Prima Divisione, la missione di Claudia Leoni: riaccendere il Milleluci

Promossa dal settore giovanile, Leoni guiderà la prima squadra di Casalguidi. «Per me una grande sfida. Darò il massimo», la carica dell’allenatrice gialloblu

Ex palleggiatrice, ottima visione di gioco, sguardo fulmineo verso la metà campo avversaria per scegliere la soluzione migliore e smarcare l’attaccante con muro a uno, le soddisfazioni per una promozione in Serie D conseguita con la maglia dell’Ingro Vivaio Mazzoni nel 2008 con coach Marco Fagnoni e poi i campionati di Seconda Divisione vinti nel 2014 e 2015 con il Volley Aglianese Over. Ma soprattutto grinta e coraggio smisurati da vendere e che, nella sua carriera di allenatrice, cerca di trasmettere quotidianamente alle giovani leve sotto la sua gestione.

Nelle ultime stagioni è stata alla guida del settore giovanile e Seconda Divisione della Pallavolo Milleluci, targata Biodepur, ma quest’anno ecco la grande responsabilità affidatale dal sodalizio presieduto da Francesco Barbasso, ovvero guidare la squadra che milita in Prima Divisione: lei è Claudia Leoni, tecnico che da circa dieci anni guida con passione le categorie giovanili – da segnalare l’importante esperienza nella Pallavolo Bacci (Campi Bisenzio) – e in questa nuova stagione agonistica sarà l’head-coach della prima squadra di Casalguidi.

Una sorta di avvicendamento con Roberto Niccolai, fino all’anno scorso al timone della formazione principale gialloblu, che si occuperà delle compagini giovanili.

La Pallavolo Milleluci, fondata nel 1972, è una realtà consolidata del volley pistoiese, con un passato di grande tradizione nelle categorie regionali, in Serie C fino al 2015, ma, al termine della stagione 2015/16 in Serie D, l’addio al gruppo esperto di giocatrici che avevano tenuto alta la bandiera gialloblu, quindi la scelta di puntare con decisione sulla crescita del vivaio.

Ultime tre stagioni non facili sul piano dei risultati, con la retrocessione in Prima Divisione e due penultimi posti nella stessa massima categoria territoriale. Tuttavia, recente passato a parte, sono altissime le motivazioni da parte di coach Leoni, più che mai determinata a dare una svolta e con l’intenzione di provare a disputare un campionato sorprendente, all’insegna del rilancio e ricco di soddisfazioni.

Claudia, quali sono le tue sensazioni alla vigilia di questa nuova avventura con la prima squadra della Biodepur Milleluci?

«Sicuramente si tratta di una grande sfida che mi sono sentita di accettare fin da subito. Dopo tanta gavetta alla guida delle giovanili e della Seconda Divisione, questa, per me, rappresenta la prima esperienza con una squadra maggiore dove ci sono anche atlete che hanno superato i 20 anni. Aumentano senza dubbio le responsabilità, però mi sento pronta per affrontare questa nuova avventura e di certo non mancano gli stimoli per dare il massimo e cercare sempre di migliorarsi».

Da dove riparte il Milleluci in termini di gruppo? Ti aspetti qualcosa in più da una giocatrice in particolare?

«Principalmente avrò a disposizione un roster molto simile a quello dell’anno scorso, quindi con una prevalenza di atlete giovani e alcune giocatrici di esperienza (Debora Liguori, Chiara Goretti, Francesca Tucci, Giulia Felci e Verdiana Brotini) che avranno il compito di aiutarle a crescere. Rispetto all’anno scorso, però, non avremo due elementi che erano molto importanti per l’equilibrio del gruppo come Elisa Coppini e Sara Marcanti, quest’ultima libero storico del Milleluci, che, nonostante avesse cessato l’attività, però l’anno scorso ci aiutava in palestra. In questo momento stiamo lavorando con dodici atlete, di cui tre liberi, però l’organico non è ancora definito e potrebbe esserci qualche variazione. Rispetto all’altra domanda, penso che Francesca Tucci (l’anno scorso reinventata opposto pur essendo di natura palleggiatrice) abbia tutte le qualità, anche caratteriali, per trascinare il gruppo e risollevarlo nei momenti difficili».

Qual è l’obiettivo stagionale a livello di squadra e tuo personale?

«In relazione alle ultime due stagioni, direi che oggettivamente l’obiettivo sia la salvezza. Certo, riuscire a lottare per qualcosa di più ambizioso, come la parte alta della classifica, sarebbe davvero straordinario, ad oggi quasi miracoloso. Però, e qui parlo a livello personale, cercherò di portare una nuova mentalità in palestra che ci possa consentire di affrontare a testa alta ogni avversario. Inoltre, sul piano del lavoro, dovrò impostare bene la preparazione specialmente da un punto di vista fisico e poi ovviamente affinché possiamo crescere anche sul lato tecnico. Dobbiamo lavorare tanto per crescere: la grande sfida di questa nuova stagione consiste in questo».

Claudia, fino all’anno scorso hai allenato le categorie under del Milleluci: come valuti il livello del settore giovanile gialloblu in relazione al lavoro svolto?

«Ritengo che qualche progresso sia stato effettuato. Ci sono alcuni elementi di buona prospettiva con larghi margini di miglioramento. Inoltre, molte di queste atlete hanno già avuto l’opportunità di fare campionati sia in Prima che in Seconda Divisione, quindi la strada su cui proseguire è abbastanza delineata. Però, per poter raggiungere un livello adeguato, è necessario svolgere allenamenti di maggiore intensità, con una durata di almeno due ore».

Non posso esimermi, infine, dal chiederti un parere sulla nota vicenda palestre a Pistoia: qual è la vostra situazione?

 «Beh, un tasto dolente, un problema che si è verificato anche negli anni precedenti, ma questa estate in maniera più accentuata. A Casalguidi, fino a due anni fa, gestivamo la palestra comunale. Quest’anno, però, la gestione è passata alla Uisp. Nel complesso non ci lamentiamo, rispetto a molte realtà di Pistoia siamo messi sicuramente meglio, con l’unica eccezione relativa agli orari dei tre allenamenti settimanali, che non sono mai gli stessi: una seduta ha la durata di un’ora e un quarto, la seconda di un’ora e quarantacinque minuti, la terza di due ore. Ciò influisce, di conseguenza, sul lavoro che andiamo a svolgere».

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