Basket / Serie A2
Coach Sacripanti: «Contro Verona dovremo stare attenti ai break»
«Buva e Stefanini hanno portato entusiasmo. La fiducia arriva solo con i risultati», questa la presentazione di “Pino” Sacripanti
Vigilia di big match alla LumoSquare, con l’Estra Pistoia che domenica alle 18 incrocerà i guantoni contro una delle più serie contender alla promozione: la Tezenis Verona di coach Demis Cavina e degli ex biancorossi Tyrus McGee e Justin Johnson. I biancorossi, ancora in striscia negativa (6 ko a fila) dall’inizio della gestione Sacripanti, sono stati intanto rinfrancati dagli arrivi di Ivan Buva (dominante ad Avellino) e di Gabriele Stefanini. Il tasso tecnico è dunque stato decisamente alzato e il coach canturino non può non nascondere la propria soddisfazione.
«La trattativa con Stefanini andava avanti da diverso tempo – ha così esordito – L’inserimento di Buva è stato determinante per la sua scelta. La volontà del nostro presidente ha dato una bella svolta per l’affare. Sono molto contento perché abbiamo preso due giocatori di grande valore. Hanno portato più equilibrio tecnico-tattico per come intendo la pallacanestro, con due facilitatori di gioco, e anche entusiasmo in una squadra per cui le molte sconfitte hanno pesato. Oggi lavoriamo con grande spirito di competitività, ma servirà anche la fiducia che solo i risultati ti danno. Fisicamente Ivan sta tornando ai suoi standard, mentre Gabriele è partito subito a mille e dovremo gestirlo con i preparatori e i fisioterapisti per non affaticarlo troppo. Oggi non si è allenato Dellosto: ha avuto un piccolo problema e domani valuteremo se potrà essere della partita».
Il numero 9 dell’Estra ha subito infatti un infortunio alla caviglia. Un imprevisto che potrebbe certamente ridisegnare l’assetto in vista del match contro Verona, sebbene oggi le opzioni non manchino. La sfida sulla carta appare improba, ma dalle parole di coach “Pino” Sacripanti emerge ancora di più l’urgenza di smuovere la classifica e di imboccare definitivamente un nuovo corso.
«Credo che noi, una volta stabilito che questa è la squadra, non possiamo più avere partite giuste o meno giuste per provare a vincere. L’aspetto qualitativo si è alzato, anche se non siamo ancora al meglio a livello di comprensione del gioco: credo che dobbiamo provare a giocare la partita al meglio delle nostre possibilità e vedere se siamo bravi negli ultimi minuti. Le sei sconfitte consecutive? Non posso dire niente, a parte continuare a lavorare al meglio. Abbiamo attraversato momenti in cui non siamo riusciti a farlo causa infortuni: adesso dobbiamo cercare di vincere più partite possibile e far sì che il pubblico ci possa aiutare. Dobbiamo tentare innanzitutto di toglierci dalla zona più bassa, ma a livello di potenzialità non sappiamo ancora fin dove possiamo arrivare. C’è sempre un aspetto mentale che è fondamentale per tradurre concretamente quello che vogliamo fare in campo. Sicuramente ci aspetta una settimana decisiva per i nostri obiettivi. I parziali grossi? Qualche errore e qualche disattenzione hanno sicuramente inciso: ne abbiamo discusso e speriamo di essere bravi non tanto a prendere break, ma a prenderli con una forbice meno ampia».
Oltre all’aspetto collettivo, è chiaro anche che il focus adesso è anche sui singoli e sull’apporto che ognuno di loro può garantire in questa seconda parte di campionato. Pistoia resta ovviamente un cantiere aperto, con probabili uscite all’orizzonte (Knight in primis) e la possibilità, alla bisogna, di un altro inserimento se i tempi e i modi del mercato attuale lo consentiranno. Intanto però coach Sacripanti può sicuramente fare un bilancio dettagliato del materiale umano a disposizione, con le valutazioni sul roster ancora in corso. Diverse le posizioni sotto osservazione, da quella di Luca Campogrande a quella di un leader tecnico come Jazz Johnson.
«Campogrande fa parte del roster anche se abbiamo cambiato un po’ il suo ruolo, così come fatto anche con altri tipo Zanotti. Nella mia testa ho ben chiaro chi sono i primi cinque, chi cambia chi e quali quintetti possiamo fare. Da un lato alcune soluzioni le stiamo ancora cercando, dall’altro col mio staff le abbiamo già trovate. Jazz? È un giocatore che ci tiene in modo viscerale, forse anche troppo. Era particolarmente abbattuto dopo la sconfitta con Avellino, con un peso di responsabilità parecchio alto. Dobbiamo essere bravi noi ad avere una migliore distribuzione dei palloni da giocare. Ho passato molto tempo con lui: ci siamo molto soffermati sugli aspetti tecnici sia in campo che guardando dei video. Se adesso c’è il rischio di un ulteriore sbilanciamento offensivo? Stefanini mi sembra abbastanza scaltro da potersela cavare da solo in parecchie situazioni. Buva è un buon inserimento anche dal punto di vista difensivo: è stato bravo nei pick n’ roll e la sua presenza fisica si è sentita. La domanda da porsi è il cambio di ruolo di Zanotti, che adesso dovrà marcare giocatori che possono agire anche sul perimetro. Come ho ritrovato Ivan? Dal punto di vista tecnico adesso è un 5 puro, molto diverso dai primi tempi di Cantù in cui poteva anche sembrare un 3 e bisognava stargli dietro affinché non si prendesse troppi tiri da tre. E adesso davanti a me vedo un uomo molto maturo».






