Calcio / Prima Categoria
Prima Categoria: metà stagione a due velocità per le pistoiesi
Bilancio di fine girone d’andata: Aglianese e Monsummano avanzano la loro candidatura per la Promozione, la delusione è il Quarrata
Ed ecco il momento: il 2025 volge al suo termine e non si può negare che sia stato un anno a due velocità per i club pistoiesi in Prima Categoria. Da una parte le due big, Aglianese e Monsummano, a mantenere in alto l’onore del calcio della nostra Provincia in un torneo che mai come in questi mesi si è fatto così tirato ed indecifrabile. Dovevano essere le carte principali per in ottica titolo finale e ad oggi lo sono ancor di più, nella speranza che il 2026 regali quel salto in Promozione che a maggio non è arrivato.
Poi ci sono le altre quattro: nel girone B Atletico Spedalino, Montagna Pistoiese e Cqs Tempio sapevano che in questa stagione ci sarebbe stato da remare ogni settimana per ottenere la salvezza. Per il momento sono tutte e tre in piena lotta ma solo in uno di questi casi, quello dell’Atletico, si sta provando ad andare oltre l’obiettivo. La delusione è certamente rappresentata da un Quarrata che non si è ambientato nel girone C e che per il momento rischia grosso.
DUE CARTE PER LA PROMOZIONE
Dalle cinque squadre che ci avevano lasciato a maggio alle sei che abbiamo ritrovato a settembre. Retrocessioni non ci sono state, a dire il vero il Tempio Chiazzano era finito in Seconda ma tutto è stato cancellato dalla fusione col Cqs Pistoia di quest’estate. Dal piano di sopra scende il Monsummano, da quello inferiore arriva la Montagna: è proprio l’avvio arrembante dei neopromossi biancoazzurri (per alcune settimane ai margini della zona playoff) uno degli eventi salienti delle prime giornate, nelle quali emergono praticamente subito gli attuali valori in campo. L’Aglianese non si è mai nascosta nelle sue intenzioni sin dal mercato di livello superiore, motivo per cui i neroverdi scappano subito via nel girone B senza però occupare il trono della classifica. Confermandosi a punteggio pieno dopo le prime sei partite sono proprio gli amaranto di mister Panati a volare in testa. Con le reti di bomber Guarisa, le invenzioni di Biagioni e Mancino ed una difesa quasi impenetrabile, il Monsummano arriva a raggiungere un vantaggio di 5 lunghezze sulle inseguitrici.
In breve tempo però si passa al cambio della guardia. Gli amaranto, dopo alcune vittorie ottenute sul filo di lana, rallentano la propria corsa e si vedono superare sia dai propri rivali che dallo scomodissimo terzo incomodo, la formazione pisana del Fornacette. Al contrario è l’Am Aglianese a spiccare il volo: risolte le poche incertezze iniziali Raimondo e compagni avviano una progressione importante di risultati intorno a metà girone d’andata che li porta a chiudere l’anno solare al primo posto. A prendersi la copertina tra novembre e dicembre sono le magie su punizione e non solo di Bastogi, così come la serie di cinque successi che con cui i neroverdi azionano la freccia.
Chissà però che nel frattempo l’inerzia non si sia ribaltata di nuovo. Nell’atteso scontro diretto del 13 dicembre è stato infatti il Monsummano ad espugnare con merito lo stadio Bellucci per 1-0 e a prendersi lo scalpo della capolista. E’ a causa di questo risultato che si giunge alla pausa di Natale con tre squadre al comando nell’arco di due punti, una lotta che proseguirà nel 2026 con l’ultima giornata del girone d’andata con l’altro duello al vertice tra Monsummano e Fornacette. Se l’andazzo resterà il medesimo, ne vedremo tanti altri di colpi di scena prima di arrivare al verdetto più atteso e sognato da giocatori e tifosi.
