Connect with us

Basket / Serie B Nazionale

Herons, senti Mastrangelo: «Dobbiamo replicare questo atteggiamento»

A tu per tu con l’ala della Fabo, a poche ore dalla sfida con Piacenza: «Abbiamo trovato un approccio diverso. Sacchetti? Una persona serena»

Dopo la tempesta è arrivata, attesa da tempo, la quiete. Un momento finalmente positivo che sta riportando entusiasmo e passione in casa Fabo Herons Montecatini, quattro affermazioni consecutive a cavallo tra anno vecchio e nuovo con cui è stato ripristinato il contatto con le zone alte del girone nord di B Nazionale. Le buone sensazioni potrebbero però durare meno del previsto se i termali lasciassero andare anche per un solo attimo il piede dall’acceleratore, vista la folta concorrenza per qualificarsi ai playoff.

Un discorso che vale anche per la prossima avversaria, l’Assigeco Piacenza, che fa parte di quel pericoloso gruppo. Dal precedente dell’andata ci sono stati molti cambiamenti tra le file rossoblù, non solo nello spirito ma anche e soprattutto nella composizione della rosa. Il valore dei ragazzi di coach Sacchetti sta piano piano emergendo e tra gli elementi che stanno facendo la differenza c’è un ‘nuovo’ acquisto estivo, tra virgolette perché pur essendo a tutti gli effetti alla sua seconda stagione insieme agli Aironi è a tutti gli effetti un’aggiunta in più rispetto all’anno scorso.

«RIENTRARE MI DATO CARICA»

«In generale mi sento bene – debutta Nicola Mastrangelo – anche se è normale che ogni tanto torni fuori qualche acciacco qua e là. Nonostante la riabilitazione che ho svolto per tutta l’estate, rientrare ed essere al 100% della condizione in tutte le partite è comunque un problema: è difficile per tutti gli altri, figurarsi per chi torna da un lungo stop come me. L’approccio che ho avuto alla nuova stagione ad agosto è stato improntato per rimettermi in pista e ritornare al lavoro con gli allenamenti. Tutto questo mi ha dato carica, mi ha aiutato a ritrovare fiducia e voglia e a immergermi totalmente in quello che faccio e che amo. Penso di aver fatto una buona stagione per ora, non sta andando male. Siamo tanti in squadra e per di più siamo di un livello ancora più forte rispetto all’anno scorso. Io sto cercando di dare una mano in ogni aspetto tecnico, credo di saper fare tante cose che potrebbero tornare utili in campo e penso di essere andato abbastanza bene in questo».

Oltre 9 punti di media in stagione per Mastrangelo, ala che dopo i gravi infortuni del 2024/25 si sta finalmente ritagliando lo spazio che cercava fin dal suo approdo negli Herons. Esemplare in questo senso la sua ultima prova contro Omegna, nella quale i dubbi legati ad un guaio muscolare sono stati spazzati via da una quasi-doppia doppia da 14 punti e 9 rimbalzi. La sua rinascita ricalca in parte la rinascita di una Fabo che ha vissuto sei sconfitte in sette gare tra novembre e dicembre scorso ma che adesso lavora per tornare sui suoi abitudinali passi: «Quello che abbiamo fatto nelle ultime settimane non credo sia frutto di un cambiamento drastico, al di là dei correttivi in rosa. Semplicemente ora c’è un approccio diverso, vedo stimoli in più che ci permettono di lavorare meglio in settimana e di arrivare più pronti la domenica. Se proprio devo trovare un cambiamento è il ‘vincere aiuta a vincere’, che ci sta motivando più di prima: ci riesce meglio cavalcare il momento in queste partite rispetto agli alti e bassi del girone d’andata. Tutte le squadre più forti del girone sono lì a pochi punti da noi, quindi nulla deve essere dato per perso così come nulla deve essere lasciato al caso sia fisicamente che mentalmente. Siamo a gennaio, tutto è ancora possibile».

Mastrangelo prosegue la sua analisi, parlando degli ultimi trionfi e proiettandosi sul futuro prossimo: «Secondo me sono tutti quanti successi diversi fra loro. La partita con Casale la dovevamo affrontare in un certo modo, lo abbiamo fatto ed abbiamo vinto con una certa facilità. Quella con Capo d’Orlando è stata approcciata male come spesso ci era già capitato ma, un po’ per orgoglio ed un po’ per riscatto personale, siamo comunque riusciti con le unghie e con i denti a portarla a casa. Nella partita con la Bakery, dove eravamo in emergenza, si è visto proprio quel qualcosa in più dal punto di vista mentale e di carattere che non eravamo riusciti ad esprimere nei mesi precedenti: quella vittoria ci ha permesso di fare un passettino in avanti. L’ultima gara infatti è stata gestita bene come approccio dal primo minuto fino alla fine e rispecchia il modo in cui vogliamo interpretare da qua in avanti il nostro percorso in campionato. A prescindere da ciò che arriverà sabato, questo mese sarà molto impegnativo. Vogliamo partire facendo bene nell’incontro di Piacenza, con l’Assigeco a pari punti con noi ma con scontro diretto a favore è una sfida importante. Dovremo arrivarci sereni e consapevoli dei nostri mezzi, cosa che probabilmente non è successa per buona parte della stagione. Dovremo replicare l’atteggiamento visto contro Omegna e in generale nelle ultime settimane».

