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Calcio / Serie D

La forza della testa: Pistoiese avanti, ma la battaglia continua

Mentalità, compattezza e 3.500 cuori al Melani: la Pistoiese vince il primo atto. Ad Ancona però servirà la stessa fame

Ci sono vittorie che raccontano molto più del risultato. Il 2-0 con cui la Pistoiese ha superato l’Ancona nell’andata della finale di Coppa Italia non è soltanto un vantaggio da difendere al ritorno, ma la fotografia di una squadra che ha saputo giocare prima con la testa e poi con i piedi. Lo ha detto chiaramente Cristiano Lucarelli nel post gara: senza applicazione, concentrazione e cura dei dettagli non sarebbe stato possibile battere un’Ancona che arrivava da nove vittorie nelle ultime dieci partite. E in effetti la differenza, mercoledì, è stata tutta lì. Nella mentalità.

La Pistoiese non ha avuto un approccio semplice. Nei primi minuti i dorici si sono fatti preferire per intraprendenza e organizzazione, mostrando solidità e qualità. Ma gli arancioni non si sono disuniti, non hanno forzato le giocate, non hanno perso equilibrio. Hanno aspettato il momento giusto, sono cresciuti con pazienza e hanno colpito con lucidità. Compattezza tra i reparti, linee strette, attenzione nelle marcature e quella sensazione, sempre più evidente, di squadra che sa cosa fare in ogni fase della partita. È qui che si vede il lavoro mentale. In settimana Lucarelli aveva parlato di concentrazione totale, di isolamento dalle voci e dalle polemiche. Di quel famoso “carrarmato” dentro cui chiudersi per non disperdere energie. E la Pistoiese, contro i dorici, è sembrata davvero blindata. Dentro al campo e fuori. Nessuna distrazione, nessuna frenesia. Solo sostanza.

Dentro questa solidità collettiva, però, ci sono anche volti e nomi che hanno fatto la differenza. Federico Russo e Kamal Rizq, ancora una volta, sono stati decisivi. Il numero 99, oltre a procurarselo, si è preso la responsabilità del rigore con la freddezza di chi certe partite le ha già vissute e sa come si interpretano. Rizq ha confermato il suo momento straordinario, lavorando per la squadra, attaccando la profondità e incidendo nel momento che ha indirizzato il match. E poi c’è Kharmoud. Rispolverato dopo settimane in cui aveva trovato meno spazio, è stato determinante sia sabato in campionato contro il Tuttocuoio sia nella finale d’andata. Ha dato equilibrio, qualità e personalità. Due prestazioni che raccontano di un giocatore pronto, mentalmente dentro il percorso, capace di farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa.

Ma la parola chiave, oggi, deve restare equilibrio. Perché non è finita. L’Ancona è squadra vera, lo ha dimostrato soprattutto nelle prime battute e in alcuni frangenti della ripresa. Al Del Conero sarà un’altra partita, con un ambiente caldo e una formazione che segna con continuità. Il 2-0 è un vantaggio importante, ma non è una sentenza. Servirà la stessa testa, la stessa solidità, la stessa capacità di soffrire nei momenti giusti. Un capitolo a parte lo merita il pubblico. 3.500 spettatori al Melani, di cui circa 622 arrivati da Ancona. Una cornice degna di una finale, con una Nord che ha spinto dal primo all’ultimo minuto e non ha mai smesso di cantare, nemmeno nei momenti più delicati. La squadra ha sentito quella spinta, l’ha assorbita e l’ha restituita con una prestazione matura. È questo il calcio che scalda il cuore: stadio pieno e tanta tanta passione.

E poi c’è Lucarelli. Di partite così ne ha giocate tantissime, in categorie ben diverse, con pressioni ben più pesanti. Non ha nulla da imparare su come si vivono queste sfide. E oggi sa trasmetterlo. Sa far capire ai suoi cosa significa giocare una finale, come si gestiscono i momenti, come si tiene la barra dritta quando il rumore attorno aumenta. La differenza, spesso, sta proprio lì, nella capacità di far restare tutti dentro il binario giusto. La Pistoiese ha vinto il primo round con merito. Con testa e cuore. Ma la storia non è ancora scritta. Ad Ancona servirà la stessa armatura. Lo stesso carrarmato. E la stessa fame.

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Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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