Calcio / Serie D
Pistoiese-Piacenza, in panchina la sfida tra due esteti del calcio
Tra le chiavi della sfida di domenica c’è anche il confronto tra allenatori che puntano su un gioco spumeggiante e offensivo
Cristiano Lucarelli da una parte, Arnaldo Franzini dall’altra: saranno anche loro i protagonisti del big match di domenica tra Pistoiese e Piacenza. Due tecnici che hanno costruito buona parte della propria carriera sviluppando un calcio propositivo e offensivo, facendo uso spesso del 4-3-3 come modulo di riferimento. Ma tra i due ci sono anche differenze, di percorso e pure di curriculum. Uno degli aspetti che però hanno in comune è la mentalità vincente che sono sempre (o quasi) riusciti a trasmettere alle proprie squadre. E non è un caso che arancioni e biancorossi arrivino allo scontro diretto in un ottimo momento di forma: i primi sono stati “rivitalizzati” da Lucarelli nel 2026, i secondi, dopo alti e bassi nello spicchio iniziale di campionato, hanno trovato continuità proprio dando fiducia alle idee del trainer di Vernasca.
LA STORIA DI FRANZINI
Classe 1968, Franzini è un allenatore che si forma “in casa”, esordendo in Serie D nel 2011 col BettolaPonte, il clun antenato della Pro Piacenza. Ed è proprio alla guida di quest’ultima che Franzini si iscrive all’albo degli allenatori vincenti, conquistando nel 2014 la promozione tra i professionisti. Un successo a suo modo storico, perché la Pro precede in classifica anche il “vero” Piacenza, fallito nel 2012 e ripartito dall’Eccellenza, che non va oltre il terzo posto. Nella stagione seguente il tecnico si mette in gioco per la prima volta tra i professionisti e porta la Pro alla salvezza dopo i playout. Ma nell’estate 2015 arriva la chiamata del Piacenza, che punta con decisione a tornare in Serie C. L’annata si rivela trionfale: 96 punti, record assoluto nella storia della Serie D, e ritorno in terza serie in grande stile.
Nelle quattro stagioni successive Franzini porta sempre il Piacenza ai playoff, addirittura con un secondo posto nella stagione 18/19, lasciando il segno soprattutto per il suo gioco spumeggiante e votato all’attacco. Nel 4-3-3 del tecnico piacentino, oltre a numerosi giocatori offensivi, ricopre un ruolo chiave anche Simone Della Latta, ora alla Pistoiese, perno della mediana dal 2017 al 2020. Dopo il Covid, col Piacenza che rinuncia ai playoff nell’estate 2020, Franzini decide di tornare tra i dilettanti sposando l’ambizioso progetto del Seregno. L’avventura inizia bene, coi lombardi che si issano in vetta al Girone B, ma un paio di ko di troppo portano all’esonero nel mese di febbraio, appena un mese dopo l’arrivo in società, come direttore generale, di un altro volto noto nel mondo arancione, quello di Luca Pacitto.
Dopo un anno e qualche mese di inattività, Franzini riparte nell’estate 2022 dal Lumezzane e anche in questo caso la stagione finisce nel migliore dei modi, con la vittoria del campionato e la promozione in Serie C. L’ex Pro Piacenza guida i lombardi anche in terza serie, centrando due salvezze consecutive nel 2024 e nel 2025. Arriviamo poi ai trascorsi recenti, a quella chiamata del Piacenza che porta con sé un mix tra l’adrenalina della sfida e il dolce ricordo di un felice passato. Dopo una partenza a singhiozzo, con tre sole vittorie in otto giornate, i biancorossi iniziano a recuperare terreno e arrivano al big match con la Pistoiese in quarta posizione con 42 punti, sei in meno del Lentigione capolista.
LUCARELLI E I SUOI RITORNI
La carriera di Lucarelli, dopo aver appeso le scarpette al chiodo nel 2012, inizia invece subito dai professionisti. Prima il Viareggio, poi le avventure con Pistoiese e Tuttocuoio, che fanno assaporare al livornese anche il gusto amaro dell’esonero. A Catania, nel 2017/18, disputa un campionato di vertice culminato col secondo posto dopo il duello col Lecce, ma viene eliminato in semifinale playoff dal Siena dopo i calci di rigore. L’estate successiva lo chiama il Livorno, in Serie B, e pur consapevole delle difficoltà, un amaranto come lui non può tirarsi indietro: d’altronde, al cuor non si comanda. Esonerato solo pochi mesi dopo, a novembre, undici mesi più tardi torna al Catania, portato nuovamente ai playoff nella stagione “mozzata” dall’arrivo del Covid. Nel 2020/21 si concretizza la miglior stagione della carriera per Lucarelli.
La sua Ternana gioca un calcio spettacolare, domina in lungo e in largo su tutti i campi e vince il campionato di Serie C con record di vittorie esterne, punti fuori casa e distacco sulla seconda. Il giusto premio per un allenatore partito dalla sua Toscana ma capace di conquistare stima e credibilità a ogni latitudine dello stivale. Seguono tre anni, seppur non interi, in Serie B con la formazione umbra, tra esoneri e subentri, prima dell’addio definitivo nel novembre 2023. Nemmeno il tempo di disfare le valigie che l’ex attaccante viene richiamato, per la terza volta, dal Catania. In Sicilia si ricrea il feeling con la piazza, che però non va di pari passo coi risultati. I rossoblu arrivano fino alla semifinale di Coppa Italia Serie C, ma gli alti e bassi in campionato portano all’esonero nella primavera del 2024.
CREDERE NEL TRIDENTE
Scavando nel passato di Franzini, è facile vedere come l’allenatore piacentino abbia basato buona parte dei propri successi sul 4-3-3. Una squadra spregiudicata, sempre votata all’attacco e con due esterni capaci di creare superiorità numerica tra la trequarti e l’area di rigore. Quest’anno il Piacenza ha a disposizione due esterni “atipici”, non più giovanissimi ma estremamente dotati tecnicamente. A destra agisce Mustacchio, trentasei primavera, a sinistra D’Agostino, classe 1992, che è anche il miglior marcatore del club. Attenzione però anche all’alternativa del 4-3-1-2, con D’Agostino dietro le punte e Mustacchio più centrale al fianco della punta. E non è da escludere nemmeno uno schieramento più accorto, con l’inserimento di un centrocampista al posto di un elemento offensivo.
Un discorso simile lo possiamo fare per la Pistoiese di Lucarelli. Fin dal suo arrivo il livornese ha messo in soffitta il 3-5-2 del girone d’andata, rilanciando l’Olandesina col tridente d’attacco. A beneficiarne, in positivo, è stato in primis Federico Russo, autore di quattro gol e tre assist nelle ultime tre partite. Ma più in generale l’intera squadra è sembrata rivitalizzata: a centrocampo Maldonado è tornato il leader che tutti conoscevano, mentre ai suoi fianchi il mastino Biagi e il “ragioniere” Della Latta hanno cambiato volto alla Pistoiese. D’altronde l’atteggiamento offensivo è sempre stato un mantra per Lucarelli, come lui stesso ha ricordato più di una volta. Gli ingredienti per una super sfida ci sono tutti. Che vinca il migliore.