«BENITES? UN FRATELLO PER ME»

Il cambiamento più impattante in questi mesi difficili è stato ovviamente quello effettuato in panchina, il passaggio da Federico Barsotti a Romeo Sacchetti come capoallenatore. Qui la curiosità sorge spontanea: se persino il meno coinvolto dei tifosi è rimasto sorpreso ed entusiasta dall’approdo dell’ex c.t. della Nazionale a Montecatini, come è stata vissuta la clamorosa novità dentro lo spogliatoio? «Ammetto che in realtà è stato un po’ strano – rivela l’ex Gema, Rieti e Ozzano –. Ovviamente tutti noi conosciamo bene chi è che cosa ha fatto nella sua storia, però da quel che si era saputo dalle cronache nazionali si credeva che avesse scelto di non allenare più. Non pensavo che Meo Sacchetti potesse rimettersi in gioco ripartendo da una categoria ‘minore’ rispetto a quelle in cui solitamente allenava, un campionato che non frequentava dall’inizio della sua carriera decenni fa. In quei giorni ne discutevamo tra di noi e ci faceva effetto immaginare che un nome così grande sarebbe potuto entrare nel gruppo squadra. Forse mi ero creato un po’ di aspettativa sul momento, piano piano si è affievolita non appena abbiamo iniziato a lavorare insieme. Una volta che lo conosci e lo vedi tutti i giorni in palestra capisci che si tratta di una persona assolutamente come le altre, un uomo tranquillo e sereno con cui puoi dialogare normalmente. Come lo vedete voi la domenica è come lo vediamo noi durante gli allenamenti. Da subito ci ha lasciato giocare ed esprimerci con molta libertà, però in cambio ci ha chiesto di cambiare un paio di aspetti a livello di gioco e soprattutto di approccio alle partite. Non è un allenatore di tante parole, nemmeno nel pre-gara ci lascia a lunghi discorsi: ciò che ci chiede è soltanto di rispettare i 2/3 input principali».

Gente che va, gente che viene. Per cambiare l’inerzia e restituire la motivazione mancante a lungo denunciata da Mastrangelo, i discorsi ed i confronti tra giocatori non potevano bastare. Alla fine si è scelto di cambiare anche tra le facce all’interno del roster ed il primo a lasciare, proprio in questi giorni, è stato Alberto Benites, atleta al quale l’intervistato è fortemente legato a causa dei tanti anni di servizio in compagnia l’uno dell’altro: «Insieme a Ben ho vissuto tante esperienze ed avventure, sia qui che a San Miniato (con cui sfiorarono l’A2 nel 2021/22). Su Alberto (trasferitosi in Sicilia a Piazza Armerina) non ho da dire altro se non che per me è un fratello sia dentro che fuori dal campo, il legame che ci unisce me lo porterò sempre nel cuore per tutta la mia carriera. Sarebbe stato bello arrivare insieme ad un traguardo importante, che però ci è sfuggito un paio di volte. Ognuno poi fa le scelte che ritiene personalmente più opportune: in ogni caso gli auguro di fare quello che gli piace, di stare bene e di trovare nella nuova squadra la serenità che qui stava venendo a mancare tra infortuni e dinamiche varie».

Dopo aver immaginato il futuro a breve termine, chiediamo a Mastrangelo cosa potrebbe riservare il futuro a lungo termine. L’ala però, forse consapevole delle proprie disgrazie dello scorso anno, si mostra cauta: «Non mi proietto troppo avanti con le previsioni, chi segue questo campionato sa che lo scenario a gennaio può essere molto differente a giugno. Mi auguro però che la squadra possa arrivare ogni domenica nelle migliori condizioni possibili e di poter sfruttare le nostre caratteristiche migliori. Sappiamo di essere forti ma non dobbiamo perdere tempo a guardare il percorso degli altri, ci dobbiamo concentrare sul nostro e fare ciò che sappiamo fare». Forse una soddisfazione da togliersi al più presto potrebbe essere un successo nel derby di Montecatini? Mastrangelo non ci è riuscito in campionato né con gli Aironi né quand’era dall’altra parte del guado. La sua risposta è invece completamente diversa: «In realtà ti dico di no perché, come si suol dire, i conti si fanno alla fine. Sicuramente è una partita dal gusto particolare, così come lo sono anche le tante altre che abbiamo in programma con le squadre di fascia alta, perciò deve essere preparata e gestita bene come tutte le altre sfide. Una cosa che invece mi farebbe molto molto piacere poter rivivere il più presto possibile è giocare al PalaTerme: poter riabbracciare la nostra casa insieme ai nostri tifosi potrebbe davvero darci una grossa spinta emotiva».

Condividi:
Comments
WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com