Il Forlì ai raggi X: cosa tenere d’occhio nello scacchiere biancorosso?

Forlì senza Erik Ballardini e due attaccanti, ma che può comunque contare su un reparto avanzato importante e su alcune certezze difensive

49 punti in 28 giornate, 39 gol fatti e 25 subiti, terza posizione in classifica. Questo, in estrema sintesi, è il bottino raccolto in poco più di due terzi di campionato dal Forlì. La squadra biancorossa sarà la prossima avversaria della Pistoiese nella 29° giornata del Girone D di Serie D, in un confronto che potrebbe rilanciare o stroncare le ambizioni di primato di entrambe le squadre. Andiamo quindi a vedere, reparto per reparto, i punti di forza e le possibili debolezze della compagine romagnola.

PORTIERE

Partito inizialmente come secondo portiere, Enrico De Gori si è ritagliato col passare delle settimane il posto da titolare tra i pali. Classe 2001, col suo inserimento il Forlì ha migliorato i propri numeri difensivi, raccogliendo 8 porte inviolate nelle 15 partite giocate da De Gori, oltre il 50%. Le reti subite ammontano invece ad undici, un numero tutto sommato comunque buono. Il suo predecessore, divenuto ormai secondo portiere, è il 2003 Riccardo Ravaioli, che è stato titolare fino all’infortunio che lo ha colpito a fine novembre. Da lì in poi De Gori ha giocato prima per necessità e poi per scelta del tecnico Graffiedi, che gli ha, sembra definitivamente, affidato le chiavi della retroguardia.

DIFENSORI

Il Forlì in difesa può contare su due centrali d’assoluto valore, che fino ad oggi hanno garantito un rendimento costante per tutto il campionato. Coi suoi oltre 2500 minuti Matteo Ronchi è il giocatore più presente dell’intera rosa, mentre Marco Maini si è dimostrato anche pericoloso in area avversaria grazie alle due reti messe a referto. Assente invece per infortunio il 22enne Sedioli, che sulla carta sarebbe stata una preziosa alternativa. Nella posizione di terzino destro si giocano il posto le quote Fornari e Morri, col primo favorito e che ha già collezionato 28 presenze in stagione. Sulla corsia mancina possono giocare sia Paolo Rrapaj, che nasce come esterno e ha quindi grande attitudini offensive, sia Adriano Fusco, che viste le assenze a centrocampo potrebbe trovare posto da titolare nel match di domenica.

CENTROCAMPISTI

Sono in diversi a potersi giocare la posizione di vertice basso davanti alla difesa nel 4-1-4-1. Sia Pari che Piva sono mediani di ruolo, entrambe quote per altro, col primo che ha dalla sua un maggior minutaggio stagionale. Niccolò Scalini è più offensivo e potrebbe quindi giocare qualche metro più avanti, accompagnando anche in qualche circostanza la manovra offensiva. Al suo fianco non ci sarà il leader e veterano Erik Ballardini, fermato dal giudice sportivo per un turno. La buona notizia in casa Forlì è però il possibile rientro del fratello, Elia Ballardini, che si candida quindi ad una maglia da titolare. Nel caso in cui non dovesse farcela è pronto il già citato Rrapaj, abile a ricoprire diverse posizioni sul terreno di gioco.

ATTACCANTI

Quello offensivo è sicuramente il reparto in cui il Forlì è stato maggiormente penalizzato dagli infortuni. Sono infatti fermi da diverse settimane sia Alessandro Tascini, a segno nel match d’andata, che Luca Cognigni, arrivato a dicembre dal Legnago Salus. Due pezzi da novanta ai quali c’è da aggiungere il 2001 Manara, che a novembre ha subito la rottura del legamento crociato. Nel ruolo di centravanti spazio quindi alla quota Pietro Biancheri, ex Piacenza, ma non è da escludere nemmeno l’utilizzo di Caprioni, il quale nasce però esterno d’attacco. Proprio sulle fasce Graffiedi ha diverse alternative, oltre al già citato Caprioni, che rispondono ai nomi di Nardella, classe 2004, e Varriale, uno dei più positivi dei suoi con 7 reti all’attivo. Occhio anche alla pista Eleonori, quota molto interessante che ha già collezionato 19 presenze stagionali.

Redazione PtSport
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