Basket / Serie B Nazionale
Nel confronto termale c’è solo La T Gema: le pagelle del match
Un Acunzo a tutto campo e un Fratto in versione “lider maximo” trascinano La T Gema. Negli Herons non si salva nessuno
LA T TECNICA GEMA MONTECATINI
VEDOVATO 6,5: Il quintetto iniziale degli Herons gli mette subito grande pressione e patisce la fisicità del debuttante Tsetserukou. Ma come i suoi compagni gli basta pochissimo per effettuare lo switch e riprendersi il controllo dell’area, pur in una gara in cui poteva trovare ben più ostacoli.
BURINI 6,5: Il suo ingresso in campo dà da subito maggior dinamismo alla manovra di La T Gema, con la palla che inizia a girare alla perfezione e anche qualche bella iniziativa personale. Nella prima parte di partita riesce anche a tenere a bada Aukstikalnis con il solito lavoro sottotraccia. Mostra insomma quello che è mancato agli avversari: regia, agonismo e intelligenza.
ACUNZO 7,5: Lo scontro tra lui e Chinellato è indubbiamente tra i più attesi di giornata. Dopo un prevedibile momento di sofferenza, dove comunque risponde sempre per le rime, il numero 4 di La T Gema acquisisce sempre più “confidence” e si prende letteralmente la partita con il suo ormai consueto repertorio a tutto campo.
FRATTO 8: Indubbiamente anima e corpo di una La T Gema che si è presentata alla stracittadina con l’abito migliore. E il pretoriano di Andreazza impatta da subito con la sua leadership, dando fastidio ai lunghi degli Herons, e trovando proprio in una serata come questa il feeling con il canestro. MVP emotivo e tecnico di una gara assolutamente dominata.
D’ALESSANDRO 6,5: Il capitano offre ancora una volta il proprio contributo, trovando anche i momenti per pungere. Anche nei momenti più complessi, come nel primo quarto, mantiene posizione e attenzione, non patendo ancora una volta il passaggio dal reparto esterni a quello degli interni. E visto l’approccio dei rivali, questo rappresenta un bonus.
BARGNESI 6: Meno lucido e vivace del solito, il suo non è un buon inizio, con Andreazza che gli deve preferire Burini. Nel corso della partita aggiusta la propria regia e si accontenta di far parte del supporting cast, vista la serata di diversi suoi compagni. Anche quando non è serata, la sua esperienza gli permette di mettere comunque il mattoncino.
JACKSON 6,5: Meno trascinatore rispetto all’andata, ma in ogni caso arma letale quando vede lo spazio per tirare: le percentuali, guarda caso, rasentano la perfezione. E non è un caso che i suoi tiri al fulmicotone diano spesso e volentieri una spallata pesante agli Herons. E coach Andreazza può rallegrarsi ulteriormente per averlo potuto gestire nelle energie e nell’impiego.
PASSONI 7: Nel secondo quarto si sente non solo per i punti che mette, ma anche perché con lui in campo La T Gema inizia la propria gara e gioca alla perfezione la sua pallacanestro. Difensivamente è il solito jolly, dando fastidio alle bocche da fuoco dei rivali e donando alla causa fisicità e cattiveria agonistica.
ISOTTA 6,5: Un’ulteriore risorsa che, quando viene chiamata in causa, risponde “presente”: un’altra bella notizia per coach Andreazza, che nel post-partita evidenzia il suo contributo. Oltre a mettere la tripla di cortesia, anche lui fa un importante lavoro in difesa sugli esterni e fa il suo nel mantenere sempre grande dinamismo nei possessi.
FABO HERONS MONTECATINI
ROSSI 4,5: Un altro passaggio a vuoto per colui che dovrebbe essere metronomo e condottiero del gruppo. Fatica come non mai a dare un senso ai possessi della Fabo e in certi momenti in cui si potrebbe anche tentare una risalita è l’ultimo a cui arriva la palla.
ZUGNO 5: Se Rossi non fa nemmeno il minimo sindacale, il suo compagno di regia non fa comunque molto meglio. Anche per l’ex Juvi Cremona una serata di grande sofferenza, con la palla che per gran parte della gara non vuole saperne di entrare. Solo quando i giochi sono ampiamente finiti torna a bucare la retina.
NATALI 5: Il capitano può poco, pur tentando dei colpi che riescano a risollevare animo e morale. Questo all’inizio, prima di sbattere contro una stracittadina che ha già scritto il nome del suo proprietario.
AUKSTIKALNIS 5: Francobollato per gran parte del primo tempo, vede subito le percentuali andare in negativo. Al rientro dagli spogliatoi si rivede il funambolo in grado di decidere le sorti di un match, con canestri e triple di puro talento. Questo prima della contro-risposta di La T Gema e il definitivo naufragio, con lui a guardare dalla panchina fino alla sirena finale.
MASTRANGELO 4,5: Sin dai primi minuti, pur buoni dei suoi, è quello che appare più in difficoltà. Le cose ovviamente non possono migliorare nel momento in cui i rivali decidono di prendersi l’inerzia della gara. Cade spesso in brutti errori e non riesce mai, se non quando non conta più, a risollevare le sorti sue e della squadra.
CHINELLATO 5: Protagonista del primo break che dà agli Herons un margine di vantaggio, poi sulla sua gara cala un brutto sipario. Tende di nuovo a volerla risolvere in autonomia, col risultato che La T Gema si fa sempre trovare pronta con raddoppi e senso della posizione. Chiude da top scorer una gara dove ha segnato la maggior parte dei suoi punti nel primo quarto: altro elemento che deve preoccupare e non poco in casa Herons.
TSETSERUKOU 5,5: Una prima ostica, con pochi giorni per conoscere i compagni. L’entusiasmo del debutto lo fa iniziare molto bene, ma poi anche lui può poco dinanzi alla maggiore cattiveria a rimbalzo dei rivali, con i vari Vedovato e Fratto che gli ringhiano spesso in faccia. Meno colpevole rispetto agli altri, proprio perché è l’ultimo arrivato.
DELL’UOMO s.v.: Pochi secondi sul parquet, anche la sua “garra” sarebbe potuta servire. Ma il suo allenatore in questo momento non lo vede come un’alternativa.
SGOBBA 5,5: Uno dei pochi che prova, pur fallendo, a creare qualcosa e a mettere in crisi i solerti lunghi dell’altra parte di Montecatini. Peccato appunto che non trovi fortuna al tiro (2/6 dal campo) e si ritrovi spesso in situazioni di svantaggio in difesa.
GIOMBINI 5: Con l’arrivo di Tsetserukou è evidente che il suo minutaggio non poteva che risentirne. Nei pochi momenti in cui è tirato in causa, però, non fa niente per mettere in difficoltà il suo coach e si limita al compitino in attacco, soffrendo tremendamente in difesa.







