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Calcio / Serie D

Una città, una maglia, una finale: il Melani chiama per la storia

Mercoledì l’andata della finale di Coppa Italia tra Pistoiese e Ancona: un trofeo da inseguire e un’occasione da vivere tutti insieme

Non è una partita come le altre e non può esserlo. Mercoledì alle 17.30 il Melani sarà teatro dell’andata della finale di Coppa Italia di Serie D tra Pistoiese e Ancona. Una data in mezzo alla settimana, un orario che non aiuta chi lavora, un impegno che chiede uno sforzo in più da parte di tutti. Ma è proprio questo il momento in cui una piazza dimostra quanto ci tiene. La Pistoiese si gioca un trofeo e non un trofeo qualunque. La Coppa Italia di Serie D è prestigio, è storia, è un titolo che resta cucito addosso. È la possibilità concreta di aggiungere qualcosa di importante alla bacheca arancione. È un obiettivo che a inizio stagione era dichiarato e che oggi è lì, a 180 minuti di distanza. C’è poi anche un aspetto pratico, concreto: vincere la Coppa significherebbe aumentare il punteggio per un eventuale ripescaggio tra i professionisti. Nessuno vuole pensarci adesso, perché il sogno primario resta il campionato.

Ma essere lungimiranti è sinonimo di società ambiziosa. E questa Pistoiese può esserlo. Al di là dei numeri, delle classifiche e dei regolamenti, mercoledì è soprattutto una questione di cuore. È la possibilità di vivere una finale al Melani. Di riempire la Nord anche in un mercoledì pomeriggio. Di far sentire all’Ancona, fin dal primo minuto, che a Pistoia non si passa senza combattere. Di trasformare uno stadio in una spinta, in un’onda, in un boato continuo. Lucarelli ha parlato spesso di carrarmato, di isolamento, di gruppo chiuso dentro una bolla per proteggersi dalle pressioni. Ma il carrarmato ha bisogno di carburante. E il carburante si chiama pubblico. Lo si è visto nelle ultime settimane: un Melani così pieno non si vedeva da anni.

Un entusiasmo tornato a pulsare, una curva Nord viva, giovane, compatta. Una città che ha ricominciato a crederci. Mercoledì serve un altro passo. Serve chi può uscire prima dal lavoro. Serve chi farà una corsa per arrivare in tempo. Serve chi porterà un amico, un figlio, un fratello. Serve chi canterà dal primo all’ultimo minuto. Perché una finale non capita tutti gli anni. Perché i trofei non si vincono da soli. Perché certe notti, anche se sono pomeriggi, restano. E perché questa Pistoiese, oggi, merita di non sentirsi sola. Il Melani deve essere il dodicesimo uomo. La Nord deve essere il battito. La città deve esserci. Mercoledì non si gioca solo una partita. Si gioca un pezzo di storia.

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Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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