La delusione è palpabile, ma è senza dubbio la rabbia il sentimento più diffuso nelle dichiarazioni del clan arancione al termine Pro Piacenza-Pistoiese. Un pareggio, quello del Garilli (1-1), scaturito da un rigore concesso con una consistente dose di generosità alla squadra emiliana dopo che la Pistoiese, in dieci uomini per l'espulsione di Guglielmotti, era andata in vantaggio grazie ad un'incornata del suo capitano Corrado Colombo.
Amare in sala stampa le parole di mister Gian Marco Remondina, allontanato dal direttore di gara per proteste: «Difficilmente mi lamento con gli arbitri - dichiara l'allenatore arancione - ma il rigore era inesistente. Sembrava quasi che l’arbitro aspettasse l’occasione per concederlo. Loro avrebbero potuto segnare su azione in altre occasioni, ma così dà veramente fastidio. I ragazzi - prosegue Remondina - sono stati bravissimi a passare in vantaggio in dieci contro undici. Quella della squadra è stata una buonissima prestazione, in un gara aperta fin dall’inizio. Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. Nonostante fossimo rimasti in inferiorità numerica, abbiamo provato a vincerla. E potevamo vincerla davvero senza il regalo dell’arbitro».
Sono di Ivano Feola le parole più taglienti: «Il rigore non c'era - tuona il portiere arancione - l'ha ammesso anche il loro attaccante quando abbiamo parlato a fine partita. Fa male prendere gol così, siamo molto arrabbiati».


