Progresso e Aglianese si spartiscono la posta in palio. L’amarezza di Venturi: «Ci manca la lucidità nei momenti più delicati»
Non c’è due senza tre e la regola è valsa anche per l’Aglianese. Al “Clara Weisz” di Castel Maggiore i neroverdi hanno impattato per 0-0 contro il Progresso, fanalino di coda del Girone D. Tanto rammarico per l’Aglianese che nel secondo tempo si è trovata addirittura in undici contro nove e ha fallito un calcio di rigore a tre dalla fine con Artioli. La classifica vede ora i neroverdi al sesto posto con 33 punti, uno in meno della Sammaurese attualmente quinta e quindi in zona playoff. Proprio la formazione giallorossa sarà ospite al “Bellucci” nel prossimo turno di campionato.
Dopo la partita è grande il dispiacere dell’allenatore dei neroverdi Simone Venturi: «Purtroppo anche oggi siamo qui a parlare delle stesse cose – commenta il tecnico con amarezza – ovvero dei tanti errori che abbiamo commesso. Si tratta di un altro pareggio immeritato, nel primo tempo abbiamo creato moltissimo e nella ripresa, nonostante il calo, potevano vincerla grazie al rigore. Il pareggio ci va stretto e il rammarico è ancora più grande in quanto avevamo dalla nostra anche la superiorità numerica. Paradossalmente abbiamo giocato meglio undici contro undici, nella ripresa con l’uomo in più ci siamo fatti prendere dalla fretta e dalla frenesia».
A mancare ancora una volta è stata la gestione dei momenti delicati del match. Una scena già vista più volte in questi mesi di campionato: «Stiamo ripetendo troppe volte gli stessi sbagli – ammette Venturi – ma dovremo provare a tutti i costi a limitare questo tipo di errori. Ci manca la maturità per fare il salto di qualità, può essere dovuto ai tanti giovani ma non dev’essere un alibi. Quando c’è stata l’espulsione invece di allargare il gioco sulle fasce siamo andati ad imbottigliarci in mezzo al campo. Ovviamente il Progresso si è chiuso in difesa e noi non siamo più riusciti ad essere pericolosi. Dovremo lavorare senza sosta in settimana per migliorare su questi aspetti».




