IVANO FEOLA 5.5Il pallonetto di Moscardelli lo sorprende fuori dai pali. Dopo il vantaggio dell'Arezzo però non commette più errori, anzi, compie uscite puntuali ed è sempre attendo, sventando altre minacce. Determinante nel finale quando evita il raddoppio dei locali, lasciando così accesa la fiammella della speranza di strappare almeno un pareggio.
GIUSTO PRIOLA 6Del trio difensivo è quello che sbanda meno nei primi venti minuti. Passata la tempesta iniziale mura tutte le incursioni avversarie con vigore e decisione. In attacco si rende pericoloso sui corner, su uno in particolare impatta benissimo di testa ma la sua conclusione viene parata da un grande intervento di Borra. (dal 36’ s.t. Sparacello n.g. Entra per l'assalto finale ma non riesce a incidere)
FRANCESCO COLOMBINI 5.5Nei primi venti minuti è troppo alto, gioco troppo in linea con Priola e soffre gli inserimenti degli attaccanti dell'Arezzo che gli sbucano da tutte le parti. Quando la difesa si registra allora ritrova sicurezza e posizione, andando a chiudere soprattutto di testa e dimostrando di avere sicurezza anche con il pallone tra i piedi. Atzori ha il merito di averlo tolto dalla naftalina in cui era finito con Remondina, a lui il compito di guadagnarsi la fiducia provando a crescere ancora a livello di prestazioni.
SERGIO NEUTON PICCOLI 5L'avvio di gara è da film dell'orrore: sempre fuori posizione, altissimo, sempre in ritardo e in difficoltà nelle chiusure. Sul vantaggio dell'Arezzo si perde Moscardelli e non riesce a chiudere in tempo per evitare la giocata che decide la gara, dopo continua a faticare ma almeno non combina più grossi pasticci.
TOMMASO BELLAZZINI 5Ha fiammate che sono in grado di accendere la gara e di regalare imprevidibilità all'attacco arancione ma sono troppo poche per fare la differenza. Forse sente il peso di essere l'unico "vecchio" tra le fila degli arancioni, perché quando ha palloni importanti esagera oppure si mette in proprio per provare a risolverla da solo. Così facendo spreca alcune ghiotte opportunità e anche sui corner e sulle punizione, eccezzion fatta per due tiri dalla bandierina, non riesce mai ad offrire le giocate che sarebbe lecito aspettarsi da un giocatore di talento come lui.
FEDERICO PROIA 6Bene la fase di costruzione, male in quella di interdizione. Quando ha il pallone tra i piedi si muove con sorprendente sicurezza e spesso a testa alta, giocando semplice per il compagno più vicino. Se però il pallone lo hanno gli altri diventa un problema perché è spesso in ritardo nelle chiusure e fatica ad arginare la manovra avversaria. (dal 36’ s.t. Minotti n.g. Dieci minuti in cui corre e in cui prova a dare ordine ad una manovra che ormai non segue più nessuna logica se non quella della palla in avanti per l'arrembaggio finale).
DAVIDE GUGLIELMOTTI 6Ritorna ad assaggiare il terreno di gioco dopo qualche settimana ai box. Soprattutto nel primo tempo si fa vedere maggiormente, anche se i cross che partono dai suoi piedi non sono particolarmente precisi. Non ha difficoltà a contenere le avanzate aretine, ma nel finale tende a scomparire dalle trame di gioco.
ALESSIO BENEDETTI 6Gioca una gara diametralmente opposta al suo compagno di reparto. Quando c'è da arginare l'Arezzo e da recuperare palla ci pensa lui e spesso ci riesce. Manca però il suo contributo in fase di costruzione perché gli avversari non lo lasciano mai giocare facile ed è così costretto ad affidarsi troppo al lancio lungo, un vero peccato perché ha la possibilità di impostare senza pressione riesce quasi sempre a mettere palloni filtranti per servire gli attaccanti.
LUCA ZANON 6Parte piano e la posizione alta di Neuton non lo aiuta a trovare il suo spazio in campo. Quando la squadra inizia a giocare lui diventa una pedina importante perché garantisce spinta costante sulla sua corsia. Fa tante cose e quasi tutte bene, nell'ultimo quarto d'ora finisce la benzina e scompare letteralmente dal gioco.
EMANUELE ROVINI 5Ha perso il killer instinct. Senza Colombo spetta a lui gran parte del lavoro sporco, quello che lo costringe a muoversi molto, cercando di dare sponde ai centrocampisti e di aprire il campo per gli inserimenti dei compagni. Si sacrifica generosamente ma il risultato è che arriva in ritardo o appannato in area di rigore dove in almeno due occasioni spreca buonissime opportunità. (dal 29’ s.t. Varano 5,5. Entra e offre una gara generosa, prima da attaccante e poi addirittura da centrocampista. Sacrificio e voglia, senza però lasciare il segno).
EMMANUEL GYASI 6.5Partita tutta sostanza ed abnegazione quella dell'ex Carrarese, il migliore dei suoi nel posticipo al "Città di Arezzo". Si sbatte, corre, rincula, prova a servire i compagni, imposta l'azione offensiva. In sostanza fa quello che in genere è compito di capitan Colombo. Chiaro che, poi, manca la lucidità sotto porta però il proprio compito lo ha fatto alla grande.
MISTER GIANLUCA ATZORI 6Le defezioni anche questa settimana non mancano e lui prova a fare del suo meglio con quello che ha a disposizione. Nei primi venti minuti la squadra balla e lui non riesce immediatamente a correggere il problema, tanto che gli amaranto segnano il primo gol e sfiorano il secondo. Quando la squadra inizia a girare si vedono movimenti interessanti, soprattutto con gli esterni d'attacco, che mettono in grande difficoltà la difesa avversaria. Se poi non si sfruttano a dovere le occasioni create il mister ha poca colpa.
IL MIGLIORE: DAVIDE MOSCARDELLI 7
Leader silenzioso che fa parlare i gol. La rete che decide la gara è un colpo da grande campione, l'invenzione di uno che da del tu al pallone. La sua prova però non è solo questo, in campo lotta, incita la squadra e il pubblico, insomma trascina gli altri con l'esempio.
Gara anonima. Sulla corsia non riesce quasi mai ad accendersi, spesso in ritardo, si aiuta spesso e volentieri con il mestiere quando non ci arriva con la tecnica.
IL MISTER: STEFANO SOTTILI 6,5
L'ex mister della Pistoiese dimostra ancora una volta di essere un allenatore capace e di grandi qualità. Anche lui alle prese con molte defezioni fa quello che può con gli uomini a disposizione. Azzecca l'approccio della gara e poi gestisce, soffrendo e magari anche subendo, ma senza mai sbandare. Alla fine quello che conta è vincere e il suo Arezzo conquista tre punti che mantengono la squadra sempre nella parte nobile della classifica.


