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Calcio / Serie D

La capacità di essere ovunque: Simone Biagi si è preso la Pistoiese

Non è un caso che la Pistoiese sia tornata a vincere dopo il pieno recupero di Biagi, pedina fondamentale nel centrocampo arancione

Uno scatto, un altro ancora, poi un recupero e un intervento in scivolata. E ancora dopo un cambio di campo da una fascia all’altra, seguito da un inserimento senza palla. Non stiamo dando i numeri e non stiamo elencando gesti tecnici casuali, stiamo soltanto raccontando la prestazione che Simone Biagi ha sfoderato a Sasso Marconi. Al Carbonchi la copertina se la sono presa Russo e Giuliani, autori rispettivamente di due gol e di due parate fondamentali. E forse è anche giusto così, perchè il calcio è fatto di gol e di episodi e quindi ai fini della vittoria della Pistoiese le gesta tecniche del novantanove e del dodici hanno trovato ampia e meritata considerazione. Ma non parlare della prova di Biagi sarebbe un sacrilegio. Quella di Biagi è stata una prova totale: da numero dieci, come quello che ha sulle spalle, ma anche da otto, da quattro e da sei.

Probabilmente l’aggettivo che riassume meglio la sua gara è “totale“. A Sasso Marconi Simone Biagi era ovunque, nel vero senso della parola. Potevi trovarlo nel cerchio centrale del campo a dettare i ritmi, ma anche in area avversaria a rifinire un’azione offensiva o nei propri sedici metri a interrompere una manovra avversaria. La rete del vantaggio nasce da un suo recupero a trenta metri dalla propria porta, mentre è lui a procurarsi il rigore dello 0-2 con uno scambio con Russo e un inserimento in area. Due “frame” che raccontano solo in parte il pomeriggio di Biagi, che ha preso in mano la mediana arancione anche con tante giocate semplici, magari meno appariscenti, ma fatte perfettamente e coi tempi giusti. La facilità di esprimere calcio è probabilmente una delle qualità migliori dell’ex Ravenna, che contro i gialloblu ha disputato per distacco la miglior partita stagionale.

Quella di Biagi è una crescita iniziata con l’arrivo del 2026 e col cambio d’allenatore. Dopo aver saltato l’Imolese per squalifica, ha segnato a Milano il gol dell’1-2, mentre con la Rovato ha dettato i tempi di gioco per tutta la durata del match. Venti giorni in costante e continua ascesa e non è casuale che la Pistoiese sia tornata a macinare gol e risultati dopo aver ritrovato a pieno il proprio numero dieci. Dati alla mano, la stagione di Biagi lo ha sempre visto tra i protagonisti della formazione arancione. Eccezion fatta per il primo mese di campionato, saltato per un infortunio, quando disponibile il centrocampista aretino è sempre sceso in campo. Dodici volte ha giocato da titolare, tre dalla panchina, l’ultima delle quali però addirittura a metà ottobre. Tradotto: Biagi era in in campo anche nel periodo positivo tra ottobre e novembre e in quello negativo di dicembre.

Il suo impatto sull’economia della squadra non era però paragonabile a quello di adesso. In più di un’occasione era apparsa evidente la difficoltà di condividere la cabina di regia con Maldonado, l’elemento più “accentratore” del gioco della Pistoiese. Costretto a rimanere confinato nella casella di mezzala, solo a tratti si era visto il “vero” Biagi. Con Lucarelli la musica è cambiata ed è impossibile non attribuire quanto meno parte del merito al cambio di modulo. Il 4-3-3 ha liberato Biagi dai compiti di copertura sulla fascia, essendoci ora l’esterno d’attacco ad aiutare il terzino di fascia in fase di non possesso. In precedenza, giocando coi quinti sulle corsie laterali, anche la mezzala doveva occuparsi di scalare sull’esterno, perdendo parte della propulsione offensiva.

E così adesso le mezzali hanno tanto spazio per poter portare il pallone, uno degli aspetti in cui Biagi riesce a essere più pericoloso. Grazie alle doti balistiche di cui è in possesso, non è raro vedere Biagi “cavalcare” palla al piede per poi calciare in porta anche da distanze apparentemente proibitive. Qualità tecniche che lo rendono imprevedibile anche per le difese avversarie. A tutto ciò si aggiunge anche la convivenza con Della Latta, che sembra già essere a ottimi livelli. Ma d’altronde quando si ha a che fare con due giocatori che sanno fare calcio, è piuttosto semplice farli coesistere all’interno del rettangolo verde. Biagi si è preso la Pistoiese e non ha alcuna intenzione di lasciarla.

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Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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