Volley Serie C, Francesco Pieri: «AM Flora Buggiano squadra giovane ma di grande prospettiva»

La nostra intervista al primo allenatore della Serie C gialloblu Francesco Pieri: «A Buggiano mi trovo molto bene. Girone del mare sempre ostico. Lo scudetto con Cuneo il ricordo più bello. A Pistoia situazione palestre molto grave»

E’ stato un libero formidabile, calcando i palcoscenici parquet della Serie A. Ha vinto lo scudetto e la Coppa Cev con la Bre Banca Lannutti Cuneo nel 2010 insieme a coach Alberto Giuliani e facendo da vice ad un mostro sacro del proprio ruolo, il francese Hubert Henno. Poi altre esperienze significative a Santa Croce (prima di Cuneo), Latina e Milano.

Dal 2014 ha intrapreso la carriera di allenatore nei campionati FIPAV, dimostrando già in queste prime stagioni ottime qualità, centrando alcuni risultati importanti, sfiorando la promozione in Serie D nel 2016 con la Scuola Volley Pistoiese, dove era subentrato nel finale di stagione, e portando nel 2018 la Prima Divisione dell’Upv Buggiano ai playoff, quindi ottenendo con lo stesso roster la qualificazione alle fasi regionali del campionato under 18.

Dopo essere stato il secondo di Davide Ribechini l’anno scorso in Serie C, con quest’ultimo poi diventato direttore tecnico del nuovo “Volley Up Project”, quest’anno la guida della prima squadra gialloblu è stata affidata alle sue cure. Stiamo parlando di Francesco Pieri, un volto di altissimo prestigio della nostra pallavolo.

Lunedì 26 agosto è stato il giorno del via alla nuova stagione presso il PalaSpadoni e a breve inizieranno anche i primi test fondamentali per valutare la tenuta di un organico largamente ringiovanito in vista dell’esordio ufficiale di ottobre nella massima categoria regionale, nel temibile girone del mare.

Francesco, in questa nuova stagione sarai il primo allenatore della Serie C AM Flora. Come ti trovi a Buggiano?

«Mi trovo molto bene in questa società. Ci sono tutte le condizioni per lavorare ottimamente, con attenzione e insieme a tecnici di grande esperienza. Per quanto riguarda la mia prima avventura come allenatore della Serie C, sicuramente le responsabilità aumentano. Cerco di avere un approccio molto cauto, senza fare pronostici circa quello che potremo fare. Ci sono molte atlete nuove, specie in termini di sestetto, quindi ci aspetta tanto lavoro da fare. Non ci siamo posti traguardi specifici in termini di punteggio, se non quello di compiere un passo alla volta, lavorare e crescere nel tempo. Il nostro obiettivo fondamentale, ora, è quello di vincere la prossima partita».

Come valuti la qualità del roster a tua disposizione e qual è il tuo pensiero sul livello del girone in cui siete stati inseriti?

«Il nostro è un organico giovanissimo, con un’età media molto bassa, in alcuni settori ci manca esperienza. Sono atlete di prospettiva. Vediamo dove potremo arrivare e al termine della stagione tireremo le somme. Posso affermare, però, che in questa prima settimana le ragazze hanno mostrato tanta disponibilità, impegno e lavorando con grande concentrazione. Per quanto riguarda il girone, quello definito del mare, si tratta di un raggruppamento complesso sia sul piano delle trasferte da affrontare, sia per la grande esperienza che contraddistingue le nostre avversarie, sempre molto difficili da affrontare, rivelandosi particolarmente rognose specialmente presso i loro palazzetti. Però l’imperativo è quello di guardare esclusivamente a noi stessi, a ciò che saremo in grado di fare».

C’è stato un ricordo significativo in queste tue prime stagioni come allenatore?

«Pur allenando da pochi anni, qualche risultato importante è stato centrato. Mi viene in mente la qualificazione ai playoff di Prima Divisione proprio qui a Buggiano nel 2018 ma poi ho un bellissimo ricordo relativo al 2016, quando subentrai in corsa, a poche giornate dal termine, alla guida della Scuola Volley Pistoiese, in Prima Divisione: la squadra era quasi in zona retrocessione, ma poi realizzammo un filotto di vittorie che ci consentì di qualificarci ai playoff ed arrivare in finale. Era un bel gruppo di giocatrici, riuscimmo a costruire velocemente un buon legame. Inoltre ricordo con piacere anche l’esperienza con la squadra UISP de La Fenice, quando insieme a mia moglie arrivammo alla vittoria del campionato italiano».

E invece quello più importante del tuo passato da giocatore in Serie A?

«Sicuramente lo scudetto con Cuneo è qualcosa di indimenticabile. Era la squadra che tifavo fin da bambino. Nel 2010 c’erano giocatori che avevano fatto la storia di quel club negli anni ’90, quelli d’oro, come Nikola Grbic e Luigi Mastrangelo, tanto per citarne un paio. Inoltre, sempre nel 2010, vincemmo la Coppa Cev. Hubert Henno? Credo che sia stato uno tra i liberi più forti del mondo, in possesso di doti innate che l’hanno portato a vincere tanto. D’altronde in Francia c’è una grande tradizione di liberi, avendo una forte cultura del lavoro nei fondamentali di seconda linea. Anche In Italia, però, ci difendiamo bene sotto questo punto di vista».

Francesco, lo chiediamo anche a te visto che è stato il tema principale dell’estate: cosa pensi della situazione palestre a Pistoia? E poi qual è la tua opinione sulla difficoltà a costruire giovani in casa nella nostra zona?

«Penso che sia una cosa veramente improponibile: non è possibile che a Pistoia non ci siano impianti dove poter svolgere una regolare attività. A Buggiano fortunatamente abbiamo la nostra palestra, dove però non tutte le nostre squadre riescono ad allenarsi, perciò utilizziamo anche altri spazi. Poi, in generale, ritengo che gli impianti siano tenuti in cattive condizioni, senza adeguati lavori di ristrutturazione. Il Comune e la Provincia dovrebbero fare di più in questo senso, altrimenti, la pallavolo, ma anche lo sport in generale, non può andare avanti. Sulla seconda domanda non credo che sia tanto un problema di fare giocatrici in casa, quanto un discorso di mentalità: oggi è difficile trovare atlete motivate e con un’etica del lavoro. Tutto è cambiato rispetto a tanti anni fa. Oggi è più facile che le giocatrici abbiano poca voglia e mostrino scarso impegno in palestra. Da noi allenatori deve partire il giusto messaggio da inculcare alle atlete, cioè quello di allenarsi e lavorare con la massima serietà, al 100%, quindi aiutarle a coltivare un sogno».

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