Montecatini-Fucecchio nel segno di Mariani: la storia di Amos, Paolo e Francesco

La famiglia Mariani fa parte della storia del calcio termale: domenica Francesco tornerà al Mariotti con la maglia del Fucecchio

Il Montecatini, rinfrancato dall’insperato punticino conquistato in extremis nella palude del “Pertini” contro il Ponte, prosegue il percorso d’avvicinamento all’altrettanto difficile sfida casalinga col Fucecchio. La situazione di classifica rimane grave, coi termali terz’ultimi della fila (punti 24) ma che hanno comunque rosicchiato una lunghezza al Lanciotto (punti 27) quartultimo. L’esperto comandante del vascello biancoceleste Ennio Pellegrini, livornese di scoglio, guarda all’orizzonte e fiuta il vento. Di certo la benefica brezza marzolina ha interrotto il periodo di nociva bonaccia, però occorrono ben altre correnti ascensionali per consentire alla giovane ciurma al servizio del club dell’Airone di raggiungere porti sicuri. Tornando all’avversario di turno, davvero tanti gli ex, in campo e fuori, tra le fila bianconere, come Luca Andreotti, centravanti di quella mitica squadra che centrò la promozione in D (stagione 2014-15).

Francesco Mariani

Quindi il portiere Tommaso Del Bino, senza dubbio uno dei migliori della categoria, il cursore Valerio Ghelardoni, pretoriano di mister Marselli e dulcis in fundo, e il bagnaiolo doc Francesco Mariani, anima e cuore dei gialli del Rione Musicisti Sant’Antonio, pronipote di Arduino, nipote di Amos e figlio di Paolo, purtroppo prematuramente scomparso di recente. Una intera dinastia di calciatori a cavallo fra due secoli legata al club dai colori del cielo, dove spicca la classe cristallina dell’eclettico Amos, uno degli eroi di Wembley, ovvero di quell’Italia che nell’aprile del 1959 per la prima volta non tornò sconfitta dalla terra della perfida Albione. A Wembley finì 2-2 e la seconda rete scaturì da una combinazione tutta termale fra Galli e lo stesso Mariani, che finalizzò in rete. Il campo sussidiario del Mariotti in erba sintetica è a lui intitolato dall’aprile del 2015, con tanto di targa commemorativa. «Credo sia inutile sottolineare – ammette il 35enne centrocampista di Viareggio, Prato Ponsacco e Montecatini – che questa non sarà mai una partita come le altre per il sottoscritto. Sono emozioni, ricordi e sensazioni personali che fanno parte del mio vissuto, le quali esulano dal contesto dell’evento agonistico, in cui darò il massimo per battere il Montecatini, com’è giusto che sia».

Amos Mariani e il diesse Magrini

Ma che idea ti sei fatto di questo girone? «Ci sono ancora diverse squadre che possono ambire ad un posto nei playoff, ma allo stesso tempo devono stare attente a non rimanere invischiate nella lotta per non retrocedere. Questo la dice lunga sull’equilibrio che regna sia in testa che in coda in un girone con tante franchigie ben organizzate». E che partita ti aspetti ? «Se il terreno regge – spiega Francesco – credo che il pubblico potrà assistere ad un bel confronto anche sotto il profilo tecnico. Il Montecatini ha forse raccolto meno di quanto seminato a causa dei tanti infortuni, tuttavia resta un organico che merita il massimo rispetto. In ogni caso i nostri avversari troveranno un Fucecchio determinato a mantenere la permanenza nella categoria. E poi…si vedrà…».

Paolo Mariani

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