Spedalino-Montagna, gravi episodi di razzismo durante e dopo la gara

Offese a stampo razziale prima e dopo la gara fra Spedalino Le Querci e Montagna Pistoiese. Iori: «Fatti da condannare subito»

Spedalino Le QuerciMontagna Pistoiese si è chiusa sul 2-1 coi padroni di casa che hanno raccolto la prima vittoria del 2020, rilanciandosi per i playoff. Gli ospiti invece sono caduti in trasferta per la prima volta da settembre e hanno bisogno di energie fresche per difendere la post season. In un mondo ideale basterebbe questo incipit per raccontare al meglio la partita del “Barni” di Montale. Purtroppo questa volta il gioco deve essere messo in secondo piano.

Capita su tutti i campi che spesso e volentieri alcuni spettatori e dirigenti contestino l’operato dell’arbitro o dei giocatori. Ma anche in questi casi c’è sempre una soglia da non varcare. Racconta mister Marco Iori: «Le panchine a Montale sono dalla parte opposta rispetto alle tribune, ma ciononostante abbiamo chiaramente sentito più volte offese di stampo razziale. Speravo di aver sentito male. Mi aspettavo subito le scuse dei dirigenti a partita conclusa, ma il peggio doveva ancora venire».

La squadra di Gavinana ha fra le proprie fila diversi ragazzi di colore: in particolare il difensore Somahla, il centrocampista Sanno e l’attaccante Jabang. Durante la sfida, molto importante soprattutto per lo Spedalino che veniva da due sconfitte in casa, gli interventi pesanti non sono mancati e la tensione si è così trasferita sugli spalti. Il fatto grave è che nemmeno il fischio finale del signor Luci di Firenze e la vittoria sono bastate per stemperare i toni.

Iori infatti prosegue: «La vera vergogna è che diversi soggetti non solo hanno proseguito imperterriti per tutto il match, ma pure dopo! Ero nello spogliatoio a spronare i ragazzi e abbiamo sentito diversi urli fuori. Sono uscito e un paio di signori, penso genitori di alcuni tesserati, mi hanno davvero fatto rimanere male! Hanno rivolto ingiurie all’arbitro del tipo “non farai mai carriera” e, soprattutto, uno di loro ha rivolto epiteti vergognosi ad un mio giocatore di colore. Mister Somigli si è subito scusato con me dicendo di non dare troppo peso a quelle parole. Lo ringrazio, però sono fatti da condannare subito, senza mezzi termini. Il direttore di gara mi ha detto che ha riportato tutto nel referto aggiungendo che questi episodi non li ha mai perdonati. Aspettiamo giovedì prima di commentare ulteriormente, sono proprio inorridito».

Luca Taino, dirigente dello Spedalino, ammette la caotica situazione e precisa: «La tensione è esplosa per colpa di un genitore. Aveva suo figlio in campo e al quarto intervento subito si è inferocito. Sia io che altri dirigenti, compreso il presidente, l’abbiamo ripreso e sembrava si fosse calmato. In tribuna gli animi si sono raffreddati, ma non so poi cosa sia successo nel dopo gara. Ci scusiamo per il disagio e prenderemo provvedimenti affinché un fatto del genere non ricapiti più».

Anche il presidente della Montagna Catani ha stigmatizzato l’episodio: «Se fosse successo a Gavinana avremmo cacciato lo spettatore in questione e avremmo chiesto il daspo a vita. Non mi dilungo nei commenti perché vogliamo aspettare il bollettino di giovedì, mi limito a dire che siamo scandalizzati da certi comportamenti. Lo sport deve essere divertimento e correttezza, in qualunque categoria questi avvenimenti devono essere condannati aspramente».

La palla ora passa alla Federazione, che giovedì comunicherà eventuali sanzioni per lo Spedalino. Qualunque possa essere la punizione, dobbiamo augurarci ancora una volta che sia l’ultimo episodio di questo genere. Lasciare il razzismo e la maleducazione fuori dai campi viene prima di qualunque risultato.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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