Pistoia: risposte che la piazza merita e che serviranno anche a capire il reale impatto che questo cambio di governance potrà avere sul Pistoia Basket. Perché, è bene ricordarselo, i miracoli fatti con programmazione, sacrificio e lungimiranza da chi c’è stato e ha tirato avanti il progetto negli ultimi cinque anni e fino a qualche settimana fa sono un tesoro prezioso che dona a tutti oggi un’opportunità, quella della Serie A, da proteggere, valorizzare e far crescere ulteriormente.

Redazione PtSport
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