Basket / Serie A2
Sacripanti: «Indiscutibile che ci manchi il killer instinct»
L’Estra incassa un k.o. all’ultimo possesso e resta ferma. «Delusione grossissima, ma ho visto miglioramenti», così Sacripanti
Un post-partita amarissimo, quello che ha visto l’Estra Pistoia di coach “Pino” Sacripanti subire la nona sconfitta di fila con il buzzer beater di Liam Udom. Un k.o. che addensa ulteriormente le nubi sulla stagione dei biancorossi ancora fermi in classifica e con le dirette concorrenti che hanno fatto un ulteriore step in avanti. La tripla di Gallo aveva illuso, così come una prestazione sicuramente più gagliarda da parte di tutto il roster. E forse proprio da questo vuole ripartire l’allenatore canturino, nonostante la doccia fredda.
«Serve poco dire che abbiamo fatto una buona partita: ho visto intelligenza e acume tattico – ha così esordito – Siamo riusciti a fare quello che ci eravamo prefissati, sia sotto l’aspetto difensivo che offensivo. Più volte abbiamo fatto un break, ma non abbiamo mai la freddezza di prenderci la partita e loro sono sempre tornati sotto. È indiscutibile che ci manchi il killer instinct, quella zampata che mette un distacco. Abbiamo fatto degli errori banali in momenti importanti e loro sono stati bravi, Palumbo su tutti, a punire le nostre difese. Fondamentalmente sono cose che in una partita ci stanno a livello tattico. Siamo stati in grado di far girare la palla e abbiamo fatto tante cose molto pregevoli, ma in questo momento ci interessa poco. La delusione è grossissima. Dobbiamo ripartire da questo per cercare di ritrovare la serenità».
Il focus di coach Sacripanti va dunque sul non essere riusciti a creare un margine maggiore ed evitare dunque il rientro di Rieti. Ma restano i dubbi su altri aspetti tecnici, come la gestione di un reparto lunghi già orfano di Magro e con Buva spremuto e in debito di ossigeno nei momenti decisivi. Il tiro vincente di Udom, poi, ha di nuovo esposto le fragilità biancorosse.
«Ci sono stati buoni miglioramenti a livello di qualità di gioco. Abbiamo evitato tutti quei parziali che nell’arco dei 40’ abbiamo sempre avuto, ma non c’è mai stata una volta che abbiamo fatto un’azione difensiva che ci portava al pallone per allungare ulteriormente dal solito +5 o +6. Siamo consapevoli che bisogna crescere tutti quanti insieme, con l’inserimento dei due nuovi: questo deve essere nella testa di tutti. Il tiro di Udom? Ha ricevuto sui tre punti e poi è stato bravo a costruirselo. Ovviamente qualcosa in più potevamo fare, ma c’è stato anche il talento nel mettere quel punto. Sulla rotazione dei lunghi? Forse Buva aveva bisogno di più minuti in panchina, ma in quel momento ci poteva dare una grande mano».