EQUILIBRIO IN ZONA SALVEZZA
Se è giudicata appassionante la lotta in alta classifica nel girone B, che cosa dire allora di ciò che sta accadendo nelle parti medio-basse. Con 9 punti a separare il settimo ed il sedicesimo posto e 4 punti in cui si racchiudono le ultime sei della classe, siamo ben oltre il concetto di mucchio selvaggio. Detto della partenza sprint della Montagna, chi è andato subito in difficoltà tra settembre ed ottobre è stato uno Spedalino spesso fregato dagli episodi sfavorevoli e condannato per un lungo tratto di stagione a restare chiuso in fondo alla graduatoria. Rendimento leggermente migliore in casa Cqs Tempio, anche se pure il neonato club non concretizzi nella misura richiesta la manovra veloce e non trovi modo di liberarsi dalla zona playout.
Il turning point delle annate sportive di arancioblu e rossoblù arriva in data 2 novembre, quando le due compagini si affrontano a Chiazzano. L’esito è secco e senza repliche: finisce 3-0 per l’Atletico, il quale non aveva ancora vinto un match in campionato (mentre in Coppa Toscana l’undici di mister Ermini è la miglior pistoiese assieme all’Aglianese uscendo agli ottavi di finale) e che da questo primo mattoncino costruisce la propria rimonta nel nome della solidità e dell’agonismo. Per il Tempio invece quel tonfo ha dato origine ad una spirale di eventi negativi che hanno costretto all’ultimo posto, liberato proprio dall’Atletico, ed al cambio allenatore, da Nencini a Fabbri, che effettivamente ha dato nuova linfa al gruppo ma che non è bastato a dare una scossa a livello di risultati. E la Montagna? I biancoblu non hanno saputo riconfermarsi nel tempo, scendendo in classifica partita dopo partita. Quando giocano Tonwe e soci spesso vengono fuori sfide divertenti e senza esclusione di colpi: servirebbe però qualche aggiustamento veloce in difesa se si vuole raggiungere l’obiettivo della salvezza tranquilla.
COME UN DEJA-VU
Erano tutt’altre invece le ambizioni e le volontà del Quarrata. Le sventure di questa stagione sembrano quasi un déjà-vu che riporta alla mente il 2022/23, quando i mobilieri si presentarono ai nastri di partenza della Promozione con l’idea di fare campionato di vertice ed invece vissero l’agonia della retrocessione. Si può solo sperare che, tra i tanti punti di contatto tra le due annate, non vi sia l’esito finale. Chiaramente va in questo senso la decisione presa proprio durante le feste di salutare Andrea Diodato, passato dal quinto posto a fine torneo scorso al terzultimo nel difficile raggruppamento fiorentino, e di affidarsi in panchina all’ex-Prato Social Club e Tavola Alessandro Somigli.
Già dalla prima giornata, un k.o. contro il Poggio a Caiano arrivato in modo rocambolesco, i segnali non erano stati molto incoraggianti. Subito dopo per il Quarrata ha avuto inizio una lunga lista di pareggi accomunati da un fattore comune, le troppe occasioni sbagliate in corso d’opera. Si è dovuto attendere metà novembre per assaporare l’ebbrezza dei tre punti, la rotonda cinquina di Novoli che avrebbe potuto rappresentare un punto di svolta. Dopo alcune performance piuttosto convincenti, nei quali il Quarrata si è affidato ad un superlativo Santini (con 12 gol in 14 partite certamente lui è uno dei pochi con voto sufficiente), le cose però si sono messe di nuovo male. Sono stati proprio i due inattesi k.o. delle ultime due giornate a comportare un nuovo crollo in classifica, al quale per tutta risposta è stato decretato l’avvicendamento in panchina. Non sapremo mai come si sarebbero comportati i giallorossi se fossero stati inseriti nel girone con le altre pistoiesi, è ormai anche inutile rimuginare su questo fatto. L’unica certezza è che questo 2025, specie nelle sue battute conclusive, non dovrà ripetersi nell’anno venturo per il Quarrata.








