Basket / Serie A2
Estra Pistoia, contro Forlì una vittoria che può dare la sveglia
Alla LumoSquare tutti i cuori hanno battuto all’unisono. I difetti e le incognite restano, ma oggi l’Estra può immaginare un finale diverso
Da quell’anomalo 30 novembre sembrano passati più di 3 mesi: quell’ultima vittoria contro Cento rappresentò per l’Estra Pistoia un punto di rottura cui le successive sconfitte conferirono i crismi di un vero e proprio deragliamento. C’era un allenatore come coach Stefano Sacripanti, chiamato a rilanciare il progetto tecnico biancorosso e a migliorare una situazione di classifica che vedeva Pistoia ad un passo dalla zona play-out. Per quanto la scelta di esonerare Tommaso Della Rosa all’indomani di un successo potesse apparire azzardato, in pochi avrebbero previsto la serie negativa che l’Estra stava per imboccare.
Dopo dieci ko, nel momento più delicato della stagione, è arrivata la prima vittoria della gestione Sacripanti. Contro l’Unieuro Forlì, Saccaggi e compagni sono riusciti a scacciare i fantasmi e ad andare oltre i propri oggettivi limiti. Un bel segnale, l’unico che ci si poteva attendere di ricevere da un gruppo spesso più vittima di sé stesso che del vero valore degli avversari. Non si tratta quindi di ridimensionare questo ritorno al successo, tutto il contrario. Perché un gruppo capace di prendersi una partita dopo aver rischiato seriamente di comprometterla e di crollare (e dopo averlo già fatto in precedenza) ha sicuramente fatto un passo in avanti dal punto di vista mentale.
COSE VISIBILI E DETTAGLI NASCOSTI
Nel 78-73 finale contro l’Unieuro c’è un insieme di cose più visibili e un altro su cui bisogna soffermarsi di più. In primis la capacità di tenere spesso a bada una squadra con tanti punti potenziali nelle mani e, fatto salvo per Pepe nel primo tempo, impedire che gli esterni avversari si potessero esaltare. Le difficoltà in stagione degli uomini di coach Antimo Martino sono oggettive e la media realizzativa totale (76.9) è ben al di sotto delle attese, ma l’Estra Pistoia ha probabilmente messo sul campo la miglior prestazione difensiva dell’intera stagione. Al netto di qualche disattenzione, naturalmente, ma a passare sono anche gli scivolamenti, gli aiuti e la tenuta nell’uno contro uno che hanno prodotto diversi recuperi e propiziato le perse di Tavernelli e compagni.
E per quanto riguarda l’attacco, quando si è saputo non farsi prendere dalla frenesia si è anche stati in grado di costruire ottimi tiri. Insomma, il lavoro svolto nelle retrovie ha poi fatto la differenza affinché l’Estra mantenesse fiducia al tiro. E qui si entra nelle prestazioni dei singoli: Buva e capitan Saccaggi sono stati fondamentali nel loro essere spina dorsale del gioco. E il numero 15 biancorosso si è ritrovato anche a mettere la tripla che ha di fatto allontanato Forlì nel momento più convulso. Passando agli altri, Stefanini è stato impattante nel primo tempo e sempre all’altezza in fase di copertura. Zanotti e Gallo sono invece riusciti a non farsi condizionare dagli errori e hanno messo i punti che sono di fatto valsi la vittoria.
Chiunque sia stato chiamato in causa da coach Sacripanti ha comunque dato il suo apporto: in primis un Nicolas Alessandrini che sta dimostrando di poter dare minuti importanti. Ovviamente le attese erano anche e molto sul debutto di Karvel Anderson. Si è inevitabilmente visto il suo periodo di inattività di quasi un anno e una delle tante incognite di questo finale di stagione sarà proprio capire in quanto tempo l’ex Verona sarà in grado di ritrovarsi. Il suo debutto è stato all’insegna della lucidità e della consapevolezza: pur tentando di ritrovare il feeling con il canestro, fallendo, Anderson ha comunque compreso ciò che poteva dare ai suoi nuovi compagni. Vedere lo scarico per il tiro di Gallo del 76-71 per avere la dimostrazione: una giocata molto veloce in cui si comprende la volontà, prima ancora della ricezione, di servire un compagno per un tiro ancora più aperto e la certezza di trovarlo accanto sulla linea del tiro da tre. Un giocatore, insomma, comprensibilmente non edotto a fondo sui meccanismi, ma dall’intelligenza cestistica innegabile.
L’ESTRA COME PENELOPE
Quanto di incoraggiante visto contro Forlì va comunque soppesato con i diversi momenti in cui l’Estra ha concesso il recupero agli avversari. Basti pensare al 30-16 di inizio secondo quarto, cui è seguito il break di 14-2 per gli ospiti al rientro dal time-out: questo è stato solo il primo di una serie di recuperi che hanno tenuto la LumoSquare col fiato sospeso. Nel quarto periodo, dopo aver ritoccato la doppia cifra di vantaggio, Pistoia si è ritrovata nuovamente a dover affrontare i propri fantasmi, evocati ancora una volta da errori di gestione dei possessi e da mancanze a volte banali in difesa. Insomma, i biancorossi hanno fatto e disfatto la tela, ritrovandosi in diverse occasioni a doverla ricomporre.
Si vedrà dunque se vincere in questo modo potrà essere una spinta in più o addirittura una sveglia generale. Passerà solo una settimana e in via Fermi sarà di nuovo tempo di ospitare un’altra diretta concorrente. L’Urania Milano è infatti reduce da tre vittorie consecutive, tra cui sono compresi due scontri salvezza contro Forlì e Roseto e un bell’upset ai danni di Cividale. Successi che hanno portato i Wildcats momentaneamente fuori dalla zona play-out, dopo una prima metà di stagione davvero complicata. Trovando il quarto in Toscana, i meneghini si metterebbero in una posizione favorevole per giungere alla salvezza.
Di sicuro la vittoria di Pistoia contro Forlì porterà ad un clima ulteriormente positivo in vista del prossimo impegno. Ma bisogna anche parlare di quello in cui si è tornati a festeggiare. Nella sfida più delicata, all’inizio di una serie di gare che stabilirà le possibilità di salvezza dell’Estra, alla LumoSquare tutti i cuori hanno battuto all’unisono. Una serata di partecipazione collettiva, nella piena emergenza, che ha poi accolto l’urlo liberatorio dell’intera piazza. Una vittoria che appartiene alla squadra, al club e ai tifosi in egual misura. Una vittoria che, adesso, può far immaginare un finale diverso. Tutti quanti hanno il dovere di crederci e di provarci fino in fondo.





