Coppini (DS Ferruccia): «Nel girone di ritorno vogliamo divertirci»

Intervista ad Alessio Coppini, direttore sportivo della Ferruccia, regina indiscussa del mercato: «Nel 2020 non so se giocheremo ancora al Raciti»

Una promozione meritata, poi un ritorno sulla terra terribile e adesso la speranza riaccesa. Il girone di andata della Ferruccia si può riassumere brevemente così. Un inizio da incubo, con la squadra biancoarancio che aveva racimolato solo tre punti nelle prime otto giornate. Poi una leggera ripresa prima del mercato, in cui la società è intervenuta massicciamente.

Con i nuovi innesti, la Ferruccia ha migliorato la sua situazione e ieri, col successo esterno contro il Pistoia Calcio, è salita a quota 13 con cinque punti di distacco sull’ultimo posto. Al momento si giocherebbe i playout, ma in società tutti si augurano che il divertimento sia solo iniziato.

Abbiamo raggiunto per telefono il direttore sportivo della squadra Alessio Coppini, che ci ha raccontato come si è mosso sul mercato e cosa prevede per il girone di ritorno. Inoltre, quasi a sorpresa, ci ha rivelato che la società sta pensando seriamente di cambiare la sede delle proprie gare casalinghe.

Signor Coppini, come possiamo definire il mercato che avete appena concluso?

«Rivoluzionario, anche se abbiamo mandato via solo pochi giocatori. Purtroppo abbiamo approcciato questo campionato come se fossimo ancora in Terza Categoria e abbiamo pagato quest’errore. Aver fatto solo tre punti nelle prime giornate, e tra l’altro immeritatamente perché il Pietà giocò nettamente meglio, ci ha fatto capire che avevamo bisogno di esperienza. Perciò il nostro obiettivo è stato puntare su giocatori navigati e purtroppo cedere delle promesse. Salutare alcuni giovani validi come Giaculli, Pieraccioni, Nannini, Franchi (tornati in Terza) e Grieco (passato allo Spazzavento) è stata una scelta dolorosa ma inevitabile».

Qual era il reparto che secondo voi doveva essere maggiormente puntellato?

«Considerando i pochi gol realizzati in avvio di campionato, abbiamo dato un occhio di riguardo a centrocampo e attacco. Avevamo bisogno di qualcuno che facesse fare il salto di qualità a Burchietti, che per fortuna sta migliorando sempre più di condizione. Senza dubbio le operazioni che ci sono riuscite meglio sono l’arrivo di Jakaj e soprattutto i ritorni degli attaccanti Bastogi e Petanzoni. Ci hanno dato una grossa mano nella promozione e sono sicuro che ci aiuteranno anche a salvarci».

Quali sono stati gli ultimi colpi prima della chiusura del mercato?

«Abbiamo da poco acquisito un nuovo portiere: si chiama Alessandro Straface, classe 1992. Ha giocato in Serie C con la maglia del Cosenza ed ha avuto esperienze anche in Serie D. L’abbiamo rilevato dalla Futa poiché si sposta spesso per motivi di lavoro. Sono sicuro che collaborerà al meglio col nostro attuale portiere Demarcus, visto che puntiamo forte su entrambi. In questo girone di ritorno ci vogliamo divertire».

A proposito del girone di ritorno: la vittoria di domenica scorsa (22 dicembre, ndr) col Pistoia vi avrà portato una ventata di ottimismo…

«Sicuramente. Domenica è stata una partita strana: avevamo un po’ di paura quando siamo scesi in campo. Il Pistoia Calcio è una squadra battagliera, ricca di giovani che venderà cara la pelle per salvarsi. Per fortuna ci siamo sciolti col passare dei minuti e non abbiamo preso troppi rischi, facendo un’ottima prestazione. Con questo successo ci siamo agganciati al quint’ultimo posto e abbiamo messo le carte in regola per cominciare il 2020 con serenità».

Con mister Mari la fiducia è tornata a livelli massimi dunque…

«La fiducia nel nostro allenatore non è mai mancata. Abbiamo avuto qualche diverbio e per superarlo ci siamo presi una pausa di riflessione. Però, dopo una decina di giorni, abbiamo capito che non era giusto salutarci. Noi ci sentiamo una famiglia e non ce la sentiamo di cambiare guida se non per motivi particolari. Ancora non abbiamo superato del tutto la tempesta, però i risultati stanno arrivando e il peggio pare alle spalle. Al momento posso dire di aver preso la giusta decisione».

Come vede la lotta al vertice? La prossima gara sarà sul campo del dominatore Pescia…

«Sono una squadra quadrata e sarà dura affrontarli. Andiamo laggiù per giocarcela però ovviamente non faremo drammi in caso di sconfitta. Inoltre si sono pure rinforzati con Forcieri: farà una valanga di reti, ne sono certo. Per il vertice vedo bene loro e anche i Giovani Rossoneri con cui abbiamo perso la scorsa settimana. Mi hanno impressionato, se mister Ermini avesse avuto qualche infortunio in meno sono certo che avrebbero tallonato il Pescia».

Una piccola battuta finale: la prima vittoria casalinga arriverà presto?

«Lo spero tanto e tra l’altro devo annunciare che non siamo sicuri di proseguire la nostra stagione al “Raciti” di Quarrata. L’anno scorso giocavamo ad Agliana di sabato e non avevamo problemi, ma quest’anno dovevamo per forza cambiare sede. Abbiamo scelto il “Raciti” ma ci stiamo rendendo conto di pagare una cifra esagerata: il terreno è spesso in condizioni pessime. Non possiamo sostenere il costo di un campo che non vale il prezzo che stiamo pagando. Perciò stiamo valutando di trasferirci a Vignole, ma ancora non abbiamo preso decisioni ufficiali. Valuteremo il da farsi dopo le feste».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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