Coach Okorn: «Il break ad inizio quarto quarto è stato fatale»

La sconfitta contro Treviso lascia pochi spiragli a coach Gasper Okorn: «Mercato? So cosa va fatto, ma non è possibile»

Il ko interno contro Treviso ha buttato per la prima volta dall’inizio della stagione l’Estra Pistoia di coach Gasper Okorn nella zona retrocessione. Una sconfitta che lasciato strascichi pesanti e rianimato tensioni già viste in quel di via Fermi dinanzi ad una squadra che non riesce proprio a svoltare in campionato. Indici puntati sul presidente Rowan e sul figlio giocatore: un refrain ormai costante sin dai primi rimbalzi estivi del pallone al PalaCarrara. E coach Okorn, più che della partita, si ritrova purtroppo a parlare in modo più ampio sulla situazione tecnica ed emotiva del proprio roster.

«Congratulazioni a Treviso. Per quanto riguarda noi, possiamo dividere la partita in due capitoli: i primi trenta minuti sono andati come abbiamo pensato. Poi il break cruciale è arrivato nei primi cinque minuti del quarto periodo dove loro hanno creato le condizioni per vincere. A rimbalzo abbiamo perso 44-27, con loro che hanno avuto diverse seconde opportunità al tiro e ciò ci ha condannato. I minutaggi? Per questa partita erano quelli che avevo programmato. Se Rowan sta in campo 37 minuti è perché lo decido io: il perché lo lascio immaginare a voi. Christon, Forrest, Kemp e Silins giocano molti minuti perché non abbiamo altre opzioni».

Quindi l’Estra ha bisogno impellente di tornare a guardare al mercato? E una nuova aggiunta, l’ennesima, potrebbe davvero aiutare nella presente situazione? Anche qui coach Okorn non ha risposte secche, formule vincenti o panacee da ogni male. La verità è complessa, nella sua difficile evidenza. E nella sala stampa del post-partita si inizia a risentire l’atmosfera che in altre occasioni ha preceduto sconvolgimenti mai positivi.

«Mercato? Certamente possiamo ricorrervi, ma la mia domanda è dove possiamo intervenire. Io so cosa si dovrebbe fare, ma non è possibile. Sicuramente verrà il momento in cui potremo parlare chiaramente, ma adesso c’è tanta tensione e dobbiamo pensare a battere Scafati prima della pausa. Posso dire che mi dispiace della situazione, ma non che i miei giocatori non hanno combattuto. Ovviamente questo non è bastato. Se mi sento a suo agio in questa situazione? Non in questo periodo. Ringrazio lo staff per l’aiuto che mi dà, ma non è la situazione ideale. Spero che la squadra possa avere ancora margini di miglioramento, lo spero davvero. Cooke? Non sta rendendo ma non è il problema più importante al momento. Se ho problemi con il presidente Rowan? No comment».


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