Calcio / Terza Categoria
Otto mesi di squalifica in Terza Categoria: ne parla anche Calvarese
Calvarese, ex arbitro, ha postato sui social la squalifica di un giocatore del Capostrada. Ma i fatti sembrano essere andati diversamente
Il bollettino del giudice sportivo della scorsa settimana presentava una squalifica particolarmente lunga: ben otto mesi. L’episodio si riferisce alla partita di Coppa Provinciale di Terza Categoria, disputata il 14 gennaio, tra Capostrada e Olmi, per la cronaca terminata 0-2 in favore degli ospiti. Stando a quanto riportato sul comunicato, Matteo Tosi, giocatore del Capostrada, è stato squalificato fino al 30 settembre 2026. Queste le motivazioni: “Ammonito a seguito di fallo commesso nei confronti di un avversario alla notifica gettava del fango contro il D.G. colpendolo al volto e sulla divisa senza procurargli dolore. Alla notifica di espulsione offendeva e minacciava reiteratamente il D.G”.
Sull’episodio si è espresso anche il noto ex arbitro Giampaolo Calvarese, attraverso i propri profili social: Un altro episodio di violenza contro un arbitro sui campi di provincia – si legge -. Nella gara di Terza categoria toscana tra Capostrada Belvedere e Olmi, un calciatore dei padroni di casa, dopo aver ricevuto un’ammonizione, ha lanciato del fango contro il Direttore di Gara, colpendolo al volto e sulla divisa. Come riferisce Tuttocampo, il gesto è stato “seguito da pesanti offese e minacce dopo l’espulsione”. La squalifica comminata dal Giudice Sportivo è di più di 8 mesi: durerà fino al 30 settembre 2026.
In realtà però la vicenda sembra essere andata diversamente rispetto a quanto riportato nel bollettino (e quindi in precedenza nel referto arbitrale). Stando a quanto emerso, Tosi, rialzandosi dopo un contrasto sul campo in pessime condizioni e interamente coperto di fango, si sarebbe solamente pulito la maglietta, sollevando quindi il fango che avrebbe involontariamente colpito l’arbitro che si trovava nelle vicinanze. Il direttore di gara ha quindi espulso il giocatore, che è andato su tutte le furie offendendo verbalmente l’arbitro.





