Basket / Serie A2
Estra Pistoia, l’Urania ha ri-esposto le tue fragilità: ora il test finale
Un grandissimo inizio e poi i soliti problemi: contro Mestre e Roseto l’Estra dovrà evitare ulteriori inciampi e avere risposte da tutti
Il ko subito in rimonta domenica contro l’Urania ha riaperto una serie di questioni in casa Estra Pistoia. Sembrava, in effetti, a vedere la gara alla LumoSquare di assistere ad una sorta di replay della partita vinta contro Forlì. A fare la differenza, ovviamente, il risultato e il fatto che i biancorossi non siano riusciti, contro i meneghini, a trovare le risorse necessarie per riprendersi l’inerzia della contesa. Per il resto, le similitudini e le rassomiglianze ci sono e risultano impressionanti.
La squadra di coach Sacripanti ha ancora una volta approcciato alla stragrande il match, forse in modo ancora più eclatante rispetto alla precedente sfida. La sensazione è stata quella di una squadra (quella padrona di casa) in grado di inibire qualsiasi iniziativa degli avversari e delle sue spiccatissime individualità. Un copione proseguito poi anche nella prima parte del secondo quarto, in cui il massimo vantaggio è arrivato sul +16. Il copione però, quello temuto da coloro che sono ormai abituati ai ravvicinati alti e bassi di questa squadra, è stato purtroppo nuovamente rispettato. All’intervallo lungo, infatti, le distanze erano state ridotte ad un solo possesso da Gentile e compagni.
Nella ripresa, infine, il completamento della rimonta da parte dei Wildcats non è stata più una questione di “se”, ma di “quando”. Per Pistoia è poi piovuto sul bagnato, con capitan Saccaggi espulso per doppio tecnico e Gallo fermato dai crampi: rotazioni ridotte all’osso nel momento in cui i toscani avrebbero avuto bisogno di più alternative possibili per tentare l’assalto finale all’Urania. Sono così passati i titoli di coda, nel silenzio deluso di un palazzetto che sperava di dare seguito al risultato della settimana precedente. Ma, evidentemente, il percorso avrà bisogno di ulteriori tappe per contare in una ripresa più veemente ed evidente.
Senza dubbio quella contro il team guidato da coach Cardani era la gara più ostica di questa serie di scontri diretti. I meneghini venivano da una convincente striscia di risultati positivi, oggi aggiornata a quattro. La squadra vista alla LumoSquare è sembrata aver trovato una definitiva quadra a livello tattico, con rotazioni non ampissime ma di certa affidabilità. La Wegreenit ha confermato dunque di avere poco a che spartire, oggigiorno, con la lotta per la salvezza: troppo talento unito alla pazienza di rosicchiare piano piano il gap. La prova di Alessandro Gentile, anche stavolta “punzecchiato” e dunque stimolato dal pubblico pistoiese, ne è la prova: a poco è servita una prestazione difensiva di grandissima generosità da parte di capitan Saccaggi.
Non si nega, dunque, la qualità dell’avversaria, così come la difficoltà nel gestire gli anomali quintetti disposti da coach Cardani: lo stesso Gentile da play-guardia e Cavallero nel ruolo di 4 atipico sono stati indubbiamente le armi tattiche determinanti. E lo sono stati sulla distanza, mentre l’Estra cominciava invece a perdere progressivamente le proprie certezze. Le percentuali calate sono solo una parte del problema: ad esse si aggiungono anche i 17 rimbalzi in attacco concessi all’Urania. Un problema tecnico, quello delle seconde opportunità al tiro date agli avversari, che durante la gestione Sacripanti sembrava superato e che, purtroppo, contro i meneghini è tornato ad incidere.
A preoccupare maggiormente, tuttavia, è l’apporto della panchina. Il coach canturino è stato fin troppo chiaro nel post-partita: alcuni giocatori scendono in campo senza poi incidere. Ciò giustifica poi, tristemente, i minutaggi squilibrati e quindi la poca lucidità nei minuti finali. E tra i più spremuti ci sono stati proprio Buva, il cui serbatoio è chiaramente limitato, e Anderson, di cui non serve ricordare le attuali condizioni fisiche. Nomi da mettere sulla lavagna? Non li ha fatti Sacripanti e, dopo tutti questi mesi, risulta pleonastico ribadirli. La speranza è che, da qui alla fine, alcuni di questi elementi del roster riescano a trovare il modo di fornire un apporto più continuo e concreto. Vedere, però, Federico Stoch con la giusta voglia e faccia tosta è una cosa bella da vedere: che sia anche un segnale per altri.
Anche perché adesso arriva il test finale: due trasferte consecutive, prima a Mestre e poi a Roseto. Due appuntamenti da non fallire per un’Estra adesso davvero in bilico e a terribile rischio play-out. Il successo di Cento contro la Libertas Livorno (a dimostrazione che questo campionato continua a non andare sui pronostici) ha alzato nuovamente l’asticella, con la necessità sempre più impellente di evitare ulteriori inciampi nel percorso. Ma forse quello di cui questa squadra ha più bisogno, a questo punto, è di iniziare ad abituarsi a questa possibilità ormai sempre più concreta. Liberare la testa dai timori e cominciare un nuovo campionato col coltello tra i denti, questa potrebbe essere la via. Anche perché quei 15 minuti iniziali lasciano intendere, ancora di più, che i veri problemi di Pistoia non siano di natura tecnica.






