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Basket / Serie A2

Un’Estra lenta ed impacciata cade a Cremona, le pagelle della gara

Una prestazione di squadra arrendevole e senza idee: al PalaRadi non si salva nessuno. I due nuovi steccano ancora, Jazz mai in partita

GABRIELE STEFANINI 5: La poca conoscenza dei suoi nuovi compagni e dei meccanismi di squadra giustifica fino ad un certo punto. L’ex Bergamo finora non ha mostrato niente delle skills che lo hanno fatto apprezzare nella categoria e anche la carica agonistica è tutt’oggi da trovare. Ancora percentuali scarse (2/10 dal campo) in una gara che sembra non sbloccarsi mai, se non in un finale dove l’unica cosa certa è il risultato. Prova almeno a mettersi al servizio dei compagni risultando paradossalmente il miglior assistman di giornata.

FILIPPO GALLO 4,5: Un altro passaggio a vuoto e un impressionante passo indietro per un ragazzo che oggi dovrebbe essere ancora più al centro del progetto con il nuovo assetto di squadra. Non sono tanto gli errori, quanto la reticenza a prendersi delle responsabilità e a cercare di rappresentare un pericolo in più per la difesa della Juvi. Il body language e anche l’espressione del volto spesso inquadrato sono quelli di un giocatore spaurito, che non sa da che parte rifarsi. Eppure del suo talento e della sua sfacciataggine cestistica ce ne sarebbe sicuramente bisogno.

FEDERICO STOCH S.V.: Entra nel finale di secondo quarto causa problemi di falli di Johnson e si ritrova a dover contenere, con le buone ma soprattutto con le cattive, un Garrett ad oggi immarcabile.

NICOLÒ DELLOSTO 5,5: Rientra dopo il problema alla caviglia che l’aveva tenuto fuori dalla sfida casalinga contro Verona e mette almeno quello che può nel solito ed innaturale ruolo di 4 dalla panchina. L’apporto di punti è come al solito quello che ci si può aspettare da lui, ma dinanzi agli omonimi della Juvi (parecchio atipici) può poco o nulla.

LUCA CAMPOGRANDE 4,5: Al di là della tripla mandata a bersaglio nel secondo quarto, un’altra gara anonima per lui. Il fatto che, dopo tutti questi mesi, non ci sia un modo per coinvolgerlo di più o che lo stesso ex Trieste non ci provi neppure è il ritratto di una stagione che non è mai partita, figuriamoci decollata. Non ci si aspettava certo gare da top scorer da lui, ma spesso è ostico anche vederlo veramente in campo.

LORENZO SACCAGGI 5: Un altro traguardo, quello delle 300 partite in biancorosso, che però finisce di essere ancora amaro come quello del record di presenze. Mette la solita energia ed è uno dei pochi che attacca con convinzione il canestro, ma incorre ancora una volta in topiche molto pesanti nella gestione della palla e anche in termini di copertura difensiva. Contiene bene l’ex compagno Allen per larghi tratti della gara, ma poi perde progressivamente fiducia e non riesce a dare ritmo alla manovra biancorossa. Vederlo così, dopo anni di battaglie all’ultimo respiro, è forse la cosa che fa più male.

DANIELE MAGRO 5,5: In uscita dalla panchina, è forse colui che più di tutti riesce ad essere un fattore per l’Estra nel primo tempo. Segna canestri da pivot vecchio stile e a rimbalzo dimostra grandissima reattività. Peccato che poi nella ripresa i lombardi riescano a prendergli meglio le misure e le energie calino inevitabilmente, con i lunghi più veloci e atletici della Juvi che possono ulteriormente banchettare in area. Resta il fatto che la sua sia la prestazione più in linea con le aspettative di tutta la squadra.

JAZZ JOHNSON 4: Praticamente mai in gara, con la testa e anche con la tecnica. Panni lo beffa sempre ed è proprio dai suoi punti che la partita si indirizza già nei primi minuti. Lui intanto si inguaia con i falli e quindi passa più della metà del tempo in panchina, perdendo da subito lo smalto e anche la mano, chiudendo con un 3/10 dal campo che parla da solo. Non gestisce minimamente la propria situazione, anzi non fa altro che rischiare di vedersi fischiare il prossimo fallo. Chiude anzitempo la partita senza aver mai veramente aiutato i suoi compagni a risalire la china: è il momento più basso della sua storia con Pistoia e adesso i dubbi su di lui si fanno sempre più insistenti.

IVAN BUVA 4,5: Se le sue gare devono essere sempre ricevere palla in post basso e, piano piano, cercare di tirare, è chiaro che l’Estra non potrà pensare di andare molto lontano. Ancora molto contratto fisicamente, il suo gioco viene quasi immediatamente messo alla berlina dai vari Del Cadia e La Torre, che proprio con la loro reattività e fisicità riescono a mettere un argine in attesa di un raddoppio che chiude la questione. Lui di tutta risposta si incaponisce e finisce per avere percentuali davvero horror e commettere errori di pura frustrazione. Inoltre sono imputate a lui ben 9 delle 22 palle perse totali di Pistoia: un bilancio che pesa molto di più di un’altra doppia doppia messa insieme in apnea.

SIMONE ZANOTTI 4,5: Anche a Cremona uno spartito già sentito senza tante differenze nelle note. Un giocatore da doppia doppia di media che però non sembra mai avere la lucidità e la capacità di mettere davvero le sue caratteristiche al servizio della squadra. I tiri aperti sbagliati sono veramente l’ultimo dei problemi. A far arrabbiare sono degli errori davvero marchiani, come l’ennesima persa su una ripartenza che avrebbe potuto rappresentare un parziale e il rientro dei biancorossi. Così come il non esaltarsi di fronte alle cose che vanno per il verso giusto, come una tripla con fallo subito o i diversi rimbalzi catturati.

COACH STEFANO SACRIPANTI 5: Poco da dire, la sua Estra invece che progredire continua ad involversi. Lenta ed impacciata, alla costante ricerca del 5 titolare e quindi inevitabilmente prevedibile. E quando si cercano strade alternative sembra come di perdersi in un calcolo complicatissimo. Così come, d’altronde, è complicatissima ora la situazione: un penultimo posto che non lascia spazio ad interpretazioni, con un -6 dalla zona salvezza diretta che non concede pressoché più errori. Siamo all’ottava sconfitta in altrettante gare, con la gara casalinga con Rieti che diventa giocoforza un’ultimissima spiaggia. Ma c’è oggi un allenatore in grado di entrare nella testa di questa squadra e operare una svolta?

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