Basket / Serie A2
Pistoia, l’impatto di Buva e il quarto periodo di Avellino per ripartire
L’Estra è ora chiamata a integrare i nuovi innesti e trovare al più presto una quadra per interrompere la striscia negativa
Tre quarti della “solita” Pistoia, la rimonta inattesa, l’amarezza della sconfitta all’overtime. Si è corsa su questi tre binari la sfida del Pala Del Mauro tra l’Estra e Avellino. 45 minuti sulle montagne russe tra break e contro break, tra cui quello nel terzo periodo degli irpini, apparso sul momento decisivo per il successo. E invece no. Stavolta i biancorossi hanno reagito di squadra, alzando i giri in difesa e ricucendo lo strappo di 17 punti fino a guadagnarsi il supplementare.
Quelle virgolette alla parola solita altro non servono che per indicare come in fondo, proprio la stessa Pistoia non sia stata. Certo, la squadra si è nuovamente disunita nella ripresa e le problematiche difensive si sono riproposte anche sul parquet dell’Unicusano – ancora troppi i punti incassati – ma questa volta a fare la differenza dall’altra parte ci ha pensato l’ultimo arrivato Ivan Buva. Devastante l’impatto del lungo croato, subito migliore in campo con un esordio da record storico del club. La sua prova è tra le note più liete di una sesta sconfitta consecutiva amara. Dalla sua grinta e da quel quarto periodo, Pistoia dovrà porre le basi per riabbracciare una vittoria distante ormai un mese e mezzo.
UN CANTIERE APERTO
Non ci ha pensato due volte coach Sacripanti a lanciare il suo pupillo ed è stato ripagato con una tripla doppia strepitosa, nonostante il nativo di Zagabria non fosse al top della condizione. La coesistenza con Zanotti da 4 è parsa funzionare in attacco (doppia doppia), dove con l’area occupata dal croato l’ex Pesaro ha trovato spazio per colpire dal perimetro. Meno invece in difesa, dove il numero 41 ha sofferto l’atletismo di Dell’Agnello in più di un’occasione. Meccanismi da oliare per quello che ad oggi è sempre più un cantiere aperto, parola dello stesso tecnico canturino.
L’Estra ha infatti messo le mani anche su Gabriele Stefanini (si attende ormai solo l’ufficialità dopo l’addio a Bergamo) per una mini rivoluzione che dunque coinvolge anche il reparto esterni, dove Jazz Johnson non sta certo vivendo un momento felice. Tra forzature individuali e perse banali (al netto dell’ultima azione in cui avrebbe probabilmente meritato un fischio a favore), la guardia USA – considerando il suo apporto difensivo, anche per taglia, minimo – rischia di diventare un lusso. Lo stesso Stefanini è cestista molto più improntato alla realizzazione che agli stop difensivi e toccherà a coach Sacripanti trovare il giusto equilibrio nel sistema. Gallo nello spot di 3 resta comunque una soluzione momentanea in attesa di ritrovare completamente Campogrande, fisicamente prima e tecnicamente poi. Sempre più verso l’uscita sembrano invece essere Seneca Knight – fuori dalle rotazioni ad Avellino – e Nicolas Alessandrini, appena 3 giri di orologio sul parquet del Pala Del Mauro.
SUPERARE LE FRAGILITÀ
La cattiveria agonistica e l’esperienza di Buva sono state senza dubbio un’aggiunta fondamentale per una squadra dimostratasi troppo fragile in questa prima metà di stagione. Il croato da solo non può bastare ma un leader tecnico e morale non può che giovare ad un gruppo ritrovatosi a lottare con le unghie e con i denti contro le speranze estive di annata tranquilla. L’impronta di coach Sacripanti si è vista solo in parte, con il primo successo sulla panchina di Pistoia che continua a mancare. Una striscia negativa che ha relegato l’Estra al penultimo posto in classifica, condiviso ora soltanto con Ruvo di Puglia dopo il successo di Forlì nell’ultimo turno.
Con i due nuovi innesti, “Pino” dovrà trovare il prima possibile la quadra. Con 17 partite ancora da disputare, il tempo non manca per ottenere la permanenza in A2 senza passare dai playout. Ma è altrettanto vero come servirà una striscia di successi non indifferente per riuscirci. Lo scorso anno la quota salvezza si stabilì a 28 punti, 16 in più rispetto agli attuali di Pistoia. Per non rischiare di finire il campionato nella zona calda – attestandoci ovviamente solo sui dati dello scorso anno – servirebbero almeno 8-9 vittorie, ovvero circa la metà delle restanti gare in calendario. Il primo appuntamento è fissato alla Lumosquare domenica 18, dove si attende la Tezenis Verona, tra le maggiori candidate alla promozione diretta. Una settimana di lavoro intenso nella quale dare spessore a ciò che di positivo rimane da Avellino.






