Basket / Serie B Nazionale
Herons chiamati all’impresa contro l’invincibile Rucker per uscire dalla crisi
La Fabo, uscita col morale a pezzi dal derby, si ritrova a fronteggiare la seconda in classifica, reduce da 14 successi di fila
Le immagini del post-partita sono state ancora più chiare di quanto avesse detto il campo. Il nervosismo e la frustrazione mostrata dai tifosi, le facce tristi e spente dei giocatori dopo la sirena finale, il punteggio pesante ed inappellabile. Il derby di una settimana fa è stato un incubo senza fine per la Fabo Herons Montecatini, l’aspetto peggiore però sta nella scelta dell’opponente con cui dovrebbe arrivare il grande riscatto: trovare qualcuno che in questo momento possa fermare la Rucker San Vendemmiano pare infatti semi-impossibile. Si può solo sperare che domenica 8 febbraio porti in dote agli Aironi il miracolo della rinascita.
UN MONDO ALLA ROVESCIA
C’è chi se la ricorda come fosse ieri e chi la considera un passato lontano. Sono trascorsi ben quattro mesi e mezzo dall’ultima sfida tra le due formazioni che si incontreranno in quel di Lucca e di sicuro il mondo era diverso. Lo scorso 21 settembre il campionato 2025/26 muoveva il primo passo della lunga marcia, anche se a dire il vero la stagione della Serie B Nazionale aveva preso il via una settimana prima con la Supercoppa di categoria vinta proprio dalla Fabo. Nell’aria in casa rossoblù si assaporavano solo l’euforia e l’orgoglio per lo storico e fantastico trofeo appena alzato al cielo, un titolo che agli occhi di ogni tifoso ed avversario non era altro che il preludio di un’annata sulla cresta dell’onda. Una sensazione condivisa anche tra gli addetti ai lavori che fu ampiamente confermata dal ventello abbondante inflitto ai veneti, un 72-93 nel quale brillarono sia l’organizzazione collettiva che il talento dei singoli (su tutti Chinellato ed Aukstikalnis). Chiunque fosse uscito dal palazzetto o avesse assistito comodo da casa alla gara d’andata, avrebbe detto con certezza che sarebbero stati gli Herons a giocarsi la testa della graduatoria del girone nord a febbraio inoltrato. Forse gli stessi avrebbero pure sostenuto che sarebbe stata la Rucker a rischiare di vivere una stagione sottotono.
E invece? Come stanno andando gli affari è noto a tutti, cioè all’esatto opposto di quelle che erano le attese. E’ San Vendemmiano a trovarsi lassù a pari merito con la capolista Vigevano e ad aver inanellato una serie di quattordici (!) successi consecutivi. E’ invece Montecatini ad occupare un mesto undicesimo posto, una posizione che non rispecchia nemmeno lontanamente il valore del roster e che mette in serio pericolo non solo la presenza ai playoff ma persino la qualificazione agli spareggi play-in. E’ un bilancio che in non pochi definiscono (per ora) disastroso ed il fatto più grave è che non è bastato il passaggio da coach Barsotti a coach Sacchetti. E’ innegabile che l’ex c.t. della Nazionale l’abbia data una spinta emotiva nelle prime settimane, una ventata d’aria fresca che però, non appena si è esaurita, ha riportato alla cruda realtà gli Herons. E dire che la stessa manovra l’avevano effettuata pure gli avversari odierni, è stato con il cambio al timone da Daniele Aniello all’ex Gema, Ruvo e Pielle Federico Campanella che la stagione dei bianconeri si è ribaltata da mediocre a stratosferica.
REAGIRE DA SQUADRA
Tutto sta girando male e non può essere solo sfortuna. Le modifiche sono state effettuate, gli assetti tecnico-tattici sono stati praticamente provati tutti quanti; eppure in un modo o in un altro si è sempre tornati al punto di partenza. Si può solo provare a sperare nel tempo, il fattore più prezioso tramite il quale gli Herons possono lavorare per raggiungere quella forma e quella forza a cui aspira. Battere l’imbattibile Rucker sarebbe il modo perfetto per ricordare finalmente a tutti che Montecatini c’è ed è una delle grandi della B Nazionale, un ruolo che per la matematica della classifica è provvisoriamente perso. Di fronte allo strapotere tecnico di Andrea Tassinari (15.6 punti e 4.1 assist), la sapienza cestistica di Matteo Picarelli (10.8 punti di media), la fisicità e l’atletismo di Giordano Pagani (12.9 punti e 4.9 rimbalzi) e dello sloveno Jakob Cebasek (11.8 punti e 6.5 rimbalzi) ed agli assist di Nicolas Morici (sono 4.2 a partita) è obbligatorio uno sforzo da gruppo vero, compatto e coeso.
Deve tornare la squadra che ha l’energia per reazioni pesanti, come si era intravisto nella prima metà di gennaio; contro l’armata veneta non è permesso squagliarsi alla prima difficoltà come nel derby contro La T Gema. Non potrà bastare l’apporto dei soliti due tenori Aukstikalnis e Chinellato, giocate importanti dovranno arrivare un po’ da tutti. Cambiare marcia soprattutto sotto canestro, dove è ancora tutto da scoprire come sono cambiati gli equilibri con l’innesto di Tsetserukou (difatti sia Giombini che gli stessi Sgobba e Natali potrebbero ritrovarsi con nuovi ruoli e mansioni), ed in difesa, il vero punto debole sul quale non è mai stato trovato una cura vera ed efficace. Vincere contro San Vendemmiamo servirebbe soprattutto a posare il primo mattone di una fiducia da riconquistare verso il proprio pubblico, il quale dopo la gigantesca delusione della stracittadina ha fatto capire verbalmente che la pazienza ha un limite e che le tante scottature di questa inspiegabile stagione la stanno esaurendo.








