Basket / Serie A2
Estra Pistoia, Stefanini si presenta: «Intrigato da questa sfida»
Il DT Martelossi: «Ora valuteremo delle uscite. Parlare di immobilismo è offensivo. Chiediamo più rispetto, anche dalla classe arbitrale»
Con grande carica e voglia di incidere, Gabriele Stefanini si è presentato ufficialmente come nuovo giocatore dell’Estra Pistoia. La guardia classe 1999 è il secondo colpo del mercato di riparazione del club biancorosso dopo la firma di Ivan Buva, entrambi chiamati a rafforzare una squadra in serie negativa da sei partite consecutive. Ad introdurlo nella conferenza di presentazione è stato al solito il Direttore Tecnico Alberto Martelossi che ha sottolineato lo sforzo della società e illustrato le qualità del cestista.
«Abbiamo colto un’occasione particolarmente invitante – ha esordito Martelossi -. Seguivamo Stefanini da tempo e appena è stato possibile abbiamo realizzato l’operazione. È un innesto che fa da sponda al precedente di Buva. Due operazioni pensate simultaneamente per migliorare la squadra. Gabriele sarà un riferimento offensivo determinante sul perimetro come sotto canestro lo ha già fatto vedere Ivan. A Gabriele chiediamo di essere un giocatore importante da un punto di vista tecnico e di personalità. Ha accettato la proposta con grande entusiasmo nonostante sia arrivato difatti in una squadra con una classifica peggiore rispetto alla precedente. Anche per questo motivo per lui sarà ancor più una sfida».
Martelossi ha poi spiegato come nonostante il doppio innesto improntato all’attacco, al momento non siano previsti nuovi arrivi per riequilibrare il roster con giocatori più difensivi, ammettendo allo stesso tempo come i prossimi interventi riguarderanno invece lo sfoltimento del roster. «Seppur con caratteristiche prettamente d’attacco, sia Stefanini che Buva possono darci una mano su entrambi i lati del campo – ha spiegato il DT -. Ivan come esperienza e attitudine, Gabriele con energia, attenzione e reattività. Con le loro qualità inoltre possono anche trascinare gli altri nel percorso complicato che ci aspetta nelle prossime settimane. Ovviamente rimane la nostra attenzione rivolta ad un possibile miglioramento ulteriore della squadra ma è corretto dire che abbiamo fatto il massimo come sforzo economico e che adesso valuteremo invece delle uscite».
«CHIEDIAMO RISPETTO»
Il Direttore Tecnico dell’Estra si è infine tolto qualche sassolino dalla scarpa, chiedendo più rispetto non solo da parte di «chi giudica» ma anche da parte della classe arbitrale (con chiaro riferimento al contestato finale di Avellino).
«Ho sentito parlare di immobilismo da parte della società e credo questo sia un termine offensivo nei confronti del presidente David, così come nei confronti delle carriere di coach Sacripanti e della mia – ha affermato Martelossi -. Sappiamo di cosa c’è bisogno per migliorare la stagione, abbiamo un’idea chiarissima del progetto Pistoia e pertanto rifiutiamo questo termine. Ci stiamo attrezzando per affrontare questo momento delicato e impegnativo, sia da un punto di vista tecnico che soprattutto caratteriale e di chimica. Dobbiamo fare passi avanti perché la stagione è dura e la classifica corta e particolare. Ovviamente noi dobbiamo vincere il prima possibile ma tra un mese arriverà il momento decisivo e dovremo farci trovare pronti. Vogliamo ottenere maggiore rispetto da chi ci giudica, non solo stampa e tifosi, ma anche dagli arbitri la domenica. Non siamo contenti da questo punto di vista. Nel quarto periodo spesso abbiamo visto errori pesanti. Spero che questa dimostrazione di vitalità sul mercato, ci dia nuova faccia e ci permetta di avere più rispetto anche in questi frangenti».
STEFANINI SI PRESENTA
È stata poi la volta del neo arrivato, mostratosi fin da subito entusiasta della nuova avventura e desideroso di scendere subito sul parquet di casa per assaporare da biancorosso l’atmosfera di via Fermi. «Dopo aver parlato con coach Sacripanti, il direttore Martelossi e il presidente David, ho scelto di accettare questa sfida personale e di squadra che mi ha intrigato molto – le prime parole da biancorosso di Stefanini -. Con l’arrivo anche di Ivan Buva questa squadra può diventare davvero forte. Sono sicuro che d’ora in poi nessuno vorrà incontrarci. Sono arrivato ieri e l’impatto è stato subito buono. Ho trovato un ambiente super e una società disponibile. Sono sceso come classifica ma il roster e lo staff sono davvero di alto livello. Credo Pistoia abbia avuto anche un po’ di sfortuna. Sono qui per dare il massimo in una piazza stupenda, mi aspetto già contro Verona un ambiente caldo e un palazzetto carico, con voglia di rifarsi. Domenica contro Verona sarà tosta. Loro hanno una squadra organizzata ma noi possiamo giocarcela con chiunque. Sono un giocatore offensivo e proverò a creare gioco per me e per i miei compagni. Porterò energia e la mia esperienza in questo campionato».
Reduce da due mesi a Bergamo, Stefanini è infatti alla sua terza stagione consecutiva in A2, la seconda in totale in Toscana, vista l’esperienza a Chiusi e in seguito quella di Vigevano. Due annate le precedenti concluse amaramente con la retrocessione ma nelle quali il nativo di Bologna ha saputo mettere in mostra il suo talento offensivo. Proprio in virtù delle recenti stagioni vissute a lottare nella zona calda, il 26enne ha chiaro di cosa ci sarà bisogno per risalire al più presto la china.
«Non dobbiamo buttarci giù e restare uniti come squadra. È facile in momenti simili farsi sovrastare dall’energia negativa ma dobbiamo creare un ambiente positivo. Abbiamo le qualità per giocare alla pari con tutte le avversarie. Ad Avellino i ragazzi hanno dimostrato di avere personalità e carattere. Non dobbiamo piangerci addosso, così sarà più facile avere una reazione. Nessuno di noi sta pensando alla salvezza, vogliamo fare un passo in avanti con l’obiettivo di vincere una partita alla volta».
Stefanini ha infine raccontato qualcosa di sé stesso, dall’esperienza avuta negli Stati Uniti tra high school e college, fino al più recente rapporto con Alessandro Ramagli, ex coach, tra le altre, anche di Pistoia. «Non è stato facile lasciare tutto a 16 anni, specialmente la famiglia- ha raccontato -. Ho dovuto maturare in fretta. È stato un periodo che mi ha insegnato tanto. In America premiano molto chi si impegna. Ti spronano per fare sempre meglio. Nonostante tutto, mi ha lasciato tantissimo e lo rifarei mille volte. Coach Ramagli? Lo ringrazio tanto, credo sia stato il miglior allenatore che ho avuto in Italia. Adesso lavorerò con Pino Sacripanti, un altro coach di grande esperienza. Ci siamo parlati e credo sia già scattato un feeling. Ci ho giocato contro diverse volte e spesso ho fatto grandi partite segnando tanti punto. Credo di avergli lasciato un segno».






