Cultura
Federico Buffa racconta Kobe Bryant: “Otto Infinito” torna a teatro e fa tappa a Pistoia
Lo spettacolo teatrale su Kobe Bryant approda al Teatro Manzoni il 12 febbraio 2026
Federico Buffa, tra i più apprezzati storyteller sportivi italiani, torna sul palcoscenico nella stagione teatrale 2026 con OTTO INFINITO – Vita e morte di un Mamba, lo spettacolo dedicato alla leggenda mondiale del basket Kobe Bryant. Un racconto intenso e coinvolgente che attraverserà l’Italia facendo tappa nelle principali “basketball cities”. Tra le date in calendario, giovedì 12 febbraio lo spettacolo approderà al Teatro Manzoni di Pistoia, con inizio alle 20:45.
Dopo il debutto sold out al Teatro Valli di Reggio Emilia nel febbraio 2025 e le quattro repliche tutte esaurite al Teatro Duse di Bologna, OTTO INFINITO riprende il suo viaggio nei teatri più prestigiosi del Paese, confermando l’entusiasmo e l’attenzione del pubblico verso il teatro di narrazione firmato Buffa.
Prodotto da Imarts con la regia di Maria Elisabetta Marelli, lo spettacolo ripercorre la vita e l’eredità di Kobe Bryant: l’ossessione per il successo, la disciplina assoluta, la fame di conoscenza e la straordinaria capacità di ispirare generazioni di atleti e appassionati. Attraverso aneddoti, riflessioni e momenti di grande intensità emotiva, Buffa costruisce un ritratto che va oltre il mito sportivo, restituendo l’umanità di un campione alle prese con le proprie fragilità e la costante ricerca del superamento dei limiti.
Il tour 2026 toccherà numerose città simbolo del basket italiano, tra cui Pesaro, Fermo, Bologna, Milano, Roma, Firenze, Napoli, Torino, Cagliari, Sassari, Trieste, Palermo e molte altre. Un viaggio che intreccia sport e condizione umana, sogni e lotta interiore, trasformando la storia di Bryant in una riflessione universale sul significato del successo e del fallimento.
A rendere l’esperienza ancora più immersiva contribuisce un raffinato impianto visivo e sonoro: le musiche dal vivo di Alessandro Nidi al pianoforte, affiancato da Sebastiano Nidi alle percussioni e Filippo Nidi al trombone, accompagnano il racconto insieme a immagini evocative. Le luci sono curate da Luca de Candido, mentre i visual sono firmati da Francesco Poroli, con post-produzione e animazione di Mattia Galione.


