Calcio / Serie D
Vittoria, un supporto psicologico per i giocatori della Pistoiese
Il progetto è nato dalla sinergia tra Malo HR e il club arancione: «Fondamentale portare questi temi all’interno dello sport»
Il progetto Vittoria nasce per accompagnare atleti, team e organizzazioni sportive nel potenziare il benessere psicologico, il mindset e la continuità della performance lungo tutto il percorso professionale e personale. In questa direzione si inserisce la scelta della Pistoiese di investire in modo concreto sul tema della salute psicologica dei propri calciatori, avviando un percorso in collaborazione con Malo HR, un’azienda lucchese di consulenza. L’obiettivo è sostenere gli atleti dall’esordio fino alla transizione di carriera, rafforzando l’equilibrio mentale e costruendo un’identità che non si esaurisca nel ruolo sportivo, preparando un futuro sostenibile anche oltre la fine dell’attività agonistica. La sinergia è stata presentata nella mattina di venerdì nella sala stampa del Melani, alla presenza dell’ad Fabio Fondatori e delle referenti del progetto.
«Vittoria nasce dalla consapevolezza che un club come il nostro debba assumersi una responsabilità anche sul piano umano, non soltanto tecnico – ha detto Fondatori -. Il benessere psicologico è un tema delicato ma centrale: per questo abbiamo scelto di attivare, insieme a Malo HR e dopo un confronto con staff tecnico e medico, un servizio dedicato alla prima squadra. Vogliamo offrire ai giocatori uno spazio di ascolto e un sostegno reale per affrontare eventuali difficoltà che possono emergere fuori dal campo. È un progetto pilota, raro nel panorama dilettantistico, e l’auspicio è di estenderlo in futuro anche al settore giovanile. I ragazzi vivono un’età complessa, hanno bisogno di punti di riferimento e di essere accompagnati non solo nella crescita sportiva ma anche nell’inserimento sociale. Non tutti arriveranno ai massimi livelli: per questo è fondamentale seguirli nello sviluppo personale».
«Malo HR è una realtà che opera nell’ambito della consulenza e delle risorse umane con una particolare attenzione al benessere complessivo della persona – ha sottolineato Debora Galligani, co-fondatrice di Malo HR. Oggi lavoro e vita privata si intrecciano continuamente e questo vale anche per gli sportivi. Vittoria è il primo progetto che sviluppiamo con un club calcistico: non proponiamo attività di mental coaching, ma portiamo la psicologia clinica dentro il contesto sportivo, così da intervenire a 360 gradi sulla persona. Il percorso prevede sia colloqui individuali, su base volontaria e riservata, sia interventi rivolti al gruppo, in collaborazione con lo staff tecnico e medico della Pistoiese».
«Abbiamo ritenuto fondamentale costruire un progetto come Vittoria – ha evidenziato la psicologa Elena Conforti – perché l’identità di un calciatore non può coincidere esclusivamente con il suo ruolo in campo. C’è chi è nato e cresciuto a Pistoia e sente la maglia come parte di sé, e chi invece arriva da altre realtà e si trova a rappresentare un simbolo che deve imparare a conoscere. In entrambi i casi il carico emotivo è importante. La scelta della società di investire su questo percorso è un valore aggiunto: maggiore equilibrio significa anche maggiore rendimento. La settimana che conduce alla partita è intensa, fatta di pressioni e aspettative, e il nostro obiettivo è alleggerire questo peso, offrendo strumenti per gestire stress e fatica. La partecipazione ai colloqui resta libera: nessuno è obbligato, perché il primo passo deve essere sempre una scelta personale».
«Negli ultimi quindici anni – ha concluso Conforti – la sensibilità verso la salute mentale è cresciuta molto. Oggi stiamo finalmente abbandonando il pregiudizio secondo cui un atleta non possa avere difficoltà solo perché ha successo o guadagna cifre importanti. Pensiamo a un infortunio: nel calcio il rientro è complesso anche dal punto di vista relazionale, perché si torna dentro un gruppo che nel frattempo è andato avanti. Le testimonianze di giocatori conosciuti aiutano a normalizzare questi vissuti e a raggiungere un pubblico ampio, favorendo un cambiamento culturale».




