La stagione della Pistoiese è (finalmente) finita e i tifosi tornano a farsi sentire: «L’Amministrazione deve muoversi per lo stadio Melani e i Ferrari dovrebbero rimettere la società al Sindaco per vedere se ci fosse qualche acquirente interessato»
“È con profonda amarezza che dobbiamo purtroppo prendere atto che il calcio a Pistoia sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia quasi centenaria: eppure siamo nella terza serie professionistica nazionale e, almeno finora, non abbiamo corso seri pericoli di retrocessione sino dal primo anno del ritorno in serie C, né corriamo o abbiamo corso pericoli di crisi societaria o finanziaria, e di questo corre l’obbligo di riconoscerne merito alla dirigenza. Ma, detto questo, ci stiamo rendendo conto che intorno a noi sta andando tutto a rotoli“.
Inizia con queste parole il comunicato diramato dai Cuori Arancioni, gruppo di tifosi della Pistoiese che dopo la fine di questa nefasta stagione sportiva della squadra ci ha tenuto a dire la propria: “Questo comunicato si vuole rivolgere innanzitutto all’Amministrazione: è necessario creare presupposti per fare calcio, e il primo di questi è sicuramente rappresentato dagli impianti sportivi, sia per la prima squadra che per il settore giovanile, e da uno stadio degno di tale nome: dopo anni di mancati interventi (o interventi insufficienti) e di deroghe siamo arrivati alla resa dei conti, con l’ultimo campionato giocato in una cornice triste e desolante con un solo settore aperto per il pubblico locale, peraltro sempre più scarso nell’indifferenza generale.
Questo comunicato si vuole inoltre rivolgere all’imprenditoria locale: in 10 anni di permanenza alla guida della famiglia Ferrari, un record di longevità per la società Pistoiese, sono stati pochissimi gli imprenditori che hanno risposto all’appello del presidente di accorrere per contribuire ad aiutare nella gestione della società. Ci piacerebbe tanto sapere quali sono le reali motivazioni di una tale indifferenza.
Vogliamo in questa ottica chiedere anche alla famiglia Ferrari, che sempre ha dichiarato pubblicamente di essere disposta anche a cedere la Pistoiese qualora si presentasse l’occasione giusta per la città, di fare un passo dimostrativo concreto al fine di scuotere questa situazione di indifferenza che si è oramai venuta a creare intorno alle nostre sorti, come detto poc’anzi, rimettendo la società nelle mani del sindaco per un periodo di tempo prestabilito entro il quale qualcuno possa presentarsi per rilevarla: qualora non si presentasse nessuno neppure in questo caso, la proprietà potrebbe andare avanti nella gestione con la consapevolezza di essere sola al comando e dando dimostrazione anche a tutti noi tifosi e alla città che ormai delle sorti della squadra di calcio della nostra città non interessa a nessuno”.



